GP Corea F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani

Il Gran Premio di Corea 2013 dà ancora il massimo dei voti a Vettel, ma non solo

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    F1 Gran Premio della Corea 2013   La Gara

    Doveva arrivare il tifone a spazzare Yeongam domenica, ma il Gran Premio di Corea 2013 è stata l’ennesima tappa di questo mondiale spazzata via da Vettel. Più forte del graining, della safety-car, dell’incompetenza di chi opera sul circuito: merito al vincitore, che svetta su tutti ma questa volta in compagnia.

    Non c’è stato esclusivamente l’assolo del tedesco, anzi. Un altro figlio del Reno strappa il massimo dei voti, è Nico Hulkenberg, che con la sua Sauber fa perdere le staffe a Gino Hamilton, nonostante la stella a tre punte sul cofano. Da ricordare anche in casa Lotus, Yeongam. Da dimenticare, invece, proprio per chi a Yeongam ci resterà anche oggi.

    Vettel e Hulkenberg, 10

    F1 Gran Premio della Corea 2013   La Gara

    Sono i “vincitori” del Gran Premio di Corea. Uno perché mette in cascina altri 25 punti, l’altro perché con una monoposto fino a qualche gran premio fa da media classifica riesce a scappar via in trazione sia alla Ferrari che alla Mercedes.

    E’ un Vettel magistrale, come sempre nelle ultime gare. La pole se la mette in tasca senza troppe difficoltà e in gara scappa via. Solo le due safety car ne azzerano il vantaggio, ma lui è bravo a sfruttare tutto il potenziale della RB9 per ricostruire il gap. Sta legittimando il quarto titolo iridato.

    Nico sembra aver tra le mani una monoposto buona per la vittoria, ma poi guardi bene e scopri che è solo una Sauber. Il tedesco merita una chance in un top team e la sensazione è che senza una cospicua valigia di sponsor saranno altri a soffiargli il posto in Lotus. Fa la preda, ma i cacciatori Hamilton e Alonso possono solo rincorrerlo senza mai impallinarlo e a restare senza fiato a fine gara sono loro.

    Raikkonen, 9 e 1/2

    F1 Gran Premio della Corea 2013   La Gara

    Mettiamola così: in qualifica non è un fulmine. Complessivamente meriterebbe meno di Grosjean, perché il francese ha mostrato una prestazione più omogenea, ma quando recuperi posizioni su posizioni e concludi primo tra i normali, ti spetta d’ufficio il secondo voto più alto del week end.

    Urge trovare rimedio agli acciacchi, alla schiena, oltre a migliorare il rendimento in qualifica.

    Grosjean, 9

    F1 Gran Premio della Corea 2013   La Gara

    Saremo di parte, però, Romain sta guidando alla grande. Velocissimo, deve inchinarsi al compagno di team che ne ha di più. Se proseguirà con questa costanza anche il prossimo anno, con una monoposto al vertice come la Lotus si leverà belle soddisfazioni. E’ un altro pilota rispetto a quello che sbatteva al primo giro nel 2012. A Singapore era stato bloccato dall’affidabilità della macchina, altra gara in cui avrebbe meritato voti e posizioni alte.

    Jeep, 8

    Sarà stato contento Marchionne, quando si è visto sbucare una Jeep in mondovisione davanti addirittura a una Red Bull. Si vocifera stiano studiando l’aerodinamica in Ferrari.

    Hamilton, 7

    S’incazza, si danna l’anima, ruggisce, ma Hulkenberg lo guarda negli scarichi fino alla bandiera a scacchi. Il quinto posto non va bene e quanto in Mercedes abbiano tirato i remi in barca si vede anche con Rosberg. Resta una monoposto in grado di essere tra le più veloci sul giro secco e il secondo posto in qualifica aiuta a tenere alto il voto.

    Alonso, 6

    E’ un voto figlio del mezzo che guida. Passeggero di una F138 che di più non può dare, oggi è la terza forza del mondiale. Poco da commentare

    Rosberg, 6

    Perde un’eternità nel cambio di musetto dopo il cedimento. Riesce comunque ad andare a punti e fa il suo compito diligentemente. I ricordi di gloria di Montecarlo sono solo un ricordo. Vale per lui quanto detto di Hamilton: Mercedes in modalità navigazione lenta fino al termine del campionato.

    Button, 6 – Perez, 6 e 1/2

    E’ la solita McLaren. L’arrivo a punti è alla sua portata ma senza brillare mai. Meglio il messicano dell’inglese perché è penalizzato dallo scoppio della gomma, sebbene anche Jenson non abbia avuto una gara semplice con problemi di carico aerodinamico all’anteriore.

    Massa, 5

    Arriva alla staccata della curva 3 al grido “Fate largo che passo io”. Peccato che perde il posteriore e il largo lo ritrova, abbondante, in fondo al gruppo. Le safety car lo riportano in bagarre e riesce a riprendersi due punticini iridati.

    Yeongam, 2

    Fino a sabato era un puntino nel nulla, circuito anonimo e basta. Per ravvivare l’ambiente e dare un senso a quelle latitudini si sono inventati una safety car che safety car non era. Un po’ come quei giochi di enigmistica “Trova l’intruso”. L’approssimazione e la scarsa prontezza dei commissari – a Webber hanno mandato in fumo una RB9, fortuna che era assicurata con furto e incendio – sono un elemento che potrebbe costare caro per il 2014, quando c’è da augurarsi si declini l’invito a tornare in lande deserte.