GP d’Europa F1 2008: spettacolo indegno

di chi sono le colpe per il noiosissimo gran premio d'europa 2008 che si è corso per la prima volta sul circuito cittadino di valencia? è colpa della pista o dei regolamenti che rendono imposisbili i sorpassi?

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    Il Gran Premio d’Europa andato in scena per la prima volta sul circuito di Valencia ha rappresentato uno spettacolo indegno. Avete termini migliori per definire quello che si è visto per oltre un’ora e mezza tra le strade della citta spagnola? Di chi è la colpa: della pista o dei regolamenti?

    LE PREMESSE. Il fatto che avessimo definito la gara totalmente imprevedibile citando, in ordine sparso, safety car a profusione, volatili e/o pericolosi oggetti vaganti a giro per la pista (vedi sacchetto di plastica rimasto impigliato sotto la macchina di Kubica o piccione disintegrato da Piquet nelle qualifiche), pericolo pioggia, asfalto viscido… doveva farci pensare che lo scenario nel quale le monoposto si apprestavano a correre non era dei più promettenti. In barba a queste considerazioni e affascinati da questi bolidi che sfrecciavano ad oltre 300 all’ora tra palazzi, muretti e ponti rotanti, ci siamo comunque voluti illudere che lo spettacolo valesse la pena di essere visto.

    LA GARA. La gara, però, ha smascherato l’inganno. Se si esclude qualche piccolissimo contatto al via e l’episodio di Raikkonen al box, davanti ai nostri occhi si sono palesati 57 giri di nulla assoluto. A differenza di altri tracciati moderni, a Valencia il sorpasso è proibito ed il trenino è l’unica possibilità. Come sua abitudine, Ecclestone se n’è andato prima della bandiera a scacchi. Stavolta avremmo gradito che pure lui fosse rimasto fino alla fine. Almeno, forse, avrebbe capito che la sua idea non è stata delle migliori.

    LA NOIA. Ci siamo chiesti inizialmente se la colpa fosse della pista o dei regolamenti e ancora non abbiamo dato una risposta. Questo punto è focale per capire quale futuro possano e debbano avere i circuiti cittadini in Formula 1. Per rispondere andiamo a guardare la GP2 e scopriamo che lì qualche battaglia si è vista. Sotto inchiesta va, quindi, soprattutto l’aerodinamica. Storia vecchia. E’ un copione che si ripete da troppo tempo ormai e che si spera venga messo da parte con le limitazioni introdotte dal 2009. Altro problema è il rifornimento in gara ed il format di qualifiche che porta i piloti ad attendere la loro sosta per sfruttare al meglio la strategia senza avventurarsi in inutili quanto rischiosi ed impossibili sorpassi. Pure il sistema di punteggi non aiuta: arrivare secondo o terzo è comunque un bel bottino per la classifica e un pilota finisce per accontentarsi bellamente della posizione che occupa. Ultimo scempio, tra i più clamorosi, è la sefaty car che con la sua costante minaccia di entrata, fa sperare ai piloti che la loro gara possa avere una svolta (vedi Piquet ad Hockenheim) e li tiene buoni buoni nella sua attesa. Insomma, prendersela con certi circuiti può andar bene, ma solo se ci si arrabbia prima con i regolamenti!

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