GP d’Italia F1 2008: quante anomalie!

commento al gp di italia di formula 1 edizione 2008 disputato su una monza bagnata e che ha visto tante strane anomali verificarsi

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    Non avete avuto l’impressione che questo GP d’Italia sia stato letteralmente anomalo? Penso proprio di sì. Ed è stato tale non solo perché il nome del vincitore è quello di Sebastian Vettel con la Toro Rosso ma per tanti altre strane situazioni…

    AD AVER SCOMMESSO SU DI LUI. Avremmo fatto dei bei soldini. Ha vinto Sebastian Vettel su una Toro Rosso. Meritatamente. Partendo dalla pole. Non c’è bisogno di essere esperti di Formula 1 per capire che qualcosa di strano è successo. Va sottolineato, soprattutto, come la vettura del tedesco sia stata competitiva in tutte le condizioni di pista. Sul bagnato pesante, infatti, Vettel ha distanziato tutti. Anche andando verso l’asciutto, però, si è difeso alla grande dai timidi attacchi degli esausti inseguitori. Un emozionato ed incredulo Gerhard Berger, tornato sul podio di Monza dopo 20 anni, ha fugato ogni dubbio sull’impresa precisando ai cronisti:“Guardate gente che il nostro assetto era per l’asciutto!”. Il merito, quindi, è tanto del tedeschino quanto del team. Se vinci come fece Fisichella su una Jordan nel 2003 ad Interlagos applaudi al pilota ed alla fortuna e la chiudi lì. Se lo fai alla Vettel, invece, grazie ad una Toro Rosso molto Ferrari, sei di fronte ad un qualcosa di tanto meritato quanto inedito per questa F1.

    TUTTI IN PISTA APPASSIONATAMENTE. Come dar torto ai cattivi profeti che, alla vigilia del Gran Premio, pronosticavano una corsa ad eliminazione? Dici pioggia e pensi ad uscite di pista, incidenti, safety car. Nulla di tutto questo si è verificato. Stavolta. Ad eccezione di Fisichella che si mette a fare a pugni con quel testa quadra di Coulthard, per il resto il Gran Premio è filato liscio senza intoppi fino alla fine. Pochissimi i testacoda. Molti tagli di chicane, invece. Quest’ultimi, però, sono avvenuti non tanto per errori grossolani di guida, quanto da azzardati tentativi di sorpasso, agevolati dal fatto che ovunque si guardasse, si trovava solo asfalto al di là delle vie di fuga. La storia di Spa ha insegnato che in certi casi un po’ si sabbia ci starebbe ancora bene. Ma questa è un’altra storia.

    RIMONTE IMPOSSIBILI. E’ quando piove che si assiste alle migliori rimonte. Senza scomodare Ayrton Senna e Donington 1993, va detto che sul bagnato è facile vedere grosse differenze di prestazioni e solitamente, anche partendo dietro, nulla è perduto. Per cui la domanda è lecita: come mai Hamilton va come un razzo, sorpassa un sacco di gente, ma arriva solo7°? Come mai Massa che guida una Ferrari ed è capace normalmente di vedere negli specchiatti gente come Alonso, Heidfeld, Kubica solo nei primi giri, stavolta parte sesto e resta sesto facendosi superare dagli appena citati?

    BASTA IDOLI, PER FAVORE. Non ha senso stare a dire che Hamilton è un grande. Che Massa non sa guidare sull’acqua. Che Raikkonen è un bollito. Che Alonso non vale più niente. Che Vettel è il più grande di tutti i tempi. Etc. etc. Se non si disimpara ad andare in bicicletta, non si diventa brocchi o fenomeni tutto ad un tratto neanche in F1. Oltretutto, se c’è una cosa, solo una, una cosa che abbiamo imparato dalla Formula 1 in tutti i tempi e soprattutto nei più recenti è che il pilota conta. Ma conta poco. Il pilota è capace di dare qualche misero decimo in più. Se è veramente un superfenomeno.

    Dando per certa questa considerazione, perché, allora, ci troviamo ogni gara a dire tizio è un grande e caio è uno scarso solo basandoci su quello che hanno fatto vedere in quel Gran Premio? I piloti vanno giudicati alla lunga, con il cronometro alla mano e confrontandoli con i loro compagni di squadra. Solo uno stesso mezzo, infatti, permette di fare considerazioni veritiere.

    IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA. In conclusione, un comune denominatore per spiegare tutte queste anomalie c’è. Tiro il sasso e nascondo la mano. La Formula 1 va verso il livellamento radicale delle prestazioni tra vetture. I congelamenti e le standardizzazioni regolamentari la stanno trasformando in un monomarca. Può essere, allora, che Monza 2008 sia stato un antipasto di quello che ci aspetterà nei prossimi anni? Può essere che abbiamo assistito ad un Gran Premio del futuro? Macchine livellate, piloti tanti e tutti molto forti e piccoli dettagli di assetto a fare la differenza decisiva. Stavolta è stata la Toro Rosso ad interpretare meglio la pista e Vettel era in giornata di grazia. Domani sarà la Williams o… la Force India? Chissà. Per maggiori informazioni, date un’occhiata alla GP2 dove si cucina il domani dei piloti ma, evidentemente, anche quello dei regolamenti sportivi.