GP d’Italia F1, McLaren: strategia fallimentare

analisi del gran premio d'italia a Monza

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    Ce ne sono tanti di modi per perdere un Gp d’Italia. Alla McLaren non vogliono essere secondi a nessuno. Si sa. E allora battono la Ferrari anche in stupidità, sfornando per Lewis Hamilton una strategia da vero perdente. Applausi, invece, al box del Cavallino dove stavolta, almeno in gara, sono letteralmente perfetti nonostante le difficoltà della macchina.

    UNA SOSTA DI TROPPO. Lewis Hamilton e Kimi Raikkonen fanno una sosta di troppo. Kubica, Alonso, Heidfeld, no. Visto il meteo, dovevano pensarci anche loro a partire col massimo carburante possibile. Sarebbero andati più lenti all’inizio ma avrebbero potuto gestire la corsa al meglio, magari anticipando il pit stop qualora le condizioni della pista lo avessero permesso. Sia chiaro. Non si tratta di un discorso fatto col senno di poi. Se BMW e Renault lo hanno messo in pratica con successo, significa che era tranquillamente prevedibile. Con qualche in giro in più nel serbatoio, Hamilton sarebbe comodamente salito sul podio. E chissà che non avesse addirittura potuto vincere. Intervistato nel dopo gara, il pilota McLaren che non teme mai di sopravvalutarsi, si è dimostrato fermamente convinto di ciò.

    FERRARI SALVATA IN CORNER. Esattamente come la McLaren, la Ferrari non riesce a far entrare entrambi i suoi piloti in Q3 e poi dà una macchina troppo leggera a Kimi Raikkonen. Per il finlandese vale lo stesso discorso fatto per Hamilton. Che al muretto del Cavallino non siano dei brocchi, però, lo dimostra il fatto che, una volta accorti dell’errore, al primo pit stop non mettono nella macchina di Raikkonen la benzina per arrivare in fondo, ma lo fanno girare con vettura più leggera fino a quando non è il momento di rientrare nuovamente a montare le intermedie. Questa mossa non consente comunque al finlandese di finire in zona punti, ma perlomeno dimostra che gli uomini in Rosso sono ancora in grado di leggere la corsa e prendere decisioni giuste anche in pochi minuti. Insomma: con o senza Brawn, le cose vanno.

    CHI E’ BRAWN. Come? Chi è Brawn? Mica vi sarete dimenticati di lui? Brawn è il grande stratega Ferrari dei tempi di Schumacher. E’ lui che viene tirato in ballo ogni volta che le cose al muretto non vanno. A Silverstone, ad esempio, è stato merito suo se la Honda ha sfornato una strategia da Oscar che ha portato Barrichello sul podio. Per il resto, però, chi l’ha visto Brawn in tutti gli altri GP? E’ normale, quindi, che la gente si dimentichi di lui. Ironia a parte, prendo il caso del grandissimo Ross Brawn per fare un ragionamento a totale giustificazione delle scelte di Ferrari e McLaren. Nessuno critica Brawn adesso. In molti lo criticarono ai tempi delle ruote sparite di Eddie Irvine e per altri momenti tragicomici vissuti al box del Cavallino. E’ molto facile essere in un team di seconda fascia ed indovinare una corsa all’anno. Molto più difficile essere in primissima fila e non poter commettere neanche una minima sbavatura. Pertanto bravi tutti. Un po’ di più quelli Ferrari stavolta che sono arrivati con Massa davanti ad Hamilton nonostante quell’inglese andasse come un razzo!

    MASSA NOTA STONATA. Nell’elogio della Ferrari a discapito della McLaren, viene facile avere da replicare prendendo il caso Felipe Massa. Si dirà, infatti, che il pilotino è arrivato davanti ad Hamilton di una sola posizione pur avendone ben 9 di vantaggio in griglia di partenza. E’ vero. E’ anche vero, però, che le prestazioni delle due vetture erano decisamente diverse soprattutto sul bagnato. E’ assurdo giudicare i piloti dimenticandosi le caratteristiche del mezzo che stanno guidando e le varie contingenze che si sono trovati di fronte. Fare l’equazione “se Hamilton parte 15° e arriva 7°, allora Massa che parte 6° arriva -2°” non fila proprio. Vettel e Kovalainen erano imprendibili. Kubica, Alonso ed Heidfeld sono stati privilegiati da una sosta in meno e per colpa de il “passio io, passi tu” che ha frenato Massa nella lotta tutto fair play con Nico Rosberg, il brasiliano è rimasto intruppato nel traffico con macchina pesante. Il sesto posto, quindi, diventa il massimo possibile indipendentemente da quello che ha fatto Hamilton il quale, lo ripeto, va semmai paragonato a quelli che partivano per una sola sosta come Kubica, Heidfeld ed Alonso. Mi sbaglio? Per ora la vedo così.