GP d’Australia: da Mazzoni a Coulthard, il peggio del peggio è tutto qui!

Non è bello

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    Coulthard Wurz Australia GP F1

    Non è bello. Il pigiama con cui la Federica Balestrieri ha deciso di andare in studio. Perlomeno/almeno ha smesso di atteggiarsi a strafiga.

    Non è bella la RAI, che continua a far parlare Gianfranco Mazzoni. Per dire cosa poi? Il solito nulla. La novità di quest’anno è che la sua cantilena va pure a coprire le interessanti comunicazione via radio tra piloti e muretto box.

    Non sono belle. Le gomme Bridgestone con il puntino. Va bene che la regola della visibilità è stata decisa a ridosso del GP, ma prendere uno stagista per fargli spennellare sopra quell’invisibile puntino bianco è servito a ben poco. Neanche Giorgio Piola è riuscito a capirci qualcosa.

    Fa schifo. David Coulthard che compie una manovra impossibile. D’accordo che Red Bull ti mette le ali, ma usare il capoccione di Wurz come rampa di lancio… non va bene. E non va bene nemmeno che Wurz si cambi il pannolino e dica:“Lo perdono, sono cose che capitano nelle corse”. Dagli due sberle. Non ci sono più i piloti di una volta.

    Non va bene. Christian Albers che va dritto, spacca la Spyker, rischia di farsi male. Non si accorge che il rettilineo è finito, tanto è impegnato a regolare la giusta frequenza della radio. Roba da matti.

    Da non rivedere. Le divise bianche della Ferrari. Cosa dovrebbero rappresentare? Omino Bianco è il nuovo sponsor? Va bene il tricolore, ma che motivo c’era di togliere il rosso? E se proprio volevano essere patriottici, che le facessero azzurre. Urge sapere il nome dello stilista per mandargli una mail.

    Da rivedere. Le comiche ai box. Jarno Trulli parte con il cavalletto attaccato dietro. Non riesce ad andare oltre alla pit-lane. Meglio così: se avesse fatto tutte le qualifiche in quel modo, lo avrebbero squalificato perché aveva un’appendice aerodinamica non conforme al regolamento. Si sa come vanno queste cose. Se non sei ultimo, c’è sempre qualcuno pronto a farti la polemica addosso.

    Da sfottere. Ma solo fino ad un certo punto. Heikki Kovalainen, sbeffeggiato da Hamilton, ridicolizzato da Briatore, umiliato dalla stampa mondiale, sotto gli occhi di quasi un miliardo di spettatori. Se non s’è bruciato. Se non tenterà il suicidio. Allora sì che abbiamo a che fare con un campione.

    Da capire. Chi ha detto la balla che Alonso NON avrebbe potuto parlare italiano. Le cose sono due. O lo ha fatto mosso a compassione per Stella Bruno, che l’inglese comunque lo ha quasi imparato. Oppure la notizia che ci ha riempito la mente per almeno 14 secondi quest’inverno era una bufala. Mettiamola così: era talmente assurda quella decisione che… hanno fatto bene a ripensarci!