GP del Bahrain F1 2008, le pagelle di Paolo Zermiani

GP del Bahrain F1 2008, le pagelle di Paolo Zermiani

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    GP del Bahrain F1 2008, le pagelle di Paolo Zermiani

    Felipe Massa eroe di giornata? forse sì. Ma non vanno dimenticati altri due grandi protagonisti come Robert Kubica e Jarno Trulli che riescono a metterci del loro in un Gran Premio del Bahrain che, passati i primi 5 giri, vede scorreree nei successivi 52 dei noiosissimi quanto lunghissimi titoli di coda.

    Felipe Massa. Il pilotino che si ritrova all’ultima spiagga sale dentro ad una F2008 in versione scialuppa di salvataggio e la trasforma in un transatlantico telecomandato con il quale guida sereno nel mare di sabbia del Bahrain. Non era un brocco prima, non è un fenomeno adesso. Vale anche per lui questa convinzione? Voto 8. Se a Barcellona farà altrettanto, sarà da 10.

    Kimi Raikkonen. Sembrava avesse intenzione di aspettare semplicemente che gli eventi, vedi pit stop a lui favorevoli, gli dessero la possibilità di scavalcare chi gli era davanti fino ad arrivare ai tubi di scarico di Massa. In partenza, invece, complice il caos creato da Hamilton sgomita e lotta come raramente lo si era visto. Una volta arrivato dietro a Massa sembra non averne per sorpassarlo. Forse anche perché conscio di avere una strategia penalizzante si accontenta di un secondo posto che vale quanto una vittoria. Voto 6,5. Non di più.

    Robert Kubica. La pole era figlia di una vettura più leggera ma neanche troppo. C’è ancora da chiedersi come mai quelli della BMW scelgano sempre lui per tentare l’assalto alla piazzola numero 1? In gara spinge e convince alla grande. Fuori si fa volere sempre più bene. Voto 8.

    Nick Heidfeld. Ogni volta che la BMW lo porta al traguardo, lui riesce a tornare a casa con le tasche piene. Anche stavolta non commette alcun errore. Rischia solo quando è necessario e ne trae il massimo vantaggio superando nelle prime fasi di gara Trulli e Kovalainen. Poi amministra facendo finta che quel Kubica lì davanti non gli dia neanche troppo fastidio. Voto 7.

    Heikki Kovalainen. Non spetta a lui fare i miracoli e tirar fuori la McLaren dal pantano nel quale si infila. Arrivare distante anche dalle BMW, però, è un po’ troppo per pensare che non si potesse fare meglio. Voto 6, perché la sua gara è comunque senza sbavature ed è grazie a lui se anche stavolta arrivano punti utilissimi.

    Jarno Trulli. Non c’è bisogno di prendere ad esempio Timo Glock per capire che il nostro è andato oltre alle leggi delle fisica. Il vero valore della Toyota lo farebbe stazionare al limite della zona punti. Lui, rinfrancato, non ci sta e finisce persino per impensierire la McLaren, autocelebrandosi il primo degli altri. Molto vero. Voto 8+

    Mark Webber. Non sarà né Alonso, nè Schumacher ma la Red Bull si deve appendere alle sue lunghe leve per provare vedere un po’ di luce. Se la macchina lo porta in fondo, lui la porta in zona punti. Missione compiuta anche stavolta e se là davanti sono irraggiungibili, ci si accontenta di tenere dietro Rosberg e vedere il proprio bottino incrementarsi del 100%. Voto 7+

    Nico Rosberg. Conferma per il rotto della cuffia la profezia del 2008 che lo descrive sempre a punti sotto la bandiera a scacchi. Tre gare sono poche per fare legge, ma confermano le sensazioni. La Williams c’e è non c’è e tocca al tedeschino inventarsi qualcosa tra piede e testa per massimizzare il risultato. Voto 6,5

    Timo Glock. Se la pietra di paragone è Trulli, Glock si conferma articolo da bigiotteria. Un’altra gara tutta in battaglia non può fargli che bene. In attesa che finisca l’apprendistato, il voto è 5,5

    Fernando Alonso. La solfa è sempre la solita. Non si può negare che ci metta del suo per cercare di tenere la Renault al di sopra del livello minimo di decenza. Quando fallisce, come stavolta, c’è comunque poco da rimproverargli. Voto 6 di stima.

    Giancarlo Fisichella. Uscendo indenne dalla prima curva può mettere in mostra tutta la sua esperienza e quella grinta da ragazzino di cui si faceva orgoglio nell’inverno appena passato. Voto 7,5. Basti dire che neanche quando guidava la Renault era mai riuscito a tenersi dietro Hamilton.

    Lewis Hamilton. Bentornato sulla terra gli hanno detto appena sceso dalla mp4-23. Il pilota figlio del vento e dell’allegra pasticcioneria da Harris è sceso dalla nuvoletta ed è riatterrato sul nostro pianeta. Ignorando gli infantili gesti fatti da dentro l’abitacolo, roba da vero tamarro che col Porsche sorpassa in corsia d’accelerazione dell’autostrada solo perché davanti vede che c’è un’utilitaria, sarebbe bastata quell’inspiegabile e imperdonabile partenzaccia per paragonarlo al peggior Massa della stagione. Il maldestro tentativo di divincolarsi nel gruppo e il mesto rientro a cambiare il musetto, poi, hanno il sapore di un incantesimo svanito. Gli era talmente tante volte andate bene in passato che ci sembrava impossibile fosse stata solo fortuna. Ora i dubbi tornano al pettine e, in attesa di capire se riprendere il discorso da qui o da qualche gara fa, il voto è 3