GP del Bahrain F1, anche la McLaren scagiona Alonso e corre in difesa dell’uomo di casa

GP del Bahrain F1, anche la McLaren scagiona Alonso e corre in difesa dell’uomo di casa

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    GP del Bahrain F1, l'altra faccia di Hamilton

    Per la prima volta nella storia, non ce n’è uno che sia uno disposto a fare polemica. Alonso chiede scusa, Hamilton replica con un mea culpa ed infine pure la McLaren scende in campo per minimizzare il tamponamento del pilota anglocaraibico sullo spagnolo della Renault che, di fatto, ha chiuso prematuramente una gara gà cominciata in salita.

    Per gli amanti del prosciutto sugli occhi, il piatto è servito. Alonso non ha rallentato strategicamente ma è stato per primo vittima dell’accaduto. Fortunatamente, verrebbe da dire in modo sarcastico, lo spagnolo ha proseguito la gara potendo mostrare al mondo intero quanto la sua Renault sia lontana dalle prime posizioni. Più celeri che in pista, i francesi lo sono stati nel dopogara quando hanno immediatamente mostrato la telemetria della vettura del due volte campione del mondo per scagionarlo da ogni possibile accusa e stendere sul nascere ogni eventuale polemica.

    Quelli della Renault ci sono riusciti talmente bene che il dito del rimprovero si è diretto immediatamente nel box McLaren per bacchettare l’irruenza dell’altro protagonista della vicenda. Anche qui, però, la squadra ha fatto quadrato attorno al proprio pilota.

    Martin Whitmarsh ha spiegato che l’ala anteriore si era già rotta due secondi prima dell’impatto coni Alonso. In conseguenza di ciò, Hamilton ha perso aderenza ed ha avuto un’accelerazione improvvisa.

    E’ vero. Rivedendo il cameracar di Hamilton durante la partenza, infatti, si nota che prima dell’assalto distruttivo, c’è già un primo contatto tra la parte anteriore sinistra dell’ala del pilota McLaren ed il posteriore di Alonso.

    Che quel piccolo cedimento possa giustificare quanto sostenuto da Whitmarsh è tutto da dimostrare. Il sospetto che la difesa di Hamilton vada al di là del razionale diventa una certezza quando il vice di Dennis giustifica persino l’errore in partenza ammettendo che la procedura è ad oggi troppo complicata. Per fortuna non sta scritto da nessuna parte che ci sia qualcosa di male nel tutelare la psiche del proprio pilota perché, detto questo, anche a volersi sforzare, materiale per polemiche non se ne trova.