GP del Bahrain F1, l’altra faccia di Hamilton

GP del Bahrain F1, l'altra faccia di Lewis Hamilton

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    GP del Bahrain F1, l'altra faccia di Hamilton

    Partenza incerta prima, tamponamento di Alonso poi. Ce n’è abbastanza per criticare pesantemente la gara di Lewis Hamilton. Se ci si aggiungono i gesti fatti nei confronti dei piloti più lenti, conviene stendere un velo pietoso sul weekend del pilota McLaren. E a noi che siamo anziani, la mente torna ad un episodio simile successo sempre ad un pilota di Ron Dennis.

    Era Mika Hakkinen l’altro pilota e il Gran Premio era quello di Indianapolis del 2000. Davanti a lui c’era una Minardi guidata da Mazzacane. Il comportamento del finlandese fu di ben altro tenore. Ma forse Lewis quel giorno di 8 anni fa era impegnato a correre e vincere su qualche kart per vedersi la gara ed imparare la lezione di stile, fairplay, sportività e rispetto.

    Come ogni medaglia ha un suo risvolto, ogni persona ha il suo lato peggiore. Lewis Hamilton ha mostrato questo nell’ultimo Gran Premio del Bahrain. Non è la sua vera faccia come ho sentito dire da più parti. E’ solo l’altra: il lato B.

    Dopo una stagione 2007 perfetta sotto tutti i punti di vista, in molti lo aspettavano ancora al varco. Ora che c’è da sgomitare di più e da sudare per emergere, anche lui mostra un certo affanno.

    Non facciamo drammi. Piuttosto registriamo con piacere la nostra profezia. Lewis Hamilton è antipatico, sbruffone e salta persino fuori che debba farsi un bagno d’umiltà? Ridicolezze. Basterebbe prenderlo per com’è, sforzandosi non di astenersi dal giudizio, ma di essere perlomeno più pacati.

    Una macchina eccellente e una serie di circostanza fortunate come quelle dello scorso anno lo avevano mostrato imbattile, impeccabile, un alieno. Ma il fenomeno Lewis Hamilton è anche, non solo, quello che abbiamo conosciuto oggi. Noi che abbiamo il palato fino per i piloti col piede pesante, lo conoscevamo da prima che atterrasse in F1. Niente di nuovo, quindi: lo avevamo già visto così nelle formula minori. Lui è un pilota dal talento cristallino che ogni tanto pasticcia e che perde la bussola. Nonostante ciò, sa vincere i campionati. Figuriamoci se becca una stagione dove tutto gli file per il verso giusto… Per questo nel 2007 era per unanimente riconosciuto come “IL Fenomeno” e, ripensandoci ora, possiamo vedere non come un caso il fatto che abbia perso il mondiale per un paio di sbagli decisivi (Brasile e Cina).

    Nel bene e nel male Lewis è tutto questo. E ora che lo riconosciamo, ora che lo rivediamo come ce lo ricordavamo, ci sentiamo persino più tranquilli. Chi come noi lo aveva ben inquadrato, è stato per oltre un anno a chiedersi che fine avesse fatto il vero Hamilton.