GP del Brasile: il circuito di Interlagos

video giro di pista del circuito di Interlagos e scheda della pista dove si assegnerà il titolo mondiale piloti di f1 2007

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    GP del Brasile: il circuito di Interlagos

    L’ultima sfida stagionale, probabilmente l’ultima battaglia in famiglia tra due mostri come Alonso ed Hamilton, avrà come scenario il circuito intitolato a Carlos Pace ad Interlagos, GP del Brasile.

    Questa di San Paolo è una pista che potremmo definire dura, o meglio: “faticosa“.

    Faticosa per i piloti che sono costretti a girare in senso antiorario e quindi ad affaticare muscoli – soprattutto quelli del collo – normalmente posti sotto un differente sforzo.

    E faticosa per la meccanica delle vetture a causa di un fondo irregolare, soprattutto nell’ultima parte del tracciato.

    Dal punto di vista tecnico, il circuito presenta una certa difficoltà nella scelta dell’assetto ideale. Vi sono infatti due lunghi rettilinei e due curvoni veloci divisi da una lenta parte centrale. I piloti, per privilegiare la possibilità di sorpassare e/o difendersi in gara, tendono sempre a scegliere la velocità massima con un carico medio-basso. Questo, però, complica loro ancor di più la vita nella parte lenta dove è importante avere aderenza e trazione.

    Parlando dei punti caratteristici della pista iniziamo citando la “S” Senna che segue il traguardo. E’ una curva a sinistra in discesa nella quale si entra a 300 all’ora frenando per poi buttarsi a destra ed aprendo il gas ancora verso sinistra nella Curva di Sol. I pericoli principali qui si hanno in caso di pioggia dove l’acqua tende a creare rigagnoli che molti piloti conoscono già bene!

    Altra particolarità della pista è il complesso centrale con curve strette Ferradura, Laranjia, Pinerinho, Bico do Pato che richiedono massima concentrazione per gestire al meglio brevi accelerazioni, frenate e inserimenti in curva.

    Il punto più distintivo, comunque, è l’Arquibancadas. E’ un lunghissimo curvone a sinistra ed in leggera salita da fare a 300 km/h che porta direttamente al traguardo.

    La striscia d’asfalto è lunga 4,309 km e dovrà essere percorsa 71 volte per una distanza totale di 305,909 km.

    Pur accettando qualche piccola variazione nel tracciato, riperorriamolo con la pole del 1991.