GP del Canada: Hamilton butta fuori Raikkonen, parliamone!

anallisi dell'episodio clou del gran premio del canada

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    GP del Canada: Hamilton butta fuori Raikkonen, parliamone!

    Da dove si comincia? Dal dire, ad esempio, che chi tampona ha sempre torto? Nì.

    Diciamo innanzitutto che Hamilton era partito a razzo e che stava comodamente controllando la gara. Diciamo anche che Kimi Raikkonen era di gran lunga il suo avversario più pericoloso e che la corsa tra i due era tutt’altro che decisa.

    Non sappiamo quanta benzina ci fosse nei serbatoi della Ferrari numero 1 e della McLaren numero 22. Sappiamo, però, che col passare del tempo Kimi Raikkonen era stato capace di far segnare il giro più veloce in gara ed era andato a tallontare da vicino Robert Kubica che lo precedeva.

    Sappiamo anche che la strategia vincente, Kubica lo dimostra, era quelle delle due soste ed infatti sia Kimi che Lewis erano sulla stessa lunghezza d’onda.

    Al pit stop improvvisato al momento dell’uscita della Safety Car, in virtù di un probabilissimo maggior carico di carburante imbarcato in partenza, Raikkonen si era potuto permettere di stare attaccato alla pompa della benzina meno tempo di Hamilton, tanto da saltargli davanti.

    Fin qui i dati (o quasi) di fatto. Le impressioni arrivano adesso e ci fanno ipotizzare un Kimi Raikkonen in grado di scendere vorticosamente coi tempi ed un Lewis Hamilton più carico di benzina che, invece, aveva ancora da dimostrare la sua potenzialità sull’asfalto sempre più insidioso. Ripeto: il giro più veloce alla tornata 14 è firmato da un Kimi Raikkonen che aveva davanti a sé pure Robert Kubica anziché pista libera come Hamilton.

    Questo non per dire che la gara era decisa ma che, quantomeno, era apertissima. Raikkonen poteva perdere come guadagnare due punti su Hamilton, ma avrebbe sicuramente incrementato su Massa e su Kubica che gli sono ora davanti nel mondiale. Il tamponamento subito da Hamilton, in questo senso, rappresenta un grave handicap nel mondiale del finlandese.

    L’aggravante, non di poco conto, è evidente guardando qualunque replay. Hamilton sta per andare dritto contro Kubica ma, rendendosi conto di essere troppo veloce, sterza per tamponare Raikkonen. Sicuramente il cambio di direzione è stato un qualcosa di istintivo e non voluto, ma crea un precedente molto pericoloso in caso di mancata sanzione.

    Per molto meno, Michael Schumacher nel 1997, tanto per citare uno che da qualche ignorante di corse viene ritenuto l’esempio vivente della scorrettezza in pista, si vide azzerare tutti i punti conquistati. Oggi, a differenza di allora, non c’è da aspettarsi una punizione esemplare. Quantomeno un riconoscimento dell’errore però, sembra doveroso.