GP del Canada, il vero scandalo è la safety car

GP del Canada, il vero scandalo è la safety car

al gran premio del canada ci si aspettava la pioggia e l'asfalto in condizioni pessime ma a decidere la corsa è stata una safety car che ha portato al Ko tra hamilton e raikkonen

da in Circuito Montreal F1, GP Canada F1, Kimi Raikkonen, Lewis Hamilton
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    GP del Canada, il vero scandalo è la safety car

    Che sarebbe stata una corsa con qualche grossa sorpresa era scontato. Il compito di renderla imprevedibile spettava ad un asfalto che si scioglieva al sole e/o ad un acquazzone improvviso. E’ bastata, invece, una semplice quanto banale safety car per mettere fuori gioco i primi due del mondiale: Hamilton e Raikkonen

    Cominciamo col far notare che la ridicola regola sulla safety car che fa chiudere ed aprire la pit lane con criteri ancora sconosciuti ai più, continua a dimostrarsi una vergogna, uno scandalo molto più grave di qualsiasi orgia sadomaso a sfondo antisemita.
    Perché, però, non viene convocata una riunione d’urgenza per decidere, semplicemente, che la regola deve tornare indietro di un anno e mezzo? Mistero. Intanto lo scempio continua…

    Smaltito il pistolotto contro la Federazione, arriviamo al vero protagonista della corsa assieme a Robert Kubica: il semaforo della pit lane. Prendiamo l’oggetto rosso-verde che per il secondo anno consecutivo porta via dalla corsa due protagonisti assoluti, per dire che anche l’intero impianto di Montreal appare ormai ridicolo quanto la regola di cui sopra. Facciamoci andare la Formula 1, d’accordo, perché lo spettacolo non manca! Ma evitiamo di far valere la competizione per il campionato del mondo. Ne va della credibilità di una manifestazione che si ostina ancora a ritenersi “sportiva”.

    Il grave dell’impianto, voglio sottolinearlo, non è tanto l’asfalto che si sgretola. Quello ha aggiunto un po’ di pepe alla corsa ed ha messo i piloti di fronte a qualche difficoltà in più che, per noi spettatori che cerchiamo lo spettacolo, è sempre un bene.

    Il grave sta nella totale mancanza di strutture che fa sì che l’assurda safety car diventi uno strumento indispensabile. Cosa ancora più comica, pur di non inflazionare il suo utilizzo, i commissarri stanno per più di un giro con un rottame in mezzo alla pista nella speranza che si riesca in qualche modo a farlo sparire senza dover neutralizzare la corsa. Roba da quarto mondo. Roba buona per lo spettacolo, ripeto, ma non per una manifestazione agonistica che va in mondovisione e che fa della tecnologia la sua bandiera. Più che ad un Gran Premio di Formula 1, quanto visto a Montreal assomiglia molto alla corsa sui ciuchi che si fa alla sagra della polenta di San Santino.

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