GP del Giappone: Kimi Raikkonen risorge dal karakiri Ferrari e regala solo una bella impresa

GP del Giappone: Kimi Raikkonen risorge dal karakiri Ferrari e regala un'impresa bella solo per lo sport

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    GP del Giappone: Kimi Raikkonen risorge dal karakiri Ferrari e regala un'impresa bella solo per lo sport

    La Ferrari dovrà chiarire con la FIA il disguido relativo alla partenza con pneumatici da bagnato medio nonostante l’obbligo di montare quelle “full wet”. Ma a nessuno interessa ormai più sapere come sono andate veramente le cose. Non interessa neanche sapere come mai abbiano deciso di partire con quelle gomme. La risposta è ovvia.

    Domani sul tavolo di Jean Todt ci saranno le dimissioni dell’esperto meteo del Cavallino che, non solo sabato ha battezzato asciutta la gara di domenica, ma domenica ha valutato che la pioggia sarebbe diminuita nel giro di poco.

    Sono mie supposizioni, ma è ovvio che è questa l’unica spiegazione logica per un comportamento del genere. Per cui, preso atto del siparietto comico che – andando a memoria – non si verificava dai tempi della Williams, GP di Monaco 1997 (e allora ci furono pesanti sberleffi) parliamo della gara di Kimi Raikkonen.

    Il termine impeccabile o perfetta è semplicemente riduttivo. I piloti che si ritiravano parlavano di condizioni impossibili e qualcuno, tipo Rosberg, ammetteva di essere persino contento di aver finito in anticipo quel calvario.

    Raikkonen, invece, come altri suoi colleghi, va detto, è rimasto dentro alla mischia per tutte le due ore. Quello che ha fatto di diverso dagli altri è una rimonta miracolosa per quanto sia stata efficace e per quanto sia avvenuta senza contatti né testacoda.

    Il finlandese, a differenza di tutti gli altri che poi sono arrivati in fondo, si è concesso solo delle uscite di pista che non vanno considerate come errori, tutt’altro: quelle erano la dimostrazione che stava spingendo come un forsennato per recuperare diperatamente su Hamilton e tenere vanamente ancora acceso il lumicino della speranza.

    Il capolavoro, comunque, lo compie alla ripartenza dopo la seconda safety car. Le immagini non lo hanno raccontato, ma in mezzo alla nuvola bianca d’acqua vaporizzata che copre il rettlineo, lui riesce a difendersi da Kubica e Barrichello e va addirittura a superare due ossi durissimi come Fisichella ed Heidfeld, sbuca alla prima curva quinto e punta diretto verso David Coulthard che è in quarta posizione.

    Raikkonen saluta il mondiale 2007 regalandoci questa cosa. Speriamo per il bene dello sport che non venga dimerncavata o messa troppo in secondo piano dalla giornata da protangosta di Hamilton e speriamo che serva alla Ferrari per mettere in chiaro le gerarchie 2008 già da subito.