GP del Giappone: la FIA si scusa con la Ferrari. Lo scandalo resta, ma nessuno pagherà!

GP del Giappone: la FIA si scusa con la Ferrari

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    GP del Giappone: la FIA si scusa con la Ferrari. Lo scandalo resta, ma nessuno pagherà!

    La FIA si scusa ufficialmente con la Ferrari ed ammette di aver sbagliato nell’aver inviato la mail di comunicazione sulle gomme dopo l’avvio del GP del Giappone. Questo,però, non interessa più a nessuno. Interessa notare, semmai, che prosegue lo scandaloso comportamento della Federazione che, ormai, con la sua evidente incapacità di fare il suo dovere, finisce per penalizzare a destra e a manca.

    Se non altro, a questo punto, non si può più accusarli di voler pilotare il campionato del mondo.

    Degli individui così incapaci, infatti, non sarebbero in grado di escogitare strategie e sotterfugi pur di favorire il pilota o la squadra che preferiscono. Questi riescono a malapena a tenere su la baracca ed hanno ben altri grattacapi a cui pensare.

    Nel caso specifico degli pneumatici sulla Ferrari, c’è da dire che la scuderia di Maranello c’ha messo del suo per farsi del male. Ma questo è un dettaglio irrilevante. E se la pista davvero si fosse asciugata?

    Se avevano montato quelle gomme è perché ci credevano e sicuramente avevano dei buoni motivi

    per farlo.

    Jean Todt ha spiegato:“Alla luce delle previsioni meteorologiche in nostro possesso, avevamo scelto di partire con le gomme da bagnato standard ma, dopo pochi giri, siamo stati informati dell’esistenza di una decisione della giuria della corsa che imponeva l’uso degli pneumatici da bagnato estremo. La squadra non era stata informata e, soltanto dopo la corsa, abbiamo verificato che era stata inviata una email a Stefano Domenicali in un orario posteriore all’inizio della gara. Siamo rimasti stupefatti e abbiamo dovuto giocoforza chiedere ai piloti di rientrare ai box per il cambio delle gomme”.

    Per evitare che una situazione del genere si ripeta, la FIA ha prontamente fatto sapere che dal prossimo GP ogni comunicazione ufficiale sarà inviata anche in formato cartaceo.

    Quanto effcienza, eh? Peccato che questo episodio sia solo la punta dell’iceberg. In Giappone si è assistito a penalità date o non date con un critreio ignoto non solo a noi, ma persino alle stesse squadre e i loro piloti.

    Volendo, poi, andare ancora più indietro, possiamo aprire il libro della F1 a caso e trovare ogni sorta di vergogna. Per non parlare della confusione e dell’idiozia dei nuovi regolamenti sportivi che con fatica si apprestano a varare.

    Il punto, però, è che nessuno paga. Nessuno della Federazone si becca delle “penalità”. Nessuno, nonostante l’anzianità, decide di andare in pensione. E così via…