GP del Giappone: oltre il prevedibile, l’ignoto

previsioni sull’andamento Gran Premio del Giappone, ci sono due grandi ordini di problemi da considerare: la pioggia, gli assetti e le strategie

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    GP del Giappone: c'è il fato oltre il prevedibile

    Nel fare delle previsioni sull’andamento Gran Premio del Giappone, ci sono due grandi ordini di problemi da considerare: quelli prevedibili e quelli Non prevedibili.

    Di questo secondo gruppo fa parte, oltre alla prima curva di cui abbiamo già parlato, la pioggia e le eventuali safety car, gli incidenti, gli errori di guida, etc.

    Sembra, infatti, praticamente certo che domani pioverà. Partendo da questa considerazione, si devono per forza valutare i maggiori rischi che ne conseguono sia in termini di guida e sia in coincidenza e casualità varie compreso, ad esempio, l’ingresso di una safety car nel momento sbagliato (in stile GP del Canada 2007).

    Un Gran Premio bagnato è un Gran Premio fortunato solo per chi arriva primo. Per gli altri, spesso e volentieri, è una disfatta. Così, non ci sarebbe da stupirsi se a fine gara si trovassero delle sorprese anche nella classifica mondiale.

    Se per l’imponderabile ci si deve affidare al destino, vi sono una lunga serie di fattori ancora in mano a squadre e piloti. La prima è la tattica: l’impressione è che Ferrari e McLaren abbbiano più o meno la stessa strategia. In virtù di possibili cambianmenti meteorologici, oltretutto, potrebbe persino diventare irrilevante il giro in più o il giro in meno immesso nel serbatoio.

    Cosa molto più importante, invece, sarà l’assetto. La Ferrari ha dieci km in più di velocità nel rettilineo e perde la pole sul bagnato per meno di 3 decimi con un Raikkonen che si lamenta di alcuni problemi al cambio. Insomma, uno scenario che non darebbe affatto per spacciata la compagine rossa, soprattutto nel remotissimo caso di pista asciutta. Acqua o sole che siano, un Kimi fedele alla linea, si dice comunque pronto a vincere in ogni condizione:“Domani mi aspetto una gara molto serrata: come si e’ intuito nelle libere di ieri c’e’ molto equilibrio fra noi e i nostri principali avversari. La macchina si e’ comportata complessivamente bene e credo che saremo competitivi sia in condizioni di pista bagnata sia sull’asciutto.”

    Se è ottimista lui, figuriamoci Alonso ed Hamilton. I due hanno guidato sul velluto anche in mezzo alla tempesta e, con dichiarazioni fotocopia che neanche riporto testualmente, si dicono brillantemente “soddisfatti e fiduciosi”.

    I piloti McLaren hanno sulla carta i numeri e i mezzi per tagliare fuori il finlandese dalla lotta al titolo già dopo mezza gara. Se saranno furbi, faranno così. E rimanderanno il duello finale. Se soltanto uno ne deve restare, è bene che, intanto, da tre si passi a due. Si sta più comodi e si fa meglio la resa. Dei conti. Ovviamente.