GP del Giappone, pagelle: Hamilton perfetto, Kovalainen super, Raikkonen immenso

GP del Giappone, pagelle: Hamilton perfetto, Raikkonen immenso

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    GP del Giappone, pagelle: Hamilton perfetto, Raikkonen immenso. Un 10 è per tutti...

    Ecco il pagellone dal circuito di Fuji dove ieri si è corso il Gran Premio del Giappone. Uniamoci anche noi ai complimenti a Lewis Hamilton, ma non possiamo non citare la strepitosa gara di Kimi Raikkonen ed Heikki Kovalainen. Da mandare a ripetizione, invece, il giovane Vettel. Per tutti gli altri arrivati in fondo, stavolta stiamo larghi…

    Lewis Hamilton. Gara perfetta e voto massimo. 10. Non c’è’ altro da aggiungere alle lodi che già gli sono state fatte. Va solo precisato che quando si è trovato in bagarre ha sofferto persino il ritorno di Kubica. E’ normale, quindi, che la sua corsa sia filata liscia anche perché di spruzzi in faccia ne ha presi veramente pochi. Peccato, sarebbe stato bello vederlo in mezzo alla battaglia un po’ di più.

    Heikki Kovalainen. Il più bravo di tutti. Voto massimo anche per lui. 10 +. E’ uno dei pochissimi che non commette errori pur andando più forte dei suoi compagni di sventura. Nel finale è maiuscolo nel resistere agli attacchi disperati di un Kimi Raikkonen incontenibile. Da Oscar.

    Kimi Raikkonen. Probabilmente la sua gara più bella da quando è in rosso. Voto 10 con lode. Fa lo stesso di Kovalainen ma in più del connazionale parte dal fondo dell’oceano. Se nel finale non riesce a mettere dentro l’ultima zampata, nonostante ci provi incessantemente, va bene lo stesso.

    David Coulthard. Adopera tutta la sua esperienza per tenersi lontano dai guai. Sa che il suo obiettivo deve essere quello di arrivare in fondo e il resto verrà da sé. Non prova a fare il colpaccio, si accontenta – si fa per dire – di punti solidi e concreti. Voto 7,5

    Giancarlo Fisichella. Non vola più sul bagnato come faceva una volta. Sono alcuni anni ormai. Resta comunque lucido e raccoglie dei punti, ma non fa la differenza come avrebbe dovuto. Voto 6

    Felipe Massa. Gara travagliata e piena di ostacoli tra tamponamenti subiti, strategie sbagliate e penalità varie. Il pilotino è assolutamente incolpevole di tutto ciò che gli capita. Anzi è bravo a non mollare mai. Nel finale si permette persino il lusso di divertirsi un po’ con Kubica. Voto 8+

    Robert Kubica. La discutibile penalizzazione che gli viene inflitta e alcune noie al motore tolgono alla gara un personaggio che sarebbe stato grandissimo protagonista. Punirne uno per educarne cento, Hamilton è intoccabile? Voto 8, sulla fiducia.

    Adrian Sutil. Sfrutta le disgrazie altrui e non si fa trovare impeparato all’appuntamento con la sorte. Nel dopogara gli regalano un punto storico che non demerita affatto. Voto 8,5

    Tonio Liuzzi. Se Sutil non demerita, lui stramerita. La scelta giustissima di partire col muletto in assetto da bagnato lo premia e compie una grande rimonta. Peccato per quel sorpasso con bandiere gialle che rappresenta una grave ingenuità. Forse non ha visto o forse ha pensato che qualcuno non vedesse… Voto 8-

    Fernando Alonso. Non parte in pole per un errata pressione degli pneumatici montati in qualifica. Da lì in poi la sua corsa diventa in salita. Fa il diavolo a quattro per restare in scia di Hamilton mentre l’inglese lo inonda d’acqua. Esce dai box in piena bagarre e perde altro terreno. Viene colpito da Vettel e infine si stampa sulle barriere. Una lunga agonia che non poteva portare a nulla di buono. Si fatica, però, a trovare delle colpe nel pilota spagnolo. Non giudicabile. In balìa delle onde…

    Sebastian Vettel. Come trasformare una giornata storica in un incubo ricorrente? Chiedetelo a lui. Chissà quante volte si sognerà il posteriore della Red Bull di Webber… Voto 2, per la gravità della sua manovra e per la figuraccia. Dispiace per lui perché con quell’ingenuità ci siamo dimenticati della Toro Rosso nella top ten e di quella manciata di giri che ha fatto al comando della gara. Ha dichiarato “stavo guardando Hamilton che rallentava bruscamente e non mi sono accorto che ero già addosso a Webber”. Quando si dice l’inesperienza: la prossima volta non gli risuccederà.