GP della Cina, flop Ferrari: colpa delle gomme

gran premio della cina f1 2008

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    La Ferrari esce con le osse rotte dal Gran Premio della Cina. La colpa della mancata doppietta è innanzitutto di Lewis Hamilton che torna a fare l’alieno. Basti vedere cosa ha fatto il suo compagno di squadra. In secondo luogo, sulla brutta prestazione del Cavallino pesa lo scarso feeling con le gomme più dure. Storia vecchia…

    MASSA DISILLUSO. Scuro in volto, Felipe Massa commenta la sua gara ammettendo che non si sarebbe aspettato nulla più di un secondo posto, viste le difficoltà avute durante tutto il weekend:“Abbiamo deciso di partire con le gomme morbide perché erano quelle con le quali andavamo meglio dato che le dure ci mettevano in difficoltà. C’erano dei problemi di grip per noi e non abbiamo potuto attaccare. Mi sono quindi limitato a controllare la posizione. Nel finale sono andato un po’ meglio ed ho raggiunto e superato Kimi ma non è abbastanza perché dovevamo battere la McLaren. Il campionato piloti, quindi, diventa molto difficile ma perlomeno abbiamo fatto un passo avanti con il titolo piloti”.

    QUESTIONE DI FLOP. La cosa che stupisce un po’ tutti nel paddock è come Massa sia sprofondato anche nel confronto con Raikkonen. Da quando il finlandese ha perso le sue chanche per il titolo, il brasiliano non è più stato in grado di batterlo. A conti fatti, va detto che non siamo di fronte ad un’evoluzione del campione del mondo 2007 che continua a girare sui suoi standard, bensì un’involuzione del pilotino che prende paga in qualifica e va più lento in gara. Insomma, sembra che Massa stia soffrendo esageratamente alle prime difficoltà incontrate dalla F2008 dopo una stagione dove la vettura lo ha quasi sempre assecondato al 100%. Raikkonen, invece, si arrangia da tempo e anche quando la Ferrari non rende al massimo lui riesce comunque a stare lì a mezz’asta. Ma non di più.

    RAIKKONEN LASCIA STRADA. “Oggi la macchina non è stata veloce come avremmo voluto - ha ammesso il finlandese - per cui non si poteva fare meglio di così. Io ho guidato per il team per cui spero che non ci siano polemiche per il sorpasso di Massa dato che io non ho avevo nulla da vincere ed ho deciso di fare gli interessi della squadra”.

    QUESTIONE DI GOMME. Come ad Hockenheim, a Shangai. In due casi la McLaren ha mostrato una schiacciante supremazia. O meglio, la Ferrari ha vissuto una fuori dall’ordinaria difficoltà che l’ha messa quasi sullo stesso piano di Renault e BMW Sauber. Sotto osservazione oggi come allora ci sono finite le gomme più dure che la Bridgestone ha scelto di portare in Cina. Non a caso quando i nipponici comunicarono la loro scelta, da Maranello si alzarono voci di protesta. Ad Interlagos, quindi, sarà un’altra storia. Il tempo, però, è finito. E la differenza tra chi scrive il proprio nome nell’albo d’oro e chi mastica amaro sta tutta nel fatto che, quando la ruota girava nel senso giusto, la Ferrari ha sprecato l’impossibile mentre la McLaren ha capitalizzato al massimo.

    RIECCO L’ULTIMA CURVA. “Hamilton andava più forte – ammette Domenicali che guarda il bicchiere mezzo pieno – Come squadra abbiamo lavorato bene ma dovevamo essere più veloci. Abbiamo recuperato punti importanti per i costruttori e per i piloti”. La situazione del campionato piloti per la Ferrari è la stessa del 2007. Allora portò fortuna metterla in questi termini. “Manca ancora una gara ed abbiamo visto che tutto può ancora succedere. Noi ci crediamo e per questo ce la giocheremo fino all’ultima curva” Domenicali anche stavolta fotocopia il concetto davanti ai giornalisti. I miracoli, però, capitano una volta nella vita. Ed a giudicare dalla faccia scura, l’unico che sembra averlo veramente capito è Felipe Massa.