GP della Cina: Hamilton ingenuo e insabbiato, ma la colpa è tutta del team McLaren

GP della Cina: Hamilton ingenuo e insabbiato, ma la colpa è della McLaren che non lo ha richiamato prima ai box

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    GP della Cina: Hamilton ingenuo e insabbiato, ma la colpa è della McLaren

    Dal paddockk del GP della Cina, i maligni dicono che nel box McLaren abbiano messo una pressione sbagliata nelle gomme di Alonso per rovinargli la qualifica del sabato ed avvantaggiare Lewis Hamilton. Se così fosse, però, avrebbero dovuto aiutare un po’ di più il loro pilota preferito durante la gara di oggi.

    Se l’errore di guida che lo ha fatto letteralmente scivolare nella mini-via-di-fuga che si trova dentro alla corsia dei box è da attribuirsi interamente ad un suo sbaglio, l’errore più grave è stato fatto dal suo team che doveva e poteva richiamarlo dentro molto prima.

    Hamilton tenta in tutti i modi di dimenarsi nella sabbia, purtroppo per lui non c’è più nessuna gru che lo può salvare. I commissari sembrano i compagni di avventura del ragioner Fantozzi e, dopo interminabili secondi, il pilota inglese capisce che è ora di tirare fuori il volante e il sedere dalla sua MP4-22.

    Sa di aver sbagliato e, per questo chiede scusa. Si vergogna pure della sua ingenuità che non pensava certo di pagare così cara. E’ il primo ritiro in una stagione impeccabile. Ci mette qualche minuto per scaricare la tensione e si ripresenta ai giornalisti vestito in borghese per ammettere le sue colpe:“E’ stato un mio errore, sono arrivato troppo forte in curva e la macchina e scivolata via come sul ghiaccio. Mi dispiace per quello che è successo ma spero di rifarmi in Brasile. Voglio mettere subito questa cosa alle spalle perché sono cose che succedono. Certo, sono molto dispiaciuto, ma così vanno le corse. Avevo gli specchietti completamente oscurati e non mi ero accorto che la posteriore destra fosse finita. Dall’abitacolo capivo solo che avevo dei problemi di guida…”

    Queste dichiarazioni, in particolare quella sugli specchietti retrovisori, fanno pensare.

    Lewis è stato ingenuo a non imporsi quando ha capito che la macchina aveva dei problemi. Se avesse visto la tela dello pneumatico forse lo avrebbe fatto. Altri campioni, con più esperienza di lui, non hanno esitato a presentarsi al box quando le cose non andavano, obbligando i meccanici a prendere al volo delle gomme nuove. Lui, invece, ha perso secondi su secondi, giro dopo giro, e si è deciso a rientrare quando ormai era troppo tardi. Certo, senza quell’errore avrebbe potuto salvare il salvabile, ma la gara era ormai compromessa.

    Viene, quindi, da chiedersi: ma dov’era Ron Dennis? Proprio lui che vuole curare e coccolare Hamilton, che stava facendo? Se n’era accorto pure Mazzoni che c’era qualcosa che non andava. Perché non l’ha richiamato prima?

    A questo ci aggiungiamo che, già da qualche minuto, quelli con le gomme da asciutto avevano preso a fare tempi ottimi, tant’è che anche Raikkonen e Alonso si sono fermati il giro seguente a cambiare pneumatici. Per cui i tempi erano pure maturi per fare la sosta…