GP di Singapore: Formula 1 sotto accusa

regole della formula 1 sotto accusa dopo il gran premio d singapore

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    Mettiamola così: la corsa in notturna ha superato l’esame. Gli organizzatori del GP di Singapore, Bernie Ecclestone e la FIA, invece, vanno messi sul banco degli imputati. Soprattutto gli ultimi due sembra che facciano di tutto per rovinare il nostro sport preferito. Quando capiranno che il loro atteggiamento finirà per ritorcersi drammaticamente contro l’intero Circus? Prima o poi.

    CIRCUITO DI SINGAPORE. Cornice stupenda. Circuito imbarazzante. Organizzazione da terzo mondo. Due incidenti e due safety car. L’idea dell’illuminazione notturna, per quanto abbia tolto alle corse esotiche il fascino del fuso orario, possiamo persino accettarla. Non a caso è Made in Italy. Ma il correre su una pista che impedisce sorpassi nonostante si viaggi con un vantaggio teorici di più di due secondi al giro, è grave. E non mi si venga a dire che la colpa è delle macchine perché la realtà è diversa: la colpa è ANCHE della macchine ma fermarsi lì sarebbe sbagliato. Le stesse macchine, infatti, hanno girato in circuiti appositamente studiati per rendere i sorpassi possibili e la musica è stata molto diversa. Perché a Singapore non hanno pensato a fare altrettanto? La domanda è solo retorica. La delusione, prevista.

    ECCLESTONE, IN CAMPANA! Dopo averci propinato lo scempio Valenciano e averci portato in quel di Singapore, il nonno prosegue per la sua strada e punta ancora sui circuiti cittadini con il motto “la F1 deve andare dalla gente!”. Si sbaglia. La gente deve andare dalla F1. Lui, invece, vada altrove. Legato e imbavagliato.

    SENZA FIA…TO. Chissà quale cervello deve essersi messo in moto per prevedere un regolamento che obbliga i piloti a restare senza benzina o a prendersi una penalità per il solo fatto di essersi trovati a secco quando un altro pilota, magari dietro di loro di 10 posizioni, finisce sul muro ed obbliga dei commissari incapaci di sgomberare la pista in fretta a far entrare una safety car. Non siamo ai limiti dell’assurdo. Siamo ben oltre. Quello che lascia arresi è il fatto che i team accettino certe imposizioni senza sdegno alcuno.

    APPASSIONATI CONTRO PUBBLICO. Il pubblico degli appassionati non esiste. Esistono gli appassionati. Ed esiste il pubblico. Il primo è quello che segue la Formula 1 da sempre, sempre e comunque, si documenta, si informa. Ne sa un bel po’. Il pubblico, invece, è composto da tutti coloro i quali si siedono distrattamente davanti alla Tv e si chiedono quanto giri gli ci vorranno per addormentarsi. Tra uno sbadiglio e l’altro, aspettano qualche incidente. Alcuni cambiano canale dopo la partenza. Sono quest’ultimi i più numerosi e sono loro in grado di fare mercato, dare i grandi incassi alle case autmobilistiche, a Bernie Ecclestone e a tutto il Circus. Le scuderie, però, si devono rendere conto che se la F1 è arrivata dove è adesso, il merito è solo degli appassionati. Analogamente, se la F1 vorrà avere avrà un futuro, non potrà continuare a deluderci ancora per molto mettendo al primo posto i soli interessi dello SHOW a tutti i costi. Questa costante ricerca di spettacolo ha dei costi insostenibili che corrispondono alle mortificazioni delle capacità tecniche, degli sforzi fatti, dei soldi spesi e persino dei meriti dei piloti. Se poi si pensa di far divertire la gente in posti come Singapore o Valencia. La frittata è fatta, stra-fatta… e rigirata!

    Foto | gpupdate