GP di Spagna F1 2008, le pagelle di Paolo Zermiani

pagelle dal GP di Spagna edizione 2008

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    GP di Spagna F1 2008, le pagelle di Paolo Zermiani

    Kimi Raikkonen protagonista indiscusso del GP di Spagna 2008. Applausi anche per Fernando Alonso che porta la sua Renault al di là di ogni aspettativa e per due tipi da retrovie come Webber e Trulli. Altra grande gara per Fisichella.

    Kimi Raikkonen. L’hat trick parla da sé. A cercare il pelo nell’uovo si può citare una partenza meno reattiva rispetto a quella di Massa, per il resto il finlandese è preciso e costante per tutto il weekend nonostante non abbia praticamente mai girato nei test della settimana prima. Voto 9. Ecco cosa significa correre da campione.

    Felipe Massa. Aveva la benzina giusta per fare la pole e scappar via, prendendosi una vittoria da crisi esistenziale per il box Ferrari. Invece, decide che è bene non alzare troppo la cresta e si comporta da fido scudiero togliendo punti agli avversari e portandone 8 pesanti alla squadra. Bene così. Voto 6.5

    Lewis Hamilton. Si rivede il campione. Non merita le lodi perché il sospetto che qualche ritardo della macchina sia anche colpa sua c’è. Ma come solo i grandi sanno fare, anche nelle difficoltà lui racimola il massimo possibile. Urgeva un cambio di mentalità, meno star e più ragioniere, e lui ha dimostrato la giusta intelligenza. La missione, per stavolta, è compiuta. Peccato per l’ennesima partenza troppo arretrata. Voto 7

    Robert Kubica. Impeccabile come suo solito in qualifica, in gara paga colpe non sue. Appurata l’impossibilità di superare, Hamilton decide di seguirlo come un’ombra lasciando intendere che sarà ancora lui il suo incubo peggiore. Voto 7+

    Mark Webber. Dietrich Mateschitz è passato dallo schierare in F1 4 vetture su 22 ad averne soltanto una. Ovviamente l’unica è quella dello spilungone australiano che nella zona punti ci sta come il limone sulle cozze. Voto 7,5

    Jenson Button. Quando a fine gara la Honda passa dalla cassa a riscuotere si sente sempre odore di Ross Brawn. Il mago del muretto mette in campo una gara tutta strategia che Button esegue alla perfezione. I ritiri che lo fanno arrivare fino al sesto posto sembrano il giusto premio della fortuna. Voto 6,5. Audaci.

    Kazuki Nakajima. Il giapponese comincia a prendersi qualche rivincita. Prima suggerisce l’assetto ideale a Rosberg e poi lo batte in qualifica. In gara resiste alla tentazione di fare l’autoscontro e prende altri due punti pesantissimi per la sua classifica. Voto 7,5 Tutto ciò è incoraggiante.

    Jarno Trulli. L’occasione persa per un’incomprensione col box non viene certo alleviata dal punticino strappato comunque. Consola semmai pensare che lo scorso anno faceva la stessa fatica per arrivare dal decimo posto in giù. Mentre gli altri si autoeliminano a turno, lui mette a frutto talento ed esperienza per una regolarità da oscar. Voto 8. Ogni volta è un’exploit.

    Nick Heidfeld. La tattica BMW non l’abbiamo ancora capita. Far partire un pilota carico di benza nella speranza che resti impigliato nel traffico e accumuli ritardo per recuperarlo… quando? La sfortuna della safety car appare come giustizia divina e maschera prontamente l’orrore tattico degli uomini di Theissen. Incolpevole Heidfeld ha il merito di lottare come suo solito confermandosi il sorpassomane della F1. Unico a compiere la specialità senza mai rischiare nulla ed arrivando sempre e comunque in fondo. Voto 6,5.

    Giancarlo Fisichella. Stavolta si prende il lusso di tenere dietro per quasi 10 giri Heidfeld. Il tedesco quando lo sorpassa non gli fa gestacci anche perché sta usando la mano libera per asciugarsi il sudore. E’ decimo grazie ai ritiri altrui e sembra quasi dispiacergli. Voto 8+. Se continua di questo passo, va a finire che qualche top team ci ricasca.

    Nico Rosberg. La classe non è acqua e anche se il bicchiere del tedesco è mezzo vuoto, in gara riesce comunque a trovare il bandolo della matassa. Peccato per il ritiro. Voto 6. Arriveranno giorni migliori.

    Nelson Piquet. Ancora senza scusanti. Il suo decimo posto in qualifica aveva fatto credere che Alonso avesse fatto un giro a serbatoio vuoto. La gara ha dimostrato che, in realtài Piquet è andato anche in quel caso al di sotto delle potenzialità del mezzo. In gara è l’ennesimo sfacelo. Questo, forse, il più grave di tutti perché la macchina c’era, il gasamento pure e l’esperienza… voto 3. Rimandato? No, bocciato.

    Fernando Alonso. Leggasi all’opposto di Piquet. Spreme la sua Renault al di là delle apparenti potenzialità pur di salvare l’orgoglio e la patria. Incredibile ma vero, ci riesce. Chi se lo aspettava inghiottito al via o, al massimo, dopo il primo pit stop, è ancora lì che cerca di fare due conti per riuscire a darsi delle spiegazioni. In Turchia sarà lui l’uomo più atteso. Ripetersi è d’obbligo. Intanto, voto 8,5