GP di Spagna, la Ferrari si mette a nudo

Dopo la vittoria schicciante ottenuta in Spagna, la Ferrari mostra di essere di gran lunga la vettura più veloce del mondiale di F1 2008 giunto al suo quarto GP stagionale

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    GP di Spagna, la Ferrari si mette a nudo

    Non ingannino i distacchi minimi con i quali si è concluso il Gran Premio di Spagna.. Soprattutto, lasciamo stare il calcolo di come sarebbe andata per Kimi Raikkonen senza gli annullamenti del vantaggio ad opera della safety car, perché altrimenti cadiamo in un equivoco grosso come una casa. Il fulcro del discorso è un altro e si chiama semplicemente super Ferrari.

    Premesso che siamo ancora in tempo per essere smentiti visto che il campionato è a meno di un quarto del suo svolgimento, ad oggi è d’uopo celebrare lo strapotere delle Rosse di Maranello. Le doppiette consecutive sono due. Sarebbero potute essere tre se Massa si fosse limitato a guidare anziché strafare in Malesia. Tre su tre, quindi, dopo l’inciampo dell’Australia. C’è bisogno d’aggiungere altro? Se sì, allora prendiamo anche le qualifiche dove solo gli avversari che le hanno affrontate più leggeri sono poi riusciti ad impensierire i piloti del Cavallino.

    Se per parlare di dominio qualcuno ha bisogno di vedere distacchi di un minuto e passa, invece, gli consigliamo di darsi un’aggiornata oppure riavvolgere il nastro e guardarsi i Gran Premi dei tempi passati. Non siamo più nella Formula 1 che metteva in scena gare che si concludevano con distacchi abissali, 4-5 piloti a pieni giri e una lunga lista di doppiati per una o più volte. Avere una vettura più veloce vuol dire guadagnare qualche decimo al giro, quel tanto che basta per stare davanti senza rischi e, soprattutto, senza stressare troppo il motore e le altri parti che dovranno essere riutilizzate nelle corse successive.

    Dalla Spagna, quindi, esce a tutti gli effetti e senza alcun dubbio una Ferrari stellare. Il gioco adesso passa in mano agli avversari che dovranno necessariamente inventarsi qualche mossa per invertire la rotta di questa stagione. Nessuno, però, sembra averne abbastanza per riuscire nell’impresa. La BMW, pur sembrando ancora al pari della McLaren, sembra patire la mancata esperienza di lotta al vertice. La Mp4-23 di Ron Dennis è lontana anni luce da quella che nel 2007 dette filo da torcere fino all’ultima gara alla Ferrari. Scendendo ancora più giù, resta la Renault l’unica a poter dare qualche sussulto ma prima di darla per resuscitata dovremmo avere qualche conferma in più.