GP di Spagna: vince l’ultranoia!

Diciamolo subito

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    GP di Spagna

    Diciamolo subito. L’unica emozione della gara è stato il piccolo blackout dei cronometri che ci ha fatto credere che Schumacher fosse finito fuori pista. Per il resto, il nulla.

    Talmente nulla che neanche un telecronista normale, anziché il pessimo Mazzoni, avrebbe potuto sollevare le sorti di una gara già decisa dopo 10 giri (e nella quali si è visto un solo tentativo di sorpasso).

    Si registra qualche guasto tecnico, un testacoda di Montoya e un contatto tra Ralf Schumcher e Trulli. Per il resto auto incolonnate, a distanza di sicurezza e nessuna emozione.

    Briatore dice che questa è una gara che riavvicina la gente alla Formula 1. Forse perché hanno vinto, hanno visto un’altra gara.

    Almeno per quest’anno non si era mai vissuto uno spettacolo così povero. Persino nella patria dell’antisorpasso come Imola l’esito era stato incerto fino alla fine. Anche al Nurburgring, dove le cose erano andate similmente, fino al secondo pit-stop la corsa era aperta.

    Qua sono bastati 10 giri per capire come sarebbe finita.

    E’ il problema dei circuiti europei. Troppo incompatibili con le complicate vetture moderne.

    E il prossimo sarà Montecarlo. Non è una minaccia… ma poco ci manca!

    Ci consoleremo solo pensando che, da che mondo è mondo, lì è sempre stata così. E lo spettacolo, in un certo senso, è proprio che non si può sorpassare.