GP di Turchia, Hamilton fa di necessità virtù

analisi del gran premio di turchia di f1

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    GP di Turchia, Hamilton fa di necessità virtù

    Quando si dice fare di necessità virtù d’ora in poi si può pensare alla McLaren e a Lewis Hamilton. La McLaren ha paura che le gomme morbide non reggano alla distanza e, d’accordo con i tecnici Bridgestone, decide di tirare fuori dal cilindro una strategie inedita che rompe le previsioni della vigilia.

    Lewis Hamilton ha fatto sapere che per non rischiare nulla e memori della brutta esperienza del 2007, sono state concordate con i tecnici Bridgestone le 3 soste. Ron Dennis ha confermato:“Nelle libere abbiamo rivelato alcune delaminazioni interne negli pneumatici morbidi. Il rischio era minimo ma abbiamo comunque voluto mettere al primo posto l’incolumità dei piloti ed andare avanti con una scelta che togliesse ogni rischio”.

    Il tentativo è da lodare, quantomeno perché spezza la monotonia e regala un Hamilton nel suo aspetto migliore, quello della battaglia con il coltello tra i denti. Il giovane pilota McLaren non è un asso del ragionamento e più di una volta si è trovato in crisi con le gomme per il suo atteggiamento aggressivo in pista. Dargli 3 soste e lasciarlo libero di esprimere il proprio talento spingendo al massimo per 58 giri ha prodotto una gara grandemente spettacolare nella quale si è tolto pure la soddisfazione di superare Massa e dargli un secondo al giro nella parte centrale del Gran Premio.

    Niente male. La Ferrari aveva capito prima di tutti noi le intenzioni del team di Woking e per cercare di contrastarlo ha ritardato la seconda sosta dei suoi piloti. Massa ha avuto gioco facile sul rivale mentre Raikkonen, a causa del ritardo accumulato dietro a Kubica nel primo stint, è finito comunque dietro. Di un soffio ma dietro.

    Dico comunque perché, ovviamente, se la McLaren avesse avuto maggiore tenuta con le gomme morbide avrebbe fatto una gara con due soste e Hamilton avrebbe fatto persino meglio. L’anglocaraibico probabilmente avrebbe dato ben più fastidio a Massa e un Raikkonen con l’ala anteriore danneggiata non avrebbe mai recuperato i dieci secondi di distacco subiti nelle prime fasi.

    Se cambiando l’ordine dei fattori il risultati non cambia, possiamo accogliere con favore quanto visto. Per lo spettacolo e per ristabilire la verità; quelli che credono ancora che il fenomeno Hamilton sia già scoppiato come una bolla di sapone, infatti, stasera sono davvero in pochi.