Gp di Turchia, Raikkonen perde per 13 millesimi

Kimi Raikkonen non va oltre il terzo posto nel Gran premio di Turchia sul circuito dell'istanbul Park

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    Gp di Turchia, Raikkonen perde per 13 millesimi

    Il risultato finale del Gran Premio di Turchia è tutt’altro che il migliore possibile per Kimi Raikkonen. Il finlandese doveva ammazzare il campionato qui ad Istanbul mentre, invece, si trova davanti i principali rivali per la lotta al titolo. Tutto ciò per colpa di 13 millesimi.

    13 millesimi sono il tempo che lo separa dalla terza posizione in griglia occupata da Lewis Hamilton. 13 millesimi in meno e Kimi Raikkonen avrebbe probabilmente vinto comodamente il Gran Premio.

    Fare il gioco del “se fosse” con la Formula 1 è tanto inutile quanto affascinate. Nel caso specifico, però, c’è qualcosa di più in ballo. C’è una riflessione che spiega come, al di là del singolo episodio, Kimi Raikkonen esca tutt’altro che sconfitto dal Gran Premio di Turchia.

    Innanzitutto si può notare come, per la seconda volta consecutiva, sia stato lui quello designato del box Ferrari ad avere la strategie migliore in gara, con ben due giri in più nel serbatoio rispetto a Massa. A questo aggiungiamo che il giro più veloce fatto segnare con l’ala anteriore danneggiata, pur se lievemente, è un’ulteriore dimostrazione delle sue grandi potenzialità.

    Come detto, l’unico neo sono i 3 decimi presi in qualifica, non giustificati dal maggior quantitativo di carburante. Se, però, si considera che sarebbero bastati 13 millesimi per scrivere tutta un’altra storia, allora è normale chiamare in causa la sorte.

    Il Massa visto in Turchia, infatti, non è quello visto in Bahrain. Con 13 millesimi in meno sul suo migliore tempo delle qualifiche, Kimi Raikkonen sarebbe partito dal lato pulito della pista e avrebbe tranquillamente scavalcato Kovalainen senza restare danneggiato nell’imbuto della prima curva. A quel punto sarebbe comodamente rimasto in scia di Massa per superarlo al primo pit stop. In tutto ciò Hamilton avrebbe avuto il marginale ruolo di disturbatore e si sarebbe dovuto accontentare del terzo gradino del podio.

    Ripeto, facciamo queste considerazioni non tanto per il gusto di fantasticare su quello che sarebbe potuto essere e non è stato ma per puntualizzare che Kimi Raikkonen non ha sbagliato quasi nulla. Solo delle sfortunate coincidenze non lo hanno visto primeggiare ancora. Se il distacco in classifica si è ridotto, la sua posizione si è paradossalmente rafforzata. E a Montecarlo, pista che nel passato recente si è rivelata ostica per la Ferrari, c’è da scommettere che gli vedremo fare grandi cose. Ancora.