GP d’Italia: l’autodromo di Monza

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    Monza

    Velocità pura. Domenica si corre nella pista più veloce del mondiale, forse l’ultima rimasta nel suo genere.

    5.793 metri da percorrere 53 volte per quello che è il GP più rapido della stagione. Con il gas aperto per più del 70% di percorrenza del giro, non ci vogliono, infatti, più di un’ora ed un quarto di gara per coprire i 307 km e spiccioli previsti!

    Le vetture vengono scaricate al massimo cercando di tenerle però abbastanza morbide per poterle controllare al meglio, in particolare nel momento in cui si deve aggredire i cordoli delle chicane presenti, necessarie per rallentare la velocità e dare qualche occasione in più di sorpasso.

    Occasioni che sono più ghiotte che mai alla prima variante dove si passa dai quasi 350 all’ora fino ai 100 per affrontare una destra-sinistra che precede la Curva Grande da fare in pieno a 290 orari. La frenata arriva alla variante della Roggia dove si passa dai 330 ai 120 e dove si può quantomeno disturbare chi sta davanti sperando che finisca leggermente lungo o sbagli l’inserimento e, conseguentemente, non possa aprire al meglio il gas per portarsi verso la prima e la seconda di Lesmo, due pieghe a destra da 180 e 250 km/h che portano alla Curva del Serraglio.

    Il Serraglio è una lieve piega a sinistra da fare in pieno fino a toccare i 340, poi un’ennesima staccatona e dalla sesta alla terza per immettersi nella variante Ascari con una sinistra-destra-sinistra in accelerazione dalla quale si esce ad oltre 220 orari. Si continua a salire con le marce e si torna di nuovo ai 340 all’ora in sesta prima della Curva Parabolica. In quel punto, molto delicato (e che richiede un’entrata impeccabile per poi avere una buona trazione in uscita e poter compiere sorpassi o difendersi dagli attacchi), si entra in 4a marchia a 180 km/h e si esce in piena accelerazione e lanciati verso il traguardo ad oltre 280…