GP Europa F1 2012, Button: “Non sono un piagnone!”

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    Jenson Button

    AP/LaPresse

    Risponde in maniera stizzita Jenson Button alle critiche mosse dalla stampa sulla sua presunta tendenza a lamentarsi via radio con il team. «Non sono lamentele. La gente dice: “Piange sempre”. Non si tratta di piagnucolare, si tratta di sviluppare la macchina nel corso della gara, è quel che fanno i piloti», ha commentato al Daily Mirror.

    Già dal Gran Premio di Spagna si è assistito a siparietti tra l’inglese e il team, con i problemi maggiori riscontrati sempre sul piano dell’aderenza della monoposto. Sottosterzo e sovrasterzo occupano gran parte del vocabolario delle conversazioni via radio, problemi che Button imputa direttamente alla gomme Pirelli.

    Sulla polemica che bersaglia un pilota lontano parente di quello che lo scorso anno tenne a galla la McLaren, Jenson non ci sta a prendersi accuse gratuite. «Se hai guidato senza dire niente per tutta la gara, stai facendo qualcosa di sbagliato. Lamentarsi di sovrasterzo, sottosterzo o un altro problema, serve a migliorare per lo stint successivo di gara. Al pitstop puoi alzare la pressione delle gomme, aggiungere ala davanti: rientri in pista e dovrebbe andar meglio. Un pilota non si limita a guidare la macchina, la prepara con i propri ingegneri».

    Sta pagando gli scarsi risultati ottenuti finora Button, che dopo l’esordio vincente in Australia non si è confermato sui livelli espressi da Hamilton. Una vittoria per entrambi, vero, ma Hamilton sembra aver acquisito quella che era la dote più importante di Button l’anno scorso: la costanza. Va anche detto che non tutte le colpe dei risultati sotto le attese sono da attribuire al biondo Jenson. Se in Canada perdi gran parte delle prove del venerdì per un problema tecnico, certo non puoi far molto.

    Infine, la difesa a mezzo stampa di Button si conclude così: «Se hai un problema provi a risolverlo durante la gara, non attendi la fine per dire: “Al primo stint avevo un enorme sottosterzo!”. Se lo facessi, gli ingegneri ti direbbero: “Perché non ce l’hai detto? Potevamo risolverlo”».

    Ancora in lotta per il mondiale

    Nonostante le difficoltà palesate nelle ultime 5 gare, Button non si sente escluso dalla lotta per il titolo. «Le ultime gare non hanno restituito i risultati che avrei voluto, ma ce ne sono ancora 13 da affrontare. Abbiamo visto sette diversi vincitori senza che sia emerso un chiaro leader del campionato, quindi punto a ottenere un risultato decente per rimettere in pista le mie quotazioni per il titolo».

    Della stessa idea è anche Sam Michael. Quarantatré punti di distacco da Hamilton, ma il sostegno è incondizionato. «Lavorando con Jenson ti accorgi che riesce a sostenere la pressione molto bene, senza mostrarlo. E’ ancora in lotta per il titolo e lo sa bene». Interessanti anche le considerazioni tecniche sul perché delle difficoltà incontrate rispetto a Hamilton. «Non ha bisogno di un assetto più rifinito rispetto a Lewis, gran parte del tempo utilizzano set-up molto simili. Ci sono sempre piccoli accorgimenti diversi da pilota a pilota, ma non è più sensibile alle variazioni della macchina rispetto a Hamilton».

    Per concludere, una previsione sull’identikit del vincitore del titolo 2012: «Al campione del mondo 2012 non servirà vincere 5 o 6 gran premi per ottenere il titolo. Si vincerà sulla consistenza. Quel che conta è portare a termine tutte le gare».

    Che dire, Sam Michael sembra aver tracciato i contorni di Fernando Alonso. O no?