GP Europa F1 2016 a Baku: le pagelle da 10 a 0!

Formula 1 2016: pagelle dal Gran Premio d'Europa. Scopri i migliori ed i peggiori sul circuito di Baku tra la vittoria di Rosberg davanti a Vettel e Perez assieme al flop di Hamilton e delle Red Bull

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nelle pagelle del Gran Premio d’Europa 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara sull’inedito ed insidiosissimo circuito di Baku, troviamo al primo posto Sergio Perez che sale sul podio coronando un fine settimana da assoluto protagonista. Applausi anche per Rosberg e Vettel mentre il bocciato della settimana è Lewis Hamilton che si approccia alla difficile corsa azera come se fosse un dilettante.

    Voto 10: Sergio Perez

    Si conferma e dà continuità alla propria azione, tanto da farci dire che – dopo altre 2 gare così da qui a metà luglio – ce lo portiamo noi a Maranello. Se la Ferrari lo vuole, si assume un rischio relativo. Quando c’è da tirar fuori gli attributi, è il primo a fare un passo avanti. Freddo e determinato, esalta le doti della Force India facendo sognare qualunque cosa. Peccato per la penalizzazione in qualifica. Avrebbe meritato la prima fila se non altro a livello di immagine.

    Voto 9: Nico Rosberg

    Fa sembrare tutto facile ma il modo in cui annichilisce Hamilton portandolo all’errore costantemente in qualifica pur di tentare di eguagliare i suoi tempi è da antologia. In questo Gran Premio d’Europa, Rosberg avrebbe sverniciato chiunque, con qualsiasi mezzo.

    Voto 8: Sebastian Vettel

    Secondo gradino del podio a fila per Sebastian Vettel che inizia a prendere le misure per il bersaglio grosso. La Ferrari sta pian piano dando segnali di ripresa e, su una pista critica per la SF16-H, riesce comunque ad accorciare in classifica su Lewis Hamilton. Non male. Incoraggiante, se si guarda al suo bottino totale pensando anche ai due “zeri” rimediati senza avere nessuna colpa specifica.

    Voto 7: Kimi Raikkonen

    Inutile buttargli addosso la croce per la penalità. Il podio sarebbe sfumato comunque perché Perez era un missile e perché la tattica della Ferrari l’ha portato a fine gara con gomme sfatte. Raikkonen fa il suo sporco lavoro in qualifica eguagliando il tempo di Vettel ed in gara seguendo alla lettera le indicazioni del team. Tutte. Compresa quella di lasciare strada al più veloce compagno di squadra. Chi altri farebbe meglio? Per una Rossa che punta innanzitutto a lavorare serena per sfornare una macchina vincente, Iceman resta il miglior secondo pilota anche in ottica 2017.

    Voto 6: Ferrari

    Stavolta la strategia c’è tutta. Differenziata per i due piloti, destinata a fare bene con entrambi. Certo, viene da chiedersi cosa sarebbe successo se Raikkonen, dato per perso il terzo posto, avesse montato “alla disperata” della fiammanti gomme supersoft per fare l’ultimo stint. Non avrebbe recuperato il gap su Perez? Ma forse, in definitiva, va bene così.

    Voto 5: Daniel Ricciardo

    E’ l’unico che salva la faccia tra tutto il clan Red Bull. Batte Verstappen in qualifica e lo tiene dietro in gara. Per il resto, lo abbiamo visto ben più pimpante.

    Voto 4: Felipe Massa

    Il team gli cuce addosso una strategia da perdente. Felipe, dal canto suo, fa di tutto per ricordarci che i circuiti cittadini non li digerisce. Morale della favola: poteva essere protagonista. Poteva. Non lo fu. Così come non fu mai campione del mondo, tanto per dire.

    Voto 3: Sergio Marchionne

    Il presidente della Ferrari cambia leggermente musica. Dai Marchionne che alla prossima uscita arriverai alla sufficienza! Ora ammette che la macchina è un flop e che il mondiale è un’eventualità, non un obbligo. Dopodiché si coccola Vettel. E così via. Se prendete le dichiarazioni di Montezemolo di 5 anni fa e sostituite la parola “Alonso” con “Vettel”, appunto, non capirete la differenza. Ahi ahi ahi…

    Voto 2: team radio

    Effettivamente è alquanto ridicolo assistere a comunicazioni radio tra pilota e box che vanno all’incirca su “non posso dirti cosa devi fare”, “dai fammelo capire, dammi un aiutino”, “posso farti domande e mi rispondi solo ‘si’ o ‘no’?”. Tuttavia, se abbiamo capito che la Formula 1 ha fatto un salto generazionale e tecnologico, ci sta anche questo. Ci sta tutto. Come ci sta che i piloti debbano essere prima di tutto degli ingegneri in macchina.

    Voto 1: Red Bull

    Stavolta non c’entra il motore. Neppure i piloti. Stavolta l’assetto sbagliato che fa consumare le gomme in modo anomalo è tutta farina del sacco dei tecnici guidati da Christian Horner. Non hanno proprio capito un bel niente su come interpretare la pista di Baku ed hanno dovuto accontentarsi di sparire presto dalle inquadrature per poi accusare oltre un minuto di distacco dal vincitore.

    Voto 0: Lewis Hamilton

    E’ da barzelletta il modo in cui va nel pallone durante le qualifiche. In gara Hamilton prova a rimontare senza, però, mostrare l’ardore dei bei tempi andati. Infine, pasticcia con le regolazioni della macchina non riuscendo a capire nulla su che manettini usare per risolvere il calo di potenza. Nota: lo stesso problema si presenta a Rosberg che, però, se la cava con tutt’altra disinvoltura.