GP Europa F1 2016, il Processo alla gara di Baku

Gara senza grandi emozioni in pista, tiene banco il tema dell'assistenza via radio ai piloti

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    Non è accaduto nulla di quel che era prevedibile alla vigilia, nel Gran Premio d’Europa 2016. Il trionfo di Rosberg è limpido, è stato il più veloce in assoluto e ha meritato il successo. E’ mancata la lotta ravvicinata, pathos sostituito dalle concitate comunicazioni via radio tra Hamilton e il muretto dai box, seguite da quelle tra Raikkonen e il suo ingegnere di pista, con ben altri problemi da regolare. Il Processo alla gara di Baku solleva tre temi di discussione intorno ai quali schierarsi da una parte o dall’altra, passiamoli in rassegna.

    Divieto team radio

    ACCUSA – Ma che regola assurda è? Non si discute di aiuti alla guida intesi al pilotaggio, ma di un’assistenza a un pilota che ha un problema tecnico alla monoposto. La FIA ha sbagliato nel definire i vincoli stringenti delle nuove restrizioni alle comunicazioni tra muretto e pilota, così si falsano i risultati dei gran premi. Hamilton, Rosberg, Raikkonen, tutti avrebbero dovuto ricevere le indicazioni necessarie dal box per gestire la monoposto. In fin dei conti ci si aspetta il confronto in pista, non che intervengano variabili impazzite a mettere incertezza sul risultato finale

    DIFESA – Va fatta una chiara distinzione tra i vari casi visti a Baku. Per Raikkonen il problema era legato al consumo eccessivo e questo aspetto, la sua gestione, deve correttamente essere affrontato dal pilota in autonomia. Quanto all’errore del box Mercedes nel preparare le due macchine prima del via, non si è trattato di un problema tecnico tale da impedire la conclusione della gara, pertanto erano Rosberg e Hamilton a dover ripristinare la modalità corretta per avere la massima potenza. Non è un caso che Rosberg sia riuscito a intervenire e anche con largo anticipo rispetto a Hamilton.

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    Red Bull

    ACCUSA - Ricciardo vola in qualifica, ma paga il conto in gara. L’assetto scarico per non perder troppo sui 2,2 km di rettilineo distrugge le gomme nel settore guidato e sia lui che Verstappen vanno in crisi nelle prime battute di gara. Dall’exploit di Monaco il team di Milton Keynes esce fortemente ridimensionato da Canada e Azerbaijan, possiamo attenderci prestazioni di alto livello solo su piste specifiche, in Ungheria, forse a Silverstone, poi Singapore. Hanno ancora tanto da lavorare e il deficit della power unit rispetto ai migliori è tutto lì e apprezzabile

    DIFESA - Che la Red Bull non andasse forte sui circuiti non solo da motore ma da configurazione aerodinamica da basso carico era risaputo, anche ai tempi dei titoli mondiali di Vettel. Dovranno affrontare gare difficili, la prossima in Austria sarà ancora complessa, ma ciò non toglie che il telaio e l’aerodinamica riusciranno a regalare ancora tante soddisfazioni. E in un campionato così altalenante, con problemi diffusi di affidabilità per tutti, sarà importante gestire le gare difficili come quella di Baku.

    Raikkonen

    ACCUSA – Macchia una buona prestazione in gara con un errore clamoroso, taglia la linea di demarcazione della corsia di ingresso ai box per prendere la scia di una Red Bull che sarebbe rientrata. Avrebbe dovuto intuire che, con le disposizioni di Charlie Whiting, se si fosse spostata sulla sinistra era per rientrare in pitlane. Una leggerezza che gli costa il podio, 5″ di penalizzazione che non riuscirà a mettere tra sé e Perez, bravo a passarlo in pista. Kimi deve mettere in mostra ben altra consistenza per meritarsi la riconferma

    DIFESA - A 330 orari è quantomeno difficile capire dove si trova una linea tracciata per terra, peraltro i piloti avevano chiesto di renderla più visibile dopo le prove del venerdì (ed è stato fatto). Kimi non dimentichiamo ha lasciato strada a Vettel non appena gli è stato chiesto, perdendo del tempo prezioso per creare quel margine di vantaggio su Perez necessario a star davanti. Inoltre, una gara difficile, condizionata anche dal consumo di carburante da gestire, che ha reso impossibile spingere come sarebbe servito per tenersi il podio. Il pilota ha fatto tutto il possibile, una sbavatura – quella del taglio della linea della corsia box – alla quale si sarebbe potuto rimediare se gli episodi della gara fossero stati altri.