GP Germania F1 2013: il Processo al Gran Premio! [FOTO]

E’ arrivato il momento del Processo al Gran Premio di Germania 2013 di Formula 1! Ne sono successe di cose sul circuito del Nurburgring: gomme impazzite, auto senza pilota che si muovono da sole

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    E’ arrivato il momento del Processo al Gran Premio di Germania 2013 di Formula 1! Ne sono successe di cose sul circuito del Nurburgring: gomme impazzite che giocano a bowling in pit lane usando un cameraman come birillo umano, auto senza pilota che si muovono da sole (contromano!) in mezzo alla pista… Ecco i quattro casi che abbiamo isolato oggi. CASO 1. La Ferrari fa in qualifica una tattica rivolta alla gara ma fallisce miseramente. CASO 2. La Lotus richiama a 10 giri dalla fine Raikkonen che era al comando per l’ultimo pit stop quando forse non ce n’era bisogno. CASO 3. Felipe Massa si ritira per un errore di guida, l’ennesimo! CASO 4. Pit stop troppo veloci diventano un pericolo per la sicurezza: bisogna intervenire?

    CASO 1. Ferrari: quali gomme vuoi?

    ACCUSA. Si era detto che la Ferrari avrebbe sbaragliato la concorrenza qualora avesse fatto molto caldo al Nurburgring. Ha fatto caldo, ma la Rossa si è squagliata. Si è squagliata nonostante una tattica impostata per privilegiare la gara. Siamo di fronte ad un errore di valutazione grave e pesante. E non si venga a dire che tutti hanno avuto gli stessi problemi. La McLaren, ad esempio, partendo nella stessa condizione di Alonso è riuscita a fare solo due pit stop con Button. Non possiamo accettare che Domenicali e Fry dicano “il caldo ci ha penalizzati” dopo che nelle settimane precedenti si erano lamentati del freddo. Quelli della Red Bull vincono sempre e comunque. Forse sono più bravi?

    DIFESA. Cercare una regola tra mille eccezioni è sbagliato. Se si vuole dire che i tecnici Ferrari sono dei brocchi basandoci sugli ultimi risultati, allora siamo fuori strada. Sia perché hanno anche fatto vedere grandi intuizioni. Sia perché i tanti cambi di costruzione delle gomme e i diversi scenari determinati dalle mescole Pirelli impediscono realmente di avere un campo di gioco stabile sul quale fare raffronti credibili. La Formula 1 è oggi Formula-Gomme e Formula-Caos. Servono ancora un po’ di gare prima di condannare il box del Cavallino. Fidatevi!

    CASO 2. Lotus: chi sbaglia paga

    ACCUSA. Alla fine dello scorso GP di Silverstone Raikkonen si è lamentato per la scelta del team di tenerlo in pista mentre gli altri facevano l’ultimo pit stop. Oggi accade il contrario: gli fanno fare il pit stop quando, invece, sarebbe stato meglio restare in pista e andare con quelle gomme fino in fondo. La Lotus non può permettersi certi regali. Quando ne ha la possibilità deve assolutamente massimizzare il risultato. Sul fronte tattiche non ci siamo proprio!

    DIFESA. Facile parlare col senno di poi. Non lo diciamo solo ai tanti esperti da bar ma anche a Kimi Raikkonen. Lamentarsi a fine gara del fatto che le gomme potevano ancora consentirgli di restare in pista con buoni tempi fino alla fine è inutile. Oltretutto, nessuno ha la certezza che sarebbe filato tutto liscio. Un improvviso decadimento poteva costargli diverse posizioni. Dando retta agli strateghi della scuderia ha messo in cassaforte il secondo posto ed ha persino sfiorato la vittoria. Stavolta in Lotus c’hanno visto giusto.

    CASO 3. Massa: bollito davvero?

    ACCUSA. Uno dei motti di Derapate è “Massimo rispetto per i piloti!”. A volte scherziamo con loro e di loro. Alla base, però, vige sempre il rispetto, perché quello che sanno fare non è roba da tutti. Sono dei fenomeni. Punto e basta. Detto ciò, se vediamo Massa andare per l’ennesima volta fuori pista (e fuori gara!), dobbiamo assolutamente lanciare un grido di disperazione. A certi livelli non si possono tollerare certi sbagli! Si sperava che fosse un problema tecnico per il bene che tutti vogliamo al brasiliano. Pare che non sia così. E allora? Allora la Ferrari deve interrogarsi seriamente su quale sia il miglior pilota da tenere a fianco di Fernando Alonso per il 2014!

    DIFESA. La storia di Felipe Massa la conosciamo. Sappiamo che è un pilota velocissimo e vincente. Negli anni scorsi ha avuto dei problemi. Non lo neghiamo. In questo 2013, però, si è ripreso mostrandosi veloce tanto quanto Alonso sul giro secco. In gara è ancora lontano ma sul suo conto pesa tanta sfortuna. Ha fatto qualche errorino di troppo solo perché ha ritrovato la voglia di spingere e di lottare. E’ un patrimonio della Ferrari che va ancora difeso. In giro non c’è molto di meglio. Se gli daranno fiducia non se ne pentiranno.

    CASO 4. Pit stop record, troppo pericolo?

    ACCUSA. La ruota impazzita di Mark Webber che stende un cameraman dopo che un folto gruppo di meccanici è riuscito a schivarla miracolosamente è l’emblema di un pericolo non facilmente evitabile. Come si poteva non far accadere quell’episodio dalle conseguenze potenzialmente letali? Impossibile. Impossibile a meno che la FIA non intervenga dando una regolata seria alle operazioni di pit stop. Ecco una proposta: per regolamento, l’operazione non può durare meno di 5 secondi in modo che venga eseguita con maggiore calma. Oppure, se si vuole giustamente tenere aperta l’adrenalinica sfida tra i meccanici, imporre penalità severissime per chi sbaglia. I 30.000 Euro di multa inflitti agli austriaci sono letteralmente nulla! Così non va.

    DIFESA. Uno degli elementi che da sempre ha dato fascino alla Formula 1 ed al motorsport in generale è il pericolo. Premetto questo per dire che la F1 senza un po’ di pericolo non è F1. Lo dico nel rispetto di tanti eroi più o meno famosi che hanno dato la vita per questa disciplina. La gomme che ruzzola impazzita nella pit lane fa parte del gioco. Nel bene o nel male va accettata come un qualunque altro incidente. Casomai la FIA può intervenire mettendo regole più rigide in merito alle autorizzazioni concesse a chi può stazionare in zone potenzialmente a rischio. Detto ciò, facciamo un grosso in bocca al lupo al cameraman colpito da Webber per una pronta guarigione!