GP Germania F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani

Promossi e bocciati dopo il Gran Premio di Germania 2013 al Nurburgring

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    GP Germania F1 2013, la gara

    C’è chi si prende meritatamente quanto sfuggito sette giorni prima. C’è chi torna a battere un colpo nella lotta iridata. C’è chi fa i conti con la realtà dopo un azzardo non riuscito. Il Gran Premio di Germania 2013 al Nurburgring ha restituito una fotografia piuttosto corretta degli attuali valori in campo.

    Red Bull vincente, e per il tedesco campione del mondo è stata la prima affermazione in patria. Lotus nuovamente alla ribalta e convincente. Ferrari in purgatorio, perché le garanzie che sembrava offrire la strategia su gomme medie in avvio sono svanite sotto il sole dell’Inferno verde.

    Un applauso lo meritano anche Jenson Button e la McLaren in generale. Arrivano a punti, Perez regala il solito divertimento in pista e di questi tempi è il massimo a cui ambire per il team di Woking.

    Vettel, 10

    Il tedesco vede sfumare la pole per 1 decimo e la partenza in seconda posizione era tutt’altro che una posizione privilegiata. Nonostante lo sporco riesce a scattare meglio di Hamilton, passarlo e involarsi dettando il ritmo alla corsa. Trascorre gran parte dei 60 giri con la minaccia negli scarichi, non ha vita semplice, quella del Canada per intenderci. Resta concentrato, sfrutta al meglio la RB9 e il resto è una logica conseguenza. Spezza il digiuno in Germania e a luglio: metà dell’opera iridata l’ha portata a termine. La pressione adesso è tutto per chi insegue.

    Raikkonen e Grosjean, 9

    Sono una spina nel fianco costante per Vettel. Meritano lo stesso voto perché in fasi diverse della gara hanno confermato la bontà della monoposto.

    A voler esser pignoli, forse è Grosjean a guadagnarsi un mezzo voto extra per come gestisce le gomme morbide nel primo stint e per la prestazione “inattesa”. Lui che da troppo tempo non rinfrescava la memoria degli appassionati con risultati alla sua portata. Resta sempre valida la convinzione di un gran pilota, troppo altalenante.

    Di Raikkonen non puoi che dire bene, perché in classifica si fa sotto e mette nel mirino Alonso. Arrivano le gare calde dell’anno, la Lotus ha risolto l’enigma Drd che nel 2012 le fece perder tempo decisivo e in Ungheria arriverà da favorito.

    Alonso, 7

    Sposa con convinzione la causa ferrarista al sabato, difendendo la strategia su gomme medie. Al giro 12 cala il sipario sulle velleità di vittoria sue e della Ferrari. Quelle gomme che sarebbero dovute durare per almeno 20 giri non danno il vantaggio sperato. Lo stint finale sulle morbide è solo un’illusione per tenere viva la fiammella di uno stravolgimento dei valori che per l’intera gara non è mai iniziato.

    Con la Lotus più brava a far funzionare le Pirelli e, soprattutto, più veloce, a Maranello non regge la teoria dello scaricare le colpe della prestazione sottotono sulle coperture. Al lavoro, servono aggiornamenti. Alonso, in questo quadro, fa quel che può e il quarto posto finale purtroppo non è abbastanza per arginare un Vettel al momento in fuga.

    Massa, 3

    In tv tutti a cercare il guasto, l’anomalia, l’imprevisto. Invece, Felipe Massa si autoeliminato dal gran premio bloccando il retrotreno in frenata, errore da pivello che non aiuta la posizione del brasiliano.

    C’è chi spinge per un cambio a fine stagione ed è difficile resistere alla tentazione. Dopo la prestazione convincente in Inghilterra, Massa torna un bersaglio “facile”, perché se continui a sbagliare come troppo spesso sta facendo Felipe, allora è davvero dura proteggere un sedile che sarebbe dovuto sfuggirgli di mano già l’anno scorso.

    Hamilton 7, Webber 7 e 1/2

    Gino parte male. Mark impeccabile. Si capovolgono i ruoli al via, così Webber gira secondo Hamilton terzo. Brutto inizio per il pole-man, che terrà in piedi la baracca Mercedes nel gran premio di casa, mentre Rosberg passeggia per i boschi dell’Eifel. Il pit-stop sbagliato costa a Webber un podio quasi certo, perché l’australiano al Nurburgring aveva dalla sua la statistica e la velocità simile al compagno di squadra.

    La safety car lo compatta al gruppone, poi è la solita rimonta grazie a una Red Bull perfetta. Ma devi pur sempre impegnarti per arrivare a punti e il settimo post finale gli vale una promozione piena.

    Button, 7

    Siamo ormai abituati alle lotte ruota a ruota con Perez. Il più delle volte è il messicano a spuntarla e anche ieri, al primo tentativo, Checo ha scavalcato Jenson. Ma ha gran testa l’inglese, quella per gestire al meglio le gomme, impostare il passo regolare e restituire con gli interessi il sorpasso al compagno di team.

    A fine gara si tiene dietro Webber e cede a Hamilton: bottino soddisfacente per quella che è la McLaren 2013.

    Perez si prende un 6 e 1/2 per le due posizioni indietro rispetto a Jenson, ma impreziosisce la prestazione con quella grinta già narrata.

    Rosberg, 5

    Se tenessimo conto anche delle dichiarazioni post-qualifica andrebbe al 3 secco, perché non puoi sottolineare l’errore del tuo team nel calcolare i tempi di uscita. Poco importa che sia la realtà, ma un team vince e perde sempre insieme. Alla domenica non fa niente di eclatante e la nona posizione è risultato mediocre, tanto più guardando le due McLaren davanti.

    Hulkenberg, 6 e 1/2

    Arriva dove t’aspetteresti di trovare una Force India. Il Nurburgring regala un punticino che è davvero poco in confronto alle potenzialità che aveva la Sauber nel 2012, ma tant’è. Hulkenberg lotta con il coltello tra i denti e non lascia strada a chi, in teoria, doveva giocarsi il podio: Hamilton. Sempre corretto, fa la sua corsa e porta a casa un piccolo premio.