GP Germania F1 2014, anteprima: tra Fric, pioggia e V6 Mercedes favoriti

Il gran premio di Germania a Hockenheim si preannuncia interessante e ricco di possibili colpi di scena

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    GP Germania F1 2014, giro di pista

    Come se non bastasse già una settimana nel segno del predominio calcistico teutonico, tocca a Hockenheim - Gran premio di Germania – farsi bella e sfoggiare il Motodrom vestito a vesta per la sbornia mondiale. C’è da augurarsi non infieriscano sul povero Massa all’ingresso dell’autodromo, magari ricordandogli l’epilogo della semifinale, così come c’è da augurarsi un Felipe in posizione diversa dalla piazzola numero 7 in griglia, beffa delle beffe. Goliardia a parte, l’appuntamento alle porte è denso di interessanti tematiche e possibili risvolti extra-sportivi. Questione di Fric, che non è il fratello di un Lahm o Schurrle qualsiasi, ma l’acronimo della discordia: la Fia ha chiaramente detto come in presenza dell’accordo unanime tra i team, il dispositivo si può usare fino al termine del campionato, viceversa, è passibile di penalizzazione la scuderia che lo dovesse montare. Per seguire il LIVE delle seconde prove libere, BASTA CLICCARE QUI!

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    Nemmeno a farlo a posta, Mercedes, McLaren e Red Bull si sono prontamente attivati per spiegare che non lo useranno a Hockenheim, lasciando così la porta aperta e eventuali reclami e proteste contro chi lo utilizzerà a proprio rischio e pericolo. E’ stato ritenuto dispositivo aerodinamico, seppur con un ritardo imbarazzante, visto che già lo scorso anno fu uno dei cavalli di battaglia della Lotus E21, adesso viene bandito e nessuno sa quanto impatterà sulle prestazioni dei team (c’è chi dice fino a 5 decimi al giro; ndr). O meglio, tanto più il circuito è guidato, con trasferimenti di carico da affrontare, tanto superiore è il beneficio atteso dal sistema che bilancia l’altezza da terra delle sospensioni anteriori e posteriori, assicurando un flusso aerodinamico costante.

    L’ultima volta a Hockenheim

    Hockenheim è circuito fatto di grandi accelerazioni e frenate, lunghi rettilinei, così i presupposti sono quelli ideali per attendere una vivace lotta a più voci, tutte a cantare con la base del V6 Mercedes. Williams, Force India, McLaren, i clienti pronti a giocarsi le posizioni di vertice dal terzo posto in giù sono tanti. Ferrari e Red Bull potrebbero soffrire ed essere costretti a correre sulla difensiva (non che abbiamo mai visto la rossa all’attacco, quest’anno). Le gomme morbide e supersoft sono una prima assoluta a Hockenheim, tuttavia, considerando l’indurimento generale della gamma dovremmo avere risultati simili a quello che fu l’impiego di medie e morbide nel 2012, unica stagione finora nella quale le Pirelli si sono misurate sul liscio asfalto tedesco.

    Si dovrà avere particolare cura delle gomme posteriori, le più sollecitate se pensiamo alle accelerazioni frequenti e le richieste di trazione importanti. I problemi potrebbero arrivare da lì. Le indicazioni delle prove libere 2 saranno importanti, sebbene non risolutive, visto il previsto calo termico nella giornata di domenica.

    Il giro di pista

    Hockenheim circuito 2012

    Ormai abbiamo fatto l’abitudine alla nuova Hockenheim, quella che pronti via e subito propone la velocissima destra con il cordolo in uscita da sfruttare fino al limite (occhio alla linea bianca; ndr) per lanciarsi sul primo rettilineo che una volta era eterno e immerso nel verde. Una volta, quando i V12 e V10 ululavano nel bosco, fermandosi per brevi istanti, utili a saltare sulle chicane e ripartire. Adesso Hockenheim propone una staccata decisa, curva due, nella quale tentare il sorpasso, o meglio ancora avvicinarsi in scia per sfruttare la lunghissima accelerazione che in piega porta a toccare la velocità massima prima del tornantino, qui sì punto per l’assalto deciso.

    Serve tanto motore e una macchina ben bilanciata in staccata, poi per non dare il fianco all’avversario ci sarà da richiamare tutta la trazione possibile e lanciarsi nuovamente su un allungo spezzato dal curvone in pieno che porta alla frenata Mercedes. Poche curve “da guidare” e nelle quali confidare sull’equilibrio e agilità della monoposto: sinistra-sinistra-destra, per vedere di nuovo davanti un rettilineo, il quarto. La “nuova” Hockenheim riporta verso la tradizione e la storia. Staccata non troppo decisa quella Mobil 1, si entra nel Motodrom, arena nella quale serve tanto carico aerodinamico per affrontare poi il tornantone Sachs e lanciarsi in accelerazione verso la Sud Kurve, non prima di aver superato l’accenno di S e la penultima destra.

    I presupposti per un altro assolo dei panzer in casa propria ci sono tutti. Pensare a un Rosberg favorito è tutt’altro che utopia, tanto più pensando all’intoppo britannico che lo ha costretto al ritiro.

    Fabiano Polimeni