GP Germania F1 2014: le Pagelle da 10 a 0! [FOTO]

Formula 1: pagelle dal Gran Premio di Germania 2014 di F1

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    Appassionati di Formula 1, ecco a voi le Pagelle del Gran Premio di Germania 2014! Il voto 10 va a Lewis Hamilton che sovverte una sfortunata qualifica riuscendo a salire sul podio e limitando i danni in classifica mondiale dal vincitore Nico Rosberg. L’inglese abbina sostanza a spettacolo. Chi, invece, non ne indovina una è Kimi Raikkonen. Il voto 0 è tutto suo. Tra i bocciati di oggi dobbiamo citare anche la Ferrari, i commissari di gara, Kvyat, e Magnussen. Massa resta sul 5: il brasiliano pare senza colpe per l’incidente che lo mette fuori causa, ma volendo vedere le cose da una prospettiva diversa…

    Voto 10: Hamilton

    Rischia, rischia, rischia tantissimo. Vuole recuperare posizioni in fretta sin dalla prima curva per limitare i danni in campionato da un Rosberg che naviga senza alcun sussulto. Rischia ma compie dei sorpassi capolavoro uscendone indenne anche per questione di millimetri. Se ci provi e ci riesce sei l’eroe di giornata. Se fallisci… meglio non parlarne. Oggi la vittoria morale spetta ad Hamilton. Per rendere maggiore onore alla performance dell’inglese va ricordato che la partenza dalla posizione 20 è figlia di un problema tecnico e non di un suo errore.

    Voto 9: Alonso, Ricciardo e Bottas

    Alonso, Ricciardo e Bottas. Difficile scegliere il migliore. Lo spagnolo spinge e dà spettacolo fino a dover alzare il piede per rimettere in pari la questione consumi. Ad un certo punto sembra poter aspirare persino al podio. Podio che non sfugge ad un arcigno Bottas. E’ incredibile come riesca a controllare il ritorno di Hamilton. Lo davano per spacciato ma, invece… Chi deve alzare bandiera bianca – ma non il piede – è Ricciardo il quale perde un po’ tutti i duelli ma vende carissima la pelle. Per maggiori info chiedere ad Alonso che se lo ritrova sbucare davanti ad ogni curva. Grazie ragazzi!

    Voto 8: Rosberg e Mercedes

    Mercedes ancora velocissima pur senza FRIC. Ma non è perfetta. In qualifica Hamilton viene sbattuto fuori da un problema tecnico. Problema che non si presenta per Rosberg e gli consente di controllare con autorevolezza la situazione. Il voto al pilota tedesco è di stima più che di sostanza. Non è mai in lotta e si limita a controllare che i 25 punti del GP di Germania, ipotecati già da domenica mattina, non scivolino via.

    Voto 7: Hermann Tilke

    Ebbene sì, avete letto il nome giusto! Lo mettiamo così, una volta per tutte. Una volta per dimostrare che i problemi della Formula 1 moderna non sono solo legati ai circuiti e, in particolare, al nome di chi li ha costruiti. E’ facile dire che le cose andavano meglio prima ma è, in verità, squallida retorica. Tilke sa quel che fa. Quasi sempre ha colto nel segno. Hockenheim con il nuovo layout ci dà anche stavolta, soprattutto stavolta, uno spettacolo unico. La vecchia configurazione, buona solo per i nostalgici, ci sbatteva in faccia trenini di macchine senza nessuna chance di uscire dalla sonnolenza post pranzo.

    Voto 6: Vettel

    Sembra uscire perdente dal duello con un Alonso che guida una Ferrari assolutamente non paragonabile alla Red Bull quanto a stato di forma. Riesce, però, grazie ad una miglior strategia ad avere la meglio. Un quarto posto è il massimo che si può ottenere e Vettel riesce ad agguantarlo sfruttando a proprio favore le circostanza più fortunate come l’incidente al via che spazza dalla sua visiera in un sol colpo Ricciardo, Magnussen e Massa.

    Voto 5: Massa

    E’ un normale incidente di gara quello che mette fuori causa Massa? Così pare. Ma perché capitano sempre tutte a lui? Che sia davvero sfortuna? Oppure al pilota della Williams manca quella capacità di saper fare la cosa giusta quando ha solo delle frazioni di secondo per per decidere? Detta in altre parole, il problema di Massa è forse che fallisce quando deve fare le cose con l’istinto anziché con la ragione?

    Voto 4: Kvyat

    Si arrabbia per il ritiro e prende a pugni il guard-rail. Ad inizio GP, però, aveva rischiato di uscire per colpe tutte sue rischiando anche di rovinare la corsa di Perez. Il russo deve tornare ad essere meno aggressivo e più concreto. Lo farà, perché è un talento di razza.

    Voto 3: Magnussen

    La maggior parte degli incidente al via è causata da frenate mal calibrate o da cambi di traiettoria improvvisi. Il contatto con Massa avviene mentre il gruppone si dovrebbe snocciolare lungo sulla prima curva. Il danese centra in pieno il brasiliano. Senza di lui quanto avrebbe girato largo in quella prima curva? Il pilota McLaren sbaglia la misura. Tranne nelle dichiarazioni post gara quando dribbla abilmente le polemiche…

    Voto 2: Ferrari

    Il box della Ferrari sbaglia tattica con Fernando Alonso che doveva marcare a uomo Sebastian Vettel in occasione dell’ultimo stint per provare a restare attaccato al sogno di un incredibile podio. Contemporaneamente, aiuta Raikkonen a fare del suo peggio. Inoltre, gestisce male il consumo del carburante e alla fine arriva un quinto posto nonostante due avversari si eliminino davanti allo spagnolo già dalla prima curva. Siamo messi maluccio.

    Voto 1: commissari di gara

    Si sono viste safety car buttate in pista senza chiare ragioni. Oggi c’era una monoposto ferma in mezzo alla strada lungo il rettilineo principale e si preferisce far attraversare il nastro d’asfalto a piedi ad alcuni commissari temerari per poi spingerla fuori. Esulteranno quelli che non amano le corse neutralizzate a pochi chilometri dal traguardo. Ma la sicurezza vuole la sua parte.

    Voto 0: Raikkonen

    Prende schiaffi un po’ da tutte le parti. Viene sverniciato in un paio d’occasioni sia da destra che da sinistra. Contemporaneamente! L’ala anteriore si spezzetta di tanto in tanto. Lui sprofonda con regolarità fino ad assestarsi nettamente fuori dalla zona punti. Nessuna novità. A motori spenti non trova neppure le parole per criticare la tattica che il team gli ha confezionato. Stavolta è Raikkonen il peggiore all’interno di una giornata dove hanno brillato tanti fenomeni. Molti dei quali con tanti anni e tanta esperienza in meno di lui…