GP Germania F1 2016, storia e albo d’oro: 1994-2014

GP Germania F1 2016, storia e albo d’oro: 1994-2014

Il Gran premio di Germania torna a Hockenheim dopo un anno di assenza in calendario

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    GP Germania F1 2016, storia e albo d’oro: 1994-2014

    Nurburgring e Hockenheim. Nelle ultime stagioni la regola dell’alternanza ha portato a un solo appuntamento in terra tedesca, così quello che una volta era Gran Premio d’Europa torna ad anni dispari, dal 2009, la sede del Gran Premio di Germania, mentre negli anni pari si va ad Hockenheim. Nel 2013 si corse al Nurburgring, mentre per ricordare una partenza sul circuito del Baden-Württemberg dobbiamo tornare indietro al 2014. Assenza total dal calendario nel 2015.
    Nurburgring ricco di eventi, dal 1999 – prima vittoria di una Stewart – al 2009 (primo successo per Webber), passando per i ritiri di Raikkonen, i sorpassi di Sato e la gru di Hamilton. Anche Hockenheim ne ha di gare da raccontare. Ripercorriamo quasi 20 anni di storia trascorsi su due piste storiche, oggi profondamente snaturate. Per seguire LIVE in diretta web la gara del GP Germania F1 2016, BASTA CLICCARE QUI!

    1994: Berger e la Ferrari dopo 3 anni. Gara movimentata quella del ’94. Al via subito eliminate dieci vetture per un incidente in partenza, poi, la grande paura per Verstappen. L’olandese della Benetton rientra ai box per il rifornimento, ma l’impianto non funziona a dovere e un’ampia perdita di carburante finisce per scatenare il rogo ai box. Verstappen ne uscirà con ustioni minori. Berger davanti a Schumacher, finché il tedesco non resta appiedato dal motore della Benetton, lasciando all’austriaco e la Ferrari strada spianata per il successo a distanza di 3 anni dall’ultima affermazione del Cavallino rampante.

    1997: Fisichella con lo Schumi-taxi. Poteva essere la prima vittoria di Fisichella in un gran premio, ma l’italiano con la Jordan dovette prima subire il sorpasso di Berger, a causa di un errore al primo giro di rientro dalla sosta ai box, poi, nelle battute conclusive restò appiedato dalla sospensione. Berger conferma il successo di tre anni prima con la Ferrari, per quella che sarà l’ultima vittoria in carriera. Fisichella, invece, verrà riportato ai box da Schumacher, trasformatosi in taxi al termine della gara.

    1999: Salo aiuta Irvine. Dopo l’incidente di Schumacher a Silverstone, in Ferrari chiamano Mika Salo per sostituire il tedesco. Gara comandata da Hakkinen in maniera autorevole, finché ai box non viene rallentato da un problema con il sistema di rifornimento. Al comando balza proprio la Ferrari di Salo, ma la lotta iridata è tra Hakkinen e Irvine. Salo cede la posizione a Irvine, mentre sul rettilineo che porta al Motodrom Hakkinen finisce fuoripista a causa dell’esplosione della gomma posteriore sinistra. Sarà l’inizio delle sfortune del finlandese, che culmineranno con l’errore di Monza, portando Irvine a una rimonta incredibile.

    1999 al Nurburgring: Herbert e la gomma di Irvine. Da Jerez si torna in Germania per il Gran Premio d’Europa. La gara è vivace sin dalla partenza, ripetuta a causa della Minardi di Gene rimasta ferma in griglia. Il secondo via regala il capottamento di Diniz, dopo un contatto con Wurz. La Sauber del brasiliano finisce nella via di fuga della prima chicane, senza danni per il pilota.
    Arriva la pioggia e nella confusione del momento al box Ferrari non si trova la gomma posteriore destra della macchina di Irvine. Secondi interminabili prima di rimandare in pista l’irlandese. Al giro 38 piove con maggior intensità ed Herbert si trova al quarto posto dietro Ralf Schumacher e Fisichella. La girandola dei pit-stop porta l’inglese in testa, grazie anche al testacoda di Fisichella. Luca Badoer, risalito in quarta posizione con la Minardi, si ritira per un guasto al cambio: il veneto resterà accanto alla monoposto in lacrime. Sul podio salgono anche Trulli e Barrichello, quest’ultimo completerà la giornata di gloria della Stewart.

    2000: la prima di Rubinho. Sei anni dopo un incidente che poteva costargli la vita, quasi sette dall’ultima vittoria di un brasiliano in Formula 1, Rubens Barrichello vince la prima gara in Formula 1. E’ una gara appassionante quella del 2000. Al via Schumacher finisce fuori alla prima curva, terzo ritiro consecutivo, mentre Hakkinen prende il comando della gara davanti a Coulthard. Vittoria in cassaforte, con Barrichello decimo dopo il primo giro. Ma il primo colpo di scena veste bianco, un folle (si scoprirà essere un ex dipendente della Mercedes, in protesta perché licenziato) entra in pista, la attraversa e provoca l’entrata della safety car, consentendo il recupero di Barrichello, terzo dietro Hakkinen e Trulli. Colpi di scena a ripetizione, visto che dopo la safety car arriva la pioggia: tutti cambiano gomme, tranne Coulthard, Barrichello e Frentzen. Pioggia che non era uniforme sui sei chilometri di Hockenheim, ma concentrata nel Motodrom. Il brasiliano della Ferrari resisterà alla rimonta di Hakkinen, avvantaggiato dalle gomme da bagnato nell’ultimo settore di pista. Gran festa nel box Ferrari per Rubens, vincitore davanti ad Hakkinen e Coulthard.

    2001: vince Ralf, Michael tamponato. Due partenze per il Gran Premio di Germania di quell’anno. Al primo start Schumacher si muove a rilento e viene tamponato dalla Prost di Burti: pista invasa dai detriti e bandiera rossa per una nuova partenza. Il ritiro di Montoya, al comando della gara, lascia via libera a Ralf Schumacher, mentre Hakkinen, Schumacher, sono anch’essi costretti ad abbandonare.

    2003: emozioni al via. Ancora la partenza è protagonista a Hockenheim nel 2003. Raikkonen ha la peggio nella manovra di Ralf Schumacher, intento a chiudere Barrichello. Il finlandese della McLaren impatta contro le barriere, mentre anche Frentzen, Firman e Wilson vengono danneggiati. La vittoria andrà a Montoya, agevolmente al comando della corsa per l’intero gran premio.

    2004: Raikkonen e l’alettone. Incidente spettacolare ancora una volta per Raikkonen, nell’edizione vinta da Schumacher. Sulla McLaren cede l’ala posteriore e Kimi finisce contro le barriere, nello stesso punto in cui venne spedito fuori un anno prima da Ralf Schumacher.

    2004: Sato dà spettacolo al Nurburgring. L’edizione del Gran Premio d’Europa del 2004 si ricorderà, oltre che per la superiorità imbarazzante di Michael Schumacher – vincitore in carrozza – per la battaglia e i sorpassi di Takuma Sato. Per la prima volta un giapponese partì in prima fila e battagliò con Trulli e Barrichello con il coltello tra i denti. Sarà costretto a cedere posizioni al giro 45 per un contatto con il brasiliano della Ferrari.

    2005: Raikkonen e la sospensione. E’ ancora una volta sfortunato Kimi Raikkonen al Nurburgring. Il finlandese, già costretto al ritiro per una rottura al motore nel 2003, rivive il film dell’abbandono a un giro dal termine. Sulla McLaren ai meno 10 dalla bandiera a scacchi inizia a vibrare la ruota anteriore destra. Rallenta Raikkonen, ma non basta: in fondo al rettilineo collassa la sospensione e la gara per lui finisce lì. Alonso raccoglie il testimone e vince davanti a Heidfeld e Barrichello.

    2007: Hamilton protagonista, Alonso lotta con Massa. Tra gli avvenimenti da ricordare, si parte già al sabato con le qualifiche, quando Hamilton va a sbattere violentemente alla esse Schumacher per una foratura. L’inglese partirà comunque il giorno dopo, gara tra le più movimentate degli ultimi anni. Raikkonen e Winkelhock cambiano gomme già nel giro di ricognizione, mentre inizia a piovere. Tutti gli altri si fermano al primo giro e in testa al giro 6, quando la gara viene sospesa, si trova proprio Winkelhock con la poco competitiva Spyker. Ben sei piloti andarono fuori pista alla prima curva, Hamilton compreso che, però, venne rimesso in gioco dalla gru.
    Alla ripartenza della gara Massa è davanti ad Alonso e alle Red Bull. Il ferrarista deve fare i conti con la pioggia che torna leggera a 7 giri dal termine e con Alonso in rimonta. I due lottano e lo spagnolo passa con una manovra di forza alla curva Ford, arrivando quasi al contatto. Prima del podio, Alonso e Massa polemizzeranno in maniera vivace, mandandosi vicendevolmente a quel paese.

    2008: Hamilton più forte di tutti. Dominio di Hamilton in Germania. Il pilota della McLaren scappa via in testa dalla pole position, dai box provano anche a rovinargli la giornata perfetta con una strategia sbagliata, ma Hamilton recupera il terreno perso e dopo la sosta ai box sorpassa chi lo precede, Massa e Piquet, involandosi verso il trionfo. Un incidente coinvolgerà la Toyota di Glock, a muro sul rettilineo dei box a causa della rottura della sospensione posteriore sinistra.

    2009: la prima di Webber. L’australiano, dopo 130 gran premi, conquista la prima vittoria in carriera, 28 anni dopo Alan Jones, ultimo australiano a vincere in Formula 1. Al via è lotta con Barrichello, i due arrivano al contatto e Webber verrà penalizzato per la manovra. Nonostante il drive-through, riuscirà a mettersi in tasca la gara, precedendo Vettel e Massa.

    2010: Alonso e l’ordine di scuderia. E’ l’ultima edizione corsa a Hockenheim e si ricorda per l’ordine di scuderia imposto a Felipe Massa, costretto a lasciar strada a Fernando Alonso. Nell’unica gara dopo l’incidente del 2009 in Ungheria, in cui il brasiliano è stato davvero competitivo, uno stop dal muretto lo sacrificherà per dar spazio allo spagnolo.

    2011: Hamilton su Webber. Ancora un’ottima prestazione per il pilota della Red Bull al Nurburgring, ma a vincere è Lewis Hamilton, che sopravanza l’australiano dopo la sosta ai box. Chi non c’è è Sebastian Vettel, autore di un errore che poteva costare caro nelle prime fasi di gara, quando tocca l’umido e va in testacoda alla curva RTL. Alonso è costretto a lottare con le gomme della Ferrari che non vanno subito in temperatura, oltre a dover parcheggiare la monoposto subito dopo il traguardo per lasciare benzina a sufficienza da analizzare. Tornerà ai box con Webber.

    2012: vince Alonso, bufera sulle mappature Red Bull. Prima della partenza, a Hockenheim spunta il caso mappature Red Bull. Le monoposto di Vettel e Webber sono sospettate di utilizzare scarichi soffiati e solo l’intervento di Newey scongiura la partenza dalla corsia box.
    Alonso parte in testa e controlla autorevolmente, fino a dover gestire Vettel e Button alle sue spalle. La sorpresa sarà Hamilton, 18mo dopo una foratura, che si sdoppierà sorpassando Alonso, dimostrando di poter reggere il ritmo dei primi.
    Button supera Vettel dopo il pit-stop e si avvicina al ferrarista. Al penultimo giro verrà passato da Vettel, in accelerazione al tornantino: manovra azzardata perché effettuata al di là della pista. Le proteste di Button non cambieranno il podio.

    2013: Sebastian Vettel vince il Gran Premio di Germania 2013 di F1 dopo una gara tiratissima che lo ha visto costantemente tallonato dalle due Lotus di Romain Grosjean prima e Kimi Raikkonen poi. Circuito del Nurburgring amaro per la Ferrari: Felipe Massa si ritira dopo pochi giri mentre Fernando Alonso non va oltre il quarto posto approfittando anche di un problema al montaggio della gomma sulle Red Bull di Webber al pit stop e il declino delle Mercedes sul ritmo gara. A punti vanno anche Hamilton, Button, Webber, Perez, Rosberg e Hulkenberg.

    2014: Hamilton rimonta, Rosberg vince facile

    E’ una gara condizionata dal risultato in qualifica, quella di Lewis Hamilton. Al sabato, per un problema a un disco dei freni, va a sbattere nel Motodrom ed è costretto a partire dal fondo della griglia. La velocità non manca e la rimonta è agevole, tanto da portarlo a podio. La vittoria andrà a Nico Rosberg, davanti a Valtteri Bottas, unica Williams al traguardo, poiché il Gran Premio di Germania di Felipe Massa dura appena qualche centinaio di metri, prima di curva 1 c’è il contatto con Magnussen, la Williams si capotta e termina la corsa nella via di fuga. Incidente spettacolare ma senza conseguenze per il pilota. La gara ha uno sviluppo lineare e gli unici colpi di scena sono rappresentati dal sorpasso duplice di Hamilton su Ricciardo e Raikkonen, dalla Toro Rosso di Kvyat in fiamme prima del tornantino e la Sauber di Sutil che si ferma sul dritto dei box, senza che la direzione gara mandi la safety car in pista per rimuovere la monoposto.

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