GP Germania F1 2016: il Processo al Gran Premio di Hockenheim

GP Germania F1 2016: il Processo al Gran Premio di Hockenheim
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    F1, Gp Ungheria   venerdì pregara

    Appassionati di Formula 1, benvenuti al nostro Processo al Gran Premio di Germania 2016 di Formula 1. Tre sono i temi sul banco. Tre temi che, probabilmente, si presenteranno ancora nei dibattiti di tutta la pausa estiva di questa stagione. Caso 1, la crisi Ferrari: dove sono i veri demeriti e di chi?. Caso 2, Rosberg sprecone: parte dalla pole ma regala la vittoria ad Hamilton: sono finite le sue ambizioni di vincere il campionato?. Caso 3, direzione gare sempre severa su chi tenta sorpassi azzardati: è questa la direzione che deve prendere la Formula 1?

    CASO 1: Ferrari in crisi nera, per colpa di chi? ACCUSA. La pessima stagione della Ferrari ha un solo responsabile. Il suo nome è Sergio Marchionne. E’ lui il capo supremo, è lui che prende le decisioni. E’ lui che spara proclami. E’ lui che adesso deve metterci la faccia e dare spiegazioni chiare a milioni di tifosi spazientiti. E’ lui che deve metterci anche testa e cuore per trovare tecnici sui quali costruire un progetto che sia davvero vincente. “Non esiste una Ferrari che non vinca. Non esiste una Ferrari che arrivi 5° o 6°…”, sono parole sue. Dette in tempi antichi. Tornate attualissime. E pesanti come macigni. DIFESA. Se la Ferrari non vince da quasi dieci anni e se di uomini ne sono cambiati a vagonate in tutti i reparti, allora il problema è altrove. Marchionne è l’ultimo arrivato. Avrà compiuto degli errori di ingenuità che non si perdonano facilmente ad un osso duro del suo calibro. Oggettivamente, va detto che è stato anche mal imbeccato. Si fida ancora di Arrivabene? Crediamo di sì. Non si fidava più di Allison che, evidentemente, gli aveva fatto promesse e venduto certezze costruite sulla carta. Marchionne ha avuto il coraggio di ripartire da Binotto e costruire una nuova squadra fondata sui talenti interni anziché continuare a prendere due di picche da Adrian Newey. Se ce la farà, sarà un eroe. Ma gli servirà tempo. A Montezemolo sonoci sono voluti 6/7 anni per iniziare a tirar fuori un ragno dal buco. La Mercedes ce ne ha messi 4. Le Red Bull 5. All’incirca.

    CASO 2: Rosberg si è arreso? ACCUSA. Rosberg non c’è più. Si è sciolto come neve al sole proprio davanti al pubblico di casa. In Germania Lewis Hamilton ha vinto ancora. Ha vinto anche non riuscendo ad ottenere la pole position. Due domeniche fa ha completato la rimonta ed ora ha preso ad allungare in classifica. Stiamo parlando del pilota più forte del momento che guida la macchina migliore. Che speranze ha Rosberg di tenere in piedi ancora il duello? Nessuna. E’ già stato battuto due anni a fila. Questo sarà il terzo. Hamilton è uscito in fretta dal tunnel della sfida e della depressione. Ora va come un treno. Senza limiti. DIFESA. Lo ha detto profeticamente Toto Wolff che la stagione si deciderà all’ultima gara. In Mercedes sanno qualcosa che a noi sfugge ma, probabilmente, saranno pronti a fare di tutto per tenere alta l’attenzione del pubblico su di loro. Mancano 9 gare e 225 punti da aggiudicare. Rosberg e Hamilton sono separati da 19. Succederà di tutto. Rosberg ha dimostrato di non essere uno che molla. Ha i suoi alti ed i suoi bassi. Ma anche Hamilton non è immune dall’essere vittima di clamorose nonché fatali distrazioni.

    CASO 3, direzione gara umilia lo sport? ACCUSA. Abbiamo assistito a bei sorpassi. Tirati, sofferti, disperati. Sorpassi che sono stati penalizzati dalla direzione gara. La stessa direzione gara che si inventa la ridicola soluzione degli “alert” ai piloti che escono dalla pista. Se vuoi che i piloti restino dentro certi limiti, devi far sì che non traggano vantaggio ad andare oltre. Diversamente, devi consentire che passino da lì. E basta. Vogliamo poi parlare del divieto dei team radio che, alla prima vera occasione in cui è stato infranto, ha generato subito una ridefinizione della norma e poi il suo annullamento? In uno sport in cui il millimetro fa la differenza tra trionfo o umiliazione, chi deve far rispettare le regole sembra un brando di dilettanti allo sbaraglio. Siccome sappiamo che non lo sono. Si diano una regolata! DIFESA. Proprio perché la Formula 1 è uno sport in cui i dettagli fanno la differenza, dare regole semplici e chiare è impossibile. Ci sono talmente tante varianti da prevedere che obbligano il regolamento ad essere lungo, complesso e cervellotico. Ad esempio, se ci sono vie di fuga in asfalto per questioni di sicurezza, è normale pretendere che il pilota non vada oltre nonostante ne possa trarre vantaggio. Così come, restando al solo GP di Germania di domenica scorsa, è normale penalizzare Rosberg per il sorpasso su Verstappen: si è buttato dritto per dritto spingendo l’olandese fuori e poi ha tentato una ridicola difesa sostenendo il contrario. Se poi vogliamo una Formula 1-Wrestling, allora lo si dica: niente sport ma solo spettacolo. E prevediamo anche spunzoni per speronare l’avversario o raggi laser per bucare le gomme di chi precede. Suvvia!

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