GP Giappone F1 2013: il Processo al Gran Premio! [FOTO]

Appassionati di Formula 1, benvenuti allo spazio dedicato al Processo al Gran Premo del Giappone 2013

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    Gran Premio del Giappone Formula 1, la gara

    Appassionati di Formula 1, benvenuti allo spazio dedicato al Processo al Gran Premo del Giappone 2013. I temi di discussione sul piatto di oggi sono quasi obbligati. Primo: facendo fare tre soste a Mark Webber, la Red Bull ha boicottato l’australiano per far vincere ancora una volta Sebastian Vettel? Secondo: Kimi Raikkonen sembra in netto calo… come mai? Terzo: alla luce anche di questa ennesima prestazione opaca, Felipe Massa merita davvero un top team per il dopo-Ferrari? O meglio, merita ancora di restare in Formula 1 nel 2014?

    CASO 1. Red Bull boicotta Webber?

    ACCUSA. Alzi la mano chi, una volta che Mark Webber si è trovato davanti a Romain Grosjean, ha pensato che l’australiano avrebbe vinto comodamente il Gran Premio del Giappone. Alzi la mano chi, non è riuscito a creder ai propri occhi quando si è reso conto che quelli della Red Bull – per davvero – lo hanno richiamato al box per fare la terza sosta. Si può anche capire che, in fase di pre-gara, era stata fatta una scelta tattica di questo tipo. Ma per come si stava evolvendo la gara, era evidente a chiunque che Webber doveva ritardare di qualche giro il secondo pit stop ed arrivare fino al traguardo, vincendo, con il terzo set di gomme! Come tutti gli altri, del resto… L’idea di montargli un quarto set di pneumatici, pur se Medium, è un chiaro regalo a Sebastian Vettel. Come se ne avesse bisogno!

    DIFESA. Regalo? Qualcuno dovrebbe spiegare che vantaggi ha la Red Bull a far vincere e stra-vincere Sebastian Vettel. Da che mondo è mondo, l’interesse dei costruttori è quello di portare al successo quanti più piloti diversi per dimostrare che i meriti sono da attribuirsi al “mezzo meccanico” più che alle doti del singolo sparuto pilota talentuoso sul quale possono fare affidamento. La teoria, quindi, che i lattinari abbiano fatto un patto col diavolo per far vincere Vettel sempre e comunque è poco credibile. Detto ciò, in merito ai fatti di Suzuka, va detto che dai rilevamenti fatti durante le prove libere, causa assetto più scarico e quindi meno gentile con le gomme posteriori, Webber non aveva garantito un buon passo gara per tutti i giri previsti con le gomme Hard in caso di tattica a 2 pit stop. Inoltre, avete visto Vettel come si è sbarazzato di Grosjean? Se ci fosse riuscito anche l’uomo che guida la macchina numero 2, allora il discorso per la vittoria sarebbe potuto essere ancora alla sua portata. La differenza tra essere 4 volte iridati e non si spiega anche così!

    CASO 2. Raikkonen emarginato o bollito?

    ACCUSA. Parliamoci chiaro. Anche in Corea, una settimana fa, se non ci fosse stata la safety car a rimescolare le cose, Raikkonen avrebbe preso paga da Grosjean. Non so se mi spiego: stiamo parlando di Romain Grosjean e non del nuovo Ayrton Senna. Non è ammissibile che un pilota esperto, già campione del mondo, all’apice della carriera, che gode di considerazione sterminata dentro e fuori il paddock, perda il confronto in pista con un ex-giovane talento che in questi anni di F1 si è messo in luce solo perché bravissimo a fare casini! L’unica speranza è che la vendicativa Lotus lo stia volutamente mettendo nelle peggiori condizioni per non fare bene. Ma ci credete davvero? Quelli di Enstone, solo per orgoglio, rinuncerebbero a conquistare pesanti punti e importanti soldi per una ragione così banale?

    DIFESA. E’ vero che Raikkonen ultimamente è meno brillante. Lo è in qualifica. In gara ci mette sempre una pezza. Non importa cosa è successo in queste ultime gare che possono avere una storia tutta loro. La classifica dice che Kimi sta a 177 e Grosjean a 87. I punti sono il doppio. Sono più quelli del finlandese anche se si prende solo le ultime 5 gare dopo la pausa estiva. Non è realistico credere che in Lotus facciano qualcosa per farlo andare più piano ma è altresì ovvio che il clima, almeno a livello empatico, è cambiato e Iceman non è più nelle condizioni per fare il meglio. Questo si riflette in qualche difficoltà di troppo in qualifica che, dobbiamo ammetterlo, non è mai stato il suo punto di forza.

    CASO 3. Felipe Massa merita ancora la F1?

    ACCUSA. C’è da essere lapidari: ma voi, immaginandovi a capo di una scuderia di Formula 1, davvero vi fidereste a dare la vostra monoposto a Felipe Massa per la stagione 2014 di Formula 1? Non avreste l’impressione di poter trovare con estrema facilità qualcuno più veloce, più talentuoso e più affamato? Perché il punto è proprio questo: il brasiliano, al di là di tutto, sembra aver perso completamente la fame. La grinta. Non riesce mai ad essere un animale da gara. E, quando ci prova, commette qualche stupido errore come in Corea.

    DIFESA. Che la storia tra Felipe Massa e la Ferrari dovesse finire è indiscutibile. Come molti sostengono, il brasiliano doveva lasciare Maranello già nel 2010. Vale a dire una volta capito che la convivenza tra lui e Alonso lo avrebbe portato alla rovina. Sportivamente parlando. Mettere Massa in un team con ambizioni può essere la svolta per il pilota e per la squadra. La Lotus ha il dovere di pensarci seriamente. Non solo. Il paulista è una buona opzione anche per Sauber e Force India che necessitano di professionisti con grande esperienza e ottime capacità di sviluppo da affiancare a qualche giovane talento. Se nuovamente responsabilizzato, Massa è perfettamente ancora in grado di tenersi un team sulle spalle. Fare certe affermazioni oggi sembra paradossale. Ma se ci sarà modo di averne dimostrazione… provare per credere!