GP Giappone F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani

Grosjean fa compagnia a Vettel tra i big del Gran Premio del Giappone 2013

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    Gran Premio del Giappone Formula 1, la Gara

    Dopo la nona di Beethoven arriva la quinta di Vettel. Il tedesco a Suzuka inanella la scala reale e marca la quinta vittoria consecutiva, meno scontata del solito e più sudata. Il titolo è una formalità da tempo, ormai. L’India, il palcoscenico giusto per cucirsi addosso la quarta stella mondiale.

    Il Gran Premio del Giappone 2013 ha restituito una lotta apparente che ha reso meno soporifera del solito la processione per 53 giri sul tracciato della Honda. Sono in due a strappare il massimo dei voti, mentre tra i rimandati c’è un terzetto che non ha scusanti per le posizioni in cui hanno concluso in terra nipponica. Vettel, ma anche Grosjean e Webber sugli scudi: non poteva essere altrimenti. Ordinaria amministrazione (e voti conseguenti) per Alonso e Raikkonen, con le due Sauber invece a confermarsi nello stato di grazia improvviso.

    Vettel e Grosjean, 10

    Gran Premio del Giappone Formula 1, la Gara

    Essere obiettivi significa riconoscere anzitutto la fortuna che ha avuto il tedesco in partenza, quando il contatto con Hamilton poteva dare tutto un altro segno alla sua gara. Gino veste i panni di Alonso 2012, Vettel si salva e resta con un’ala integra. Grosjean intanto vola via e si prende la sua dose di meritata popolarità guidando bene e davanti a tutti fino al pit-stop. Del francese va sottolineata ancora una volta la capacità di tirar fuori il massimo dalla Lotus in qualifica, a dispetto di un Raikkonen tutt’altro che arrembante quando c’è da staccare il tempo. Le ultime prestazioni di Romain lo investono della responsabilità di uomo squadra nel 2014: dovrà essere il riferimento.

    Vettel prende il massimo perché sa quando e come spingere, sa riprendersi la leadership, sa sudare e concludere sempre nella stessa posizione. Criticarlo? E per quale ragione?

    Webber, 8

    Gran Premio del Giappone Formula 1, la Gara

    Mark si esalta in qualifica, agguanta la pole position e assapora una domenica da leone. La realtà purtroppo per lui è un’altra, con una partenza tutt’altro che impeccabile nonostante partisse dal lato pulito della pista. La strategia a tre pit-stop evidentemente non è quella giusta per assaltare il fortino eretto da Vettel e il troppo tempo passato dietro Grosjean zavorra irrimediabilmente le sue chance di vittoria.

    Alonso, 6 e 1/2

    Gran Premio del Giappone Formula 1, la Gara

    Ricciardo? Un dettaglio. La Ferrari di Suzuka avrebbe terminato in ogni caso giù dal podio e la prestazione opaca in qualifica, se messa a confronto con quella di Massa, limita il voto dello spagnolo. Recupera posizioni, mantiene alle sue spalle Raikkonen e si sbarazza di un Hulkenberg guastafeste già in Corea. Dove possiamo attenderci un ultimo degno acuto in questo 2013? Non resta che Interlagos.

    Raikkonen, 6

    Vale per lui quanto è valso il più delle volte per Webber. Quando il tuo compagno di squadra vola ed esprime il meglio dalla monoposto, qualunque rimonta tu possa fare resterai sempre nell’ombra. Rimedia alle qualifiche disastrose e conclude in scia del suo futuro compagno di team, intanto Grosjean festeggia sul podio. Sottotono.

    Hulkenberg e Gutierrez, 7 e 1/2

    E’ una Sauber tornata ad alti livelli quella di Suzuka. Certo, il podio 2012 di Kobayashi è un lontano ricordo, ma portare Gutierrez in una dignitosa zona punti la dice lunga di quanto sia migliorata la monoposto elvetica nella seconda parte della stagione. Hulkenberg si conferma ad alti livelli con la prestazione in qualifica e il piazzamento in gara, ma è il messicano il vero termometro e parametro di riferimento per valutare il team di Monisha Kaltenborn. Il timore? Un 2014 senza una guida all’interno del box per far spazio a valigie di dollari e rubli.

    Rosberg, Button e Massa: 5

    Uno sconta l’errore del box, l’altro un passo indietro della McLaren, il terzo una differenza prestazionale tra qualifiche e gara imbarazzante. Rosberg, Button e Massa navigano tutti sulla mediocrità, temperata da quanto espresso al sabato. Trovarsi due Sauber davanti la dice lunga sulla loro gara. Chi può recriminare per colpe non sue è solo Rosberg, zavorrato di 20″ per il drive through, senza il quale forse sarebbe rimasto davanti a Gutierrez, comunque poca roba.