GP Giappone F1 2014, anteprima: la pioggia sulla strada di Hamilton e Rosberg

A Suzuka né Hamilton né Rosberg hanno mai vinto

da , il

    F1 GP Singapore 2014   venerdì pre gara

    E’ l’unica variabile potenzialmente in grado di scompaginare un copione altrimenti scritto. Dopo una lunga attesa, il Gran premio del Giappone potrebbe di nuovo regalarci una gara bagnata. Poche gocce in Ungheria contribuirono a creare scompiglio e caos, con una domenica tra le più divertenti dell’anno; a Suzuka, il meteo difficilmente concederà una tregua allo spegnimento dei semafori, così possiamo preparaci ad assistere a un gran premio movimentato.

    Sia Hamilton che Rosberg non hanno mai vinto sull’ottovolante giapponese e arrivano con stati d’animo contrapposti. Chi deve dare dimostrazione di non essersi smarrito è il tedesco: prima l’errore di Monza, poi la battuta a vuoto a Singapore – certo non imputabile a Nico – hanno rilanciato prepotentemente le chance di Hamilton.

    | MAX VERSTAPPEN, DEBUTTO RECORD: LEGGI QUI |

    Lewis è tornato in testa al mondiale e dopo un’estate a dir poco pessima, in termini di risultati e di tensione accumulata (l’incidente nelle qualifiche a Hockenheim, il rogo al sabato in Ungheria, il contatto a Spa al secondo giro), appare il favorito. In terra nipponica ha vinto al Fuji, manca lo zampino su uno dei circuiti Università della Guida.

    Se Singapore doveva essere il tracciato sul quale la Red Bull sarebbe stata più vicina e in grado di minacciare lo strapotere Mercedes, Suzuka lo è ancor di più. Peccato che ci siano i 61 giri di Marina Bay a mortificare le possibilità di successo di Ricciardo e Vettel: anche su una pista amica, Hamilton ha corso da padrone, annullando tutti gli avversari.

    | GP GIAPPONE 2014: ORARI TV E PROGRAMMAZIONE |

    Ben venga, quindi, la pioggia. I 5800 metri non regalano grandi opportunità di sorpasso ma sul bagnato le cose potrebbero cambiare notevolmente. Una variabile importante sul comportamento delle monoposto, almeno sull’asciutto, sarà rappresentata dalle gomme Pirelli. Suzuka è pista molto esigente, con i continui cambi di direzione e l’asfalto mediamente abrasivo, tanto da obbligare il gommista a portare le mescole più dure della gamma, che potrebbero creare qualche difficoltà alla Ferrari, apparsa in gran spolvero e a proprio agio a Singapore, almeno sulla prestazione secca.

    Un giro a Suzuka

    Il giro di pista inizia con la leggera staccata prima di curva 1, non una vera frenata, quanto piuttosto un curvone da affrontare scalando marcia e attaccandosi ai freni pensando alla seconda parte, da affrontare in quarta marcia. In uscita si sfrutta tutto il cordolo, per proiettarsi poi nel misto con le esse in sequenza – qui si farà sentire più che altrove il minor carico aerodinamico delle monoposto 2014 e il peso superiore – : una danza che richiede anteriore precisissimo nell’inserimento, da gestire con il gas e scalando progressivamente marcia, fino alla più lenta curva 6.

    E’ l’ultima destra che precede la lunga Dunlop Curve, una sinistra da affrontare in pieno, arrivando a staccare prima della Degner Curve: una marcia, poi piccolo dritto e altra frenata: curva da affrontare in terza marcia, si passa sotto il ponte in uscita, esaltando la trazione e pensando alla staccata del tornantino. E’ uno dei punti in cui provare il sorpasso: sbagliare l’ingresso è penalizzante in uscita, quando si va a richiamare nuovamente la trazione e davanti c’è un allungo importante, che porta alla Spoon Curve.

    Va affrontata come un’unica curva, pur avendo due punti di corda. Portare dentro tanta velocità, gestirla, richiamare l’anteriore all’interno e poi accelerare il prima possibile sul dritto che precede la 130R. Piega a sinistra affrontata in pieno fino allo scorso anno, con le macchine più pesanti e il minor carico aerodinamico potrebbe esserci qualche difficoltà in più quest’anno. L’ultimo punto chiave è la Triangle Chicane, la destra sinistra dalla quale uscire con la macchina più dritta possibile e scaricare tutti i cavalli sull’asfalto, prima del traguardo, unico rettilineo sul quale utilizzare il Drs.

    Fabiano Polimeni