GP Giappone F1 2014: Processo al Gran Premio dedicato all’incidente di Bianchi [FOTO]

Formula 1: processo al Gran Premio del Giappone 2014 dedicato interamente all'incidente di Jules Bianchi, alla FIA e al circuito di Suzuka

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    incidente bianchi suzuka f1 2014

    Foto: Twitter

    L’incidente di Jules Bianchi monopolizza l’appuntamento con il processo al Gran Premio del Giappone 2014 di Formula 1. Quanto capitato al pilota francese, stende un velo di incredulità e rabbia pensando che non si è trattato solo di fatalità ma ci sono delle responsabilità da accertare soprattutto nei confronti del circuito di Suzuka e della direzione gara. Molte sono le circostanze che hanno portato alla tragedia che ha scosso tutto il Circus e gli appassionati dello sport a motore. Abbiamo cercato di metterle in ordine per consentire a tutti i nostri lettori di farsi una opinione quanto più corretta sulla delicatissima vicenda che avrà certamente anche strascichi di natura legale.

    Partenza ritardata per ragioni televisive

    Quando il dramma arriva, si fa presto a fare facili moralismi in merito al fatto che la Formula 1 non dovrebbe mettere al secondo posto la sicurezza pur di ritardare la partenza della gara per renderla più facilmente visibile al pubblico europeo. Tuttavia stavolta c’era ampio margine per prevedere problemi determinati dal far scattare le auto alle ore 15 nipponiche anziché prima. Il carrozzone se n’è fregato altamente. Anche stavolta. E, stavolta, non è passata liscia. “C’era una pioggia con intensità di 20 millimetri d’acqua mentre le monoposto odierne possono stare in pista solo fino a 5 0 6. Le 15 era l’orario peggiore per partire, ha spiegato Grosjean. Sutil ha aggiunto:Si poteva gareggiare al mattino e ci sarebbero stati meno problemi, perché si sapeva che la pioggia sarebbe stata più intensa nel pomeriggio ma nessuno ha chiesto un parere a noi piloti”.

    La gara andava sospesa prima dell’incidente di Sutil

    Un punto di vista che merita attenzione è quello di Felipe Massa. Il brasiliano, amico di Bianchi dai tempi della Ferrari, è uno dei piloti più loquaci nel commentare la situazione della pista di Suzuka poco prima dell’incidente di Sutil che ha successivamente portato al drammatico impatto di Bianchi contro la gru dei commissari di percorso. “Oggi non c’erano condizioni adatte a correre. Abbiamo iniziato troppo presto e finito troppo tardi, perché alla fine non si vedeva più niente ed io era già da 5 giri che gridavo via radio che andava finita. La gara andava fermata prima!”, ha dichiarato Massa.

    C’è stata una safety car in meno

    “Si sa che quella dove sono uscito di pista è una zona delicata. In quelle condizioni c’era bisogno di far entrare la Safety Car – ha sentenziato uno scosso Adrian Sutil - Le bandiere gialle non erano sufficienti, perché c’era dell’aquaplaning in quella curva. La pioggia era in aumento e lì’ era molto difficile guidare senza commettere errori. Jules, infatti, ha fatto un testacoda simile al mio”. Jacques Villeneuve, in qualità di commentatore Sky, è stato ancor più netto:Se c’è l’incidente, deve uscire la Safety Car. Punto e basta! Non si devono fare altri ragionamenti se il vero obiettivo è la sicurezza. Negli Stati Uniti dove ho corso molti anni funziona così. Ma la Formula 1 non si vuole americanizzare troppo e queste sono le conseguenze”.

    In difesa di Charlie Whiting

    E’ il direttore di corsa uno degli uomini maggiormente sotto pressione in questo momento. In suo supporto, però, si muovono alcuni addetti ai lavori. Il primo è Niki Lauda che, intervistato da Sky Sport F1, parla di fatalismo:“Il motorsport è pericoloso e oggi c’è stato un incidente incredibile con una macchina che va fuori poi arriva la gru e poi Bianchi. Non si poteva prevedere. Penso che non sia colpa di nessuno e la FIA ha fatto il suo dovere”. Anche Hamilton è sulla stessa lunghezza d’onda del suo capo:“Rientra tra le normali attività della sicurezza quella di far entrare i mezzi in pista per rimuovere vetture incidentate. In quel tratto c’erano bandiere gialle che ti indicano di alzare il piede“. Un ultimo tentativo discolpa la Federazione se lo fa da sola. Nel comunicato ufficiale sull’incidente di Bianchi, viene specificato chiaramente che c’erano “doppie bandiere gialle esposte”. Ciò significa non solo che il pilota deve alzare il piede ma che doveva rallentare di più: tanto da essere persino in grado, all’occorrenza, di fermarsi. Bianchi non ha fatto ciò? Oppure quella gru era decisamente fuori posto? In quelle zone vanno messi dei bracci meccanici che sporgono sulla pista ma che hanno la base dietro le barriere. Oppure si fa entrare il mezzo ma anche la Safety Car. Ma di questo abbiamo già parlato…