GP Giappone F1 2015, il processo alla gara di Suzuka

Il Processo al Gran Premio del Giappone 2015 analizza tre scenari chiave con altrettanti accusati: Rosberg, l'accoppiata Honda-Alonso e la Williams. Da che parte state?

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    Torna al successo la Mercedes, nel Gran Premio del Giappone 2015, con una gara dominata e senza avversari in grado di impensierire Hamilton. Vincitore al quale non si può muovere alcuna critica, mentre qualche “sospetto” resta su Nico Rosberg: avrebbe potuto osare di più in curva 2? E’ uno dei nostri protagonisti a processo, in “buona compagnia”, vista l’imbarazzante performance Honda sul circuito di casa, non senza una co-responsabilità per il team radio di Fernando Alonso. Terzo caso che lascia margini di discussione è l’incapacità Williams di elaborare una strategia che sia quella corretta nelle fasi di gara più calde. Come sempre, due linee da sposare: difesa o accusa, nel processo al Gran Premio del Giappone a Suzuka.

    Rosberg

    ACCUSA - Parte così-così dalla pole position, lasciando spazio a Hamilton per affiancarlo e cercare l’interno in curva 1. Tira la traiettoria esterna sperando di chiudere curva 2, ma si ritrova tagliato fuori. Non ha mostrato mordente e cattiveria nel chiudere con maggior decisione la linea al campione del mondo e nel dopogara spiegherà come avrebbe rischiato l’incidente. Ecco, non ha più nulla da perdere e corre come se fosse lui in testa al mondiale. L’errore nel non chiudere la porta subito dopo lo start e in curva 2 denotano uno status acclarato di seconda guida. Il mondiale non lo vincerà mai.

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    DIFESA - La partenza non è stata impeccabile, ha provato a resistere quando si è accorto che Hamilton aveva preso la linea migliore all’interno in curva 2, per farlo però si è ritrovato lungo per chiudere alla corda e, visti i precedenti nelle battaglie corpo a corpo (Belgio 2014), si è comportato saggiamente, non rovinando la gara sua e di Hamilton, inaccettabile dopo la debacle di Singapore. La gara l’ha persa allo spegnimento dei semafori, il comportamento alla seconda curva di Suzuka non va biasimato eccessivamente.

    Honda-Alonso

    ACCUSA - Entrambi colpevoli. La Honda perché effettivamente dopo due terzi di mondiale ancora manda in pista una power unit da GP2, imbarazzante e senza orizzonti di miglioramento. Alonso perché non si leva il vizio di scenate teatrali in mondovisione, dopo le sparate monzesi dell’epoca Ferrari, a Suzuka svergogna tutta la Honda sul loro circuito. Non sa fare squadra, grave mancanza per un campione la cui velocità è indiscutibile. Certo, i progressi sul motore procedono con una lentezza tale che serviranno anni prima di eguagliare i migliori.

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    DIFESA – Solo per lo spagnolo, la cui frustrazione è comprensibile, così come comprensibilmente ha sbottato all’ennesimo sorpasso sul dritto, su un circuito tradizionalmente avaro di chance per sorpassare. Non voleva essere un’offesa diretta alla Honda, quanto è sembrato piuttosto un esplodere all’ennesimo affronto alla sua classe. Indifendibile la Honda, pur su un tracciato che era legittimo attendersi ostico per la casa giapponese. Preoccupante è, semmai, l’assenza di concreti passi avanti.

    Williams

    ACCUSA - Quando c’è una strategia da mettere a punto, bene che vada la indovinano a metà. Accade anche a Suzuka, dove la prima sosta viene correttamente anticipata, poi però si dimenticano di difendersi dall’undercut di Raikkonen e lasciano troppo a lungo Bottas in pista, perdendo tutto quello che c’era da perdere, posizione compresa. E’ stato tra i piloti che ha coperto il maggior numero di giri nello stint centrale di gara, ricavandone solo una posizione persa all’arrivo.

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    DIFESA – Difficile pronunciare una linea difensiva per un team che, a Suzuka, ambiva a stare davanti alle Ferrari, come le qualifiche del sabato avevano dimostrato essere possibile. In gara, invece, manca la velocità e la strategia torna a fare acqua da tutte le parti. Avesse accorciato lo stint centrale, fermandosi prima di Raikkonen come accaduto per la prima sosta, avrebbe conservato la posizione.