GP Giappone F1 2015, Suzuka: le Pagelle da 10 a 0!

Formula 1 2015: pagelle dal Gran Premio del Giappone, scopri e commenta i migliori ed i peggiori a Suzuka dopo la vittoria di Hamilton con la Mercedes

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del Gran Premio del Giappone 2015 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori della gara di Suzuka troviamo al primo posto quella Mercedes che rimette in pista il proprio dominio facendo dimenticare in modo netto la debacle di sette giorni fa a Singapore. Restando nel box dei tedeschi, va detto che è ottima anche la gara di Lewis Hamilton che risolve alla prima curva il problema di non essere riuscito ad ottenere l’ennesima pole position e poi domina senza tentennamenti. Va male a Rosberg ma va malissimo, in casa propria, alla McLaren-Honda che deve anche gestire le provocazioni via radio di un Fernando Alonso tornato polemico come ai tempi della Ferrari.

    Voto 10: Mercedes

    Ottava doppietta dell’anno. Come dire che il merito di questo successo parte soprattutto dalla macchina. Rimettono a posto con un sorriso a mezza bocca tutti i dubbi nati a Singapore. La Mercedes è ancora là in alto e inarrivabile. Meglio degli altri su tutta la linea. Dalla potenza della power unit alla gestione gomme che consente di scegliere la strategia migliore in base alla situazione.

    Voto 9: Hamilton

    Si sbarazza di Rosberg alla partenza distruggendo immediatamente le velleità del compagno di box in una delle rare domeniche in cui aveva avuto la meglio sul giro secco. Se non si dà una regolata, finirà la stagione compiendo atti di bullismo ai danni del povero tedesco.

    Voto 8: Vettel – Raikkonen

    Diamo un “+” in più a Vettel per il semplice motivo che si guadagna una seconda fila al sabato che lo proietta immediatamente sul podio di Suzuka. Raikkonen poteva rifarsi nel secondo tentativo se non ci fosse stato l’incidente di Kvyat che ha interrotto anzitempo le qualifiche. La storia non si fa con i “se”, le pagelle un po’ sì. Di fatto, al di là del traffico che rallenta un po’ di più Iceman, si rendono protagonisti di una gara simile, così come il risultato e i numeri raccontano.

    Voto 7: Verstappen

    Da 17esimo a 9° a suon di sorpassi duelli e scintille senza mai far saltare in aria neppure un pezzetto di carbonio per giunta su una pista non adattissima ai duelli… il buon Max Verstappen festeggia i 18 anni alla grande. E le glorie che furoreggiano oggi sul podio, già iniziano a sentirsi terribilmente vecchie.

    Voto 6: Lotus

    La gara di Grosjean e Maldonado, incredibilmente solida e pragmatica visti i soggetti, curata in ogni minimo dettaglio da una squadra che vuole a tutti i costi crederci ancora, stride con la situazione economica critica del team che non riesce neppure a pagarsi la trasferta dell’hospitality per Suzuka. Il resto del 2015 sarà un calvario. Poi si spera che torni Renault a ricomprasi tutto. E via così.

    Voto 5: Bottas

    Il circuito di Suzuka era uno delle ultime occasioni di rivederlo sul podio. Poteva e doveva sfruttare meglio il passo della Williams anche in considerazione del fatto che non aveva neppure il compagno-rivale tra i piedi dato l’incidente che ha colpito Massa al via. Lui non sembra in versione “furore” e il team non l’aiuta neppure con la strategia. In giro, comunque, si è visto di peggio.

    Voto 4: Red Bull

    Non hanno tutte le colpe loro. Kvyat distrugge macchina e weekend durante l’ultima mance delle qualifiche. Ricciardo si trova messo male dopo la foratura della prima curva. Risultato? Entrambi i piloti sono chiamati ad una rimonta furiosa che, però, non riescono a concretizzare anche a causa di una macchina lontana parente di quella vista a Singapore. Qualcuno sospetta che siano andati piano apposta per non mettere troppa paura alla Ferrari in ottica 2016 e riuscire, così, a farsi dare i suoi motori. Mah.

    Voto 3: Rosberg

    La sua gara merita almeno 9. Se fossimo stati ad inizio stagione, s’intende. SI muove da campione consumato per acciuffare il secondo posto dopo una brutta partenza. Ma se si guarda la sua prestazione in ottica campionato, allora cambia tutto. In una delle rare occasioni che gli capitano di partire davanti ad Hamilton, Rosberg non può concedersi il lusso di un brutto scatto al via. Era obbligato a giocarsi meglio le sue carte che, da oggi in poi, non valgono praticamente più nulla.

    Voto 2: Sainz

    Bastonato nel morale da un ordine di scuderia non rispettato da Verstappen e dalle parole del suo boss Franz Tost che ha dato ragione al compagno di box, Carlos Sainz appare svogliato e demotivato. Commette una grave leggerezza all’ingresso della pit lane quando colpisce il birillo e spacca l’ala anteriore. Senza il tempo perso per la sostituzione, avrebbe tenuto dietro il compagno Max anziché finire sverniciato alla chicane del triangolo manco fosse un doppiato che lascia volutamente strada.

    Voto 1: McLaren-Honda

    Delle colpe di Alonso parleremo sotto. Delle sue ragioni, parleremo qui: lo spagnolo era alla ricerca di vittorie e non di soldi quando ha accettato la sfida McLaren-Honda. E’ stato lusingato con promesse che si sono sciolte, mese dopo mese, come un gelato in frigorifero. Se ha voglia di presentare il conto, il suo conto, è libero di farlo. Se le cause di tanti problemi stanno in un atteggiamento ottusamente autarchico che contraddistingue la filosofia nipponica, quella stessa filosofia che non ha mai portato a vincere né la Honda, né la Toyota, allora il vecchio Nando doveva pensarci prima. Ma questa è un’altra storia. Vedi sotto.

    Voto 0: Alonso

    Lo confesso. Sono uno di quelli che sogna il ritorno di Alonso in Ferrari nel 2017 in coppia con Vettel, quando Raikkonen sarà in pensione e la Rossa sarà di nuovo competitiva. A proposito di Vettel, però, urge una riflessione: il tedesco dopo un prestazione come al solito impeccabile, chiede scusa al suo team per non essere riuscito a tenersi dietro Rosberg. Alonso, invece, spara via radio messaggi quanto mai polemici contro la Honda (“mi avete dato un motore da GP2″, ndr) proprio nella loro gara di casa. Quale affronto peggiore? Si difenderà dicendo che era un messaggio “privato” per il suo team e che non andava reso pubblico. Ma vuole farci credere di essere così scemo da non sapere cosa va in onda e cosa no? Suvvia. Alonso merita di passare alla storia come uno dei più forti di sempre e non come un bicampione qualunque che ha vinto meno di quanto meritasse a causa dei suoi problemi caratteriali. Men che meno come uno sbruffone egocentrico che si sta solo sopravvalutando…