GP Giappone F1 2016, il Processo alla gara di Suzuka

GP Giappone F1 2016, il Processo alla gara di Suzuka

Hamilton sbaglia ancora una volta, Ferrari raccoglie meno di quanto atteso

da in Circuito Suzuka F1, Formula 1 2017, GP Giappone F1
Ultimo aggiornamento:

    Un passo in più verso il titolo mondiale per Nico Rosberg, dopo il successo nel Gran Premio del Giappone 2016. Una vittoria netta e mai messa in discussione, quelle discussioni da fare, invece, sull’ennesimo errore in partenza di Lewis Hamilton. Oppure, sulla strategia poco convincente della Ferrari o, ancora, su una McLaren che puntualmente, appena arriva la gara di casa sul circuito della Honda, riesce a segnalarsi per una mancanza di competitività imbarazzante. Sono i tre temi del Processo alla gara, da analizzare come consuetudine attraverso due punti d’osservazione.

    ACCUSA - Sembrava fosse tutta colpa della chiazza d’umido sulla piazzola di partenza, invece no, Lewis sbaglia lo stacco della frizione e quasi resta piantato sulla griglia. L’ennesimo errore stagionale che compromette la gara e la rincorsa al titolo. Episodio a parte, non piace nemmeno l’indisponenza verso la stampa, il rifiuto di rispondere alle domande dopo le polemiche per quanto fatto al giovedì, quando era più interessato a giocare con Snapchat che non a dimostrare rispetto per giornalisti e altri piloti accanto a lui. Sembra quasi che dell’obiettivo principale, del titolo mondiale, non gliene importi più di tanto, giunti a questo punto.

    DIFESA – Le polemiche sull’uso del social network durante la conferenza stampa del giovedì sono sterili, perlomeno abbiamo un po’ di movimento e qualcosa di cui scrivere, nel solito nulla che riempie l’incontro con i giornalisti. Quanto alla partenza, l’errore è figlio della volontà di trovare uno stacco a bassi giri, avere la motricità migliore per evitare il pattinamento con la chiazza d’umido esattamente sulla ruota posteriore sinistra. Ha sbagliato lo spunto e questo ne ha condizionato tutta la gara. Adesso sarà difficilissimo vincere il titolo, perché la pressione è tutta sulle spalle di Lewis.

    Le pagelle del Gran Premio del Giappone

    ACCUSA - Il cambio continua a dare problemi. Le chance di podio c’erano tutte, Raikkonen aveva velocità e determinazione per stare là dove ha chiuso Verstappen, ma l’ennesimo problema con la trasmissione costringe a sostituire il cambio e per Kimi c’è la mazzata di 5 posizioni di arretramento. Cosa dire, poi, dell’originale scelta di montare gomme morbide in occasione della seconda sosta di Vettel? Perché non coprirsi da Hamilton, andare in marcatura e assicurarsi il podio, utilizzando gomma dura, anziché andare a sfidare un Verstappen con il rischio di essere tagliati fuori come poi è accaduto anche da Hamilton? Azzardi incomprensibili, per chi fatica a strappare un podio con costanza.

    DIFESA – Anzitutto va riconosciuto come la prestazione a Suzuka sia stata molto al di sopra delle aspettative della vigilia. Ferrari competitiva e che avrebbe meritato molto di più in gara. Quanto all’episodio della tattica – evidentemente sbagliata – le decisioni al muretto, concordate con il pilota, tengono conto di simulazioni e scenari complessi, per cui la gomma morbida era nettamente più veloce di quella dura e la speranza era di poter sfidare una Red Bull apparsa tutt’altro che superiore alle Rosse in Giappone. La “sfortuna” è stata di ritrovarsi un Hamilton in chiaro recupero, che ha beffato Vettel. Montare le gomme morbide per attaccare la Red Bull, senza tuttavia andare più lunghi nello stint centrale, avrebbe significato un rischio ulteriore, quello di una gomma in crisi nel finale per i troppi giri compiuti.

    ACCUSA – E’ un rebus. Da prestazioni interessanti, dall’arrivo a punti nelle ultime gare, riescono a ripiombare nelle retrovie proprio nella gara di casa. Imbarazzante. Hanno sostituito la power unit di Alonso a Sepang per non dover arretrare in griglia a Suzuka, ma la partenza in pessima posizione è arrivata ugualmente, causa totale assenza di competitività. Che non avrebbero avuto grandi chance di recupero lo conferma anche la decisione di mandare Button in fondo alla griglia, sostituendo la power unit con quella evoluta negli scarichi e nel basamento. Che dire, un enigma questa McLaren.

    DIFESA - Un week end storto può capitare a tutti, certo assume un rilievo più importante se dopo due arrivi a punti consecutivi la battuta d’arresto si verifica in casa. Non è solo un problema di motore Honda, a Suzuka servono altre doti, telaistiche e aerodinamiche in primis, e qui la McLaren ha reso molto al di sotto delle aspettative. Cosa li aspetta nelle ultime gare è un mistero, perché si andrà su piste più da motore, forse il ritorno alla competitività lo troveremo solo ad Abu Dhabi.

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