GP Giappone F1 2016, la storia: 1998-2015

GP Giappone F1 2016, la storia: 1998-2015
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 04/11/2016 07:01

    Circuito Suzuka GP Giappone 2012

    E’ tra le piste più spettacolari ed esigenti del mondiale. Suzuka ha contribuito a creare e alimentare rivalità storiche, decidendo spesso le sorti del titolo mondiale. Senna-Prost, Schumacher-Hakkinen, sono due dei momenti più alti che si sono vissuti sulla pista di proprietà della Honda, che dal 1987 ospita il Gran Premio del Giappone. In due edizioni, nel 2007 e nel 2008, si è corso al rinnovato circuito del Fuji, per quella che sarebbe dovuta essere un’alternanza nell’organizzazione, di fatto interrotta sul nascere. Suzuka è il teatro del ritorno al titolo mondiale piloti per la Ferrari, nel 2000. E’ il palcoscenico del titolo strappato per un soffio da Schumacher, nel 2003, ai danni di Raikkonen. Ha deciso il mondiale del 2006, consegnandolo a Fernando Alonso. Per seguire LIVE in diretta web la gara del GP Giappone F1 2016, BASTA CLICCARE QUI!

    Schumacher e Hakkinen sono stati i Senna e Prost a cavallo del 2000. Il brasiliano e il francese incrociarono le armi tra il 1988 e il 1990, con le feroci battaglie in pista (e fuori) che portarono all’aggancio dei due alla chicane del Triangolo, alla rimonta dopo una partenza al rallentatore che valse il titolo a Senna (1988) e al lucido momento di follia del 1990, quando alla prima curva Ayrton centrò in pieno la Ferrari di Prost, perché sentiva d’aver subito un torto, con lo spostamento della pole position sul lato sfavorevole della griglia.

    1998: Schumacher-Hakkinen, prima ripresa Il round decisivo per il titolo mondiale si apre con la pole position di Schumacher davanti ad Hakkinen. Ma in griglia di partenza il tedesco fa spegnere la Ferrari: il mondiale è compromesso. Partirà dal fondo dello schieramento e la rimonta terminerà a 20 giri dal termine quando, sul rettilineo di partenza, la gomma posteriore destra andrà in frantumi dopo esser passato sui detriti di un incidente alla chicane del Triangolo. Hakkinen vincerà la gara e il primo titolo in carriera, Schumacher rivivrà il finale del 1997.

    1999: Irvine spera nel colpaccio E’ la stagione dell’infortunio di Silverstone per Schumacher, che deve lasciar spazio al comprimario Irvine nella lotta per il mondiale. Chi non manca all’appello è il solito Hakkinen. Schumacher promette fedeltà all’irlandese, aiutandolo cercando la vittoria e togliendo punti al finlandese, come già fatto nella gara del rientro, in Malesia a Sepang. Non riuscirà nell’obiettivo e Hakkinen per il secondo anno consecutivo vince gara e titolo mondiale. Le sorti della corsa si decidono in partenza, con Schumacher in pole sopravanzato da Hakkinen, mentre Irvine resterà a lungo bloccato ai margini del podio, che agguanterà nelle battute finali. La Ferrari si consola con la vittoria del titolo Costruttori, dopo 16 anni di astinenza.

    2000: si conclude la rincorsa iridata E’ l’anno del coronamento del sogno iridato di Schumacher con la Ferrari e la lotta è ancora con il rivale di sempre: Mika Hakkinen. Fanno gara di testa, appaiati fino al secondo pit-stop, quando il tedesco resta in pista i pochi giri necessari per recuperare il margine che lo separava dal finlandese. Poi, ci pensano i meccanici Ferrari a compiere il miracolo e rispedire Schumacher in pista davanti ad Hakkinen. Apoteosi Rossa che nemmeno poche gocce di pioggia riescono a fermare: Schumacher è campione del mondo 21 anni dopo Jody Scheckter.

    2001-2002: Suzuka non vale un mondiale Sono gli anni del dominio assoluto Ferrari, con i campionati del mondo chiusi già a metà stagione e anche la gara di Suzuka perde la sua valenza di giudice per il titolo. Nel 2001 Montoya e Coulthard finirono sul podio alle spalle di Schumacher, con l’incidente tra il giovanissimo Kimi Raikkonen e Alesi a movimentare la corsa. Nel 2002 monopolio Ferrari, con la quinta doppietta consecutiva Schumacher-Barrichello, al terzo posto arriverà un cliente scomodo per il 2003: Raikkonen su McLaren.

    2003: Schumacher per un soffio E’ il titolo mondiale meno festeggiato probabilmente tra i 7 del campione di Kerpen. Kimi Raikkonen ha minacciato fino all’ultimo il successo del tedesco, che a Suzuka per diventare campione doveva agguantare un punto, e più del misero punticino non ha fatto. Griglia di partenza condizionata dalla pioggia, con Raikkonen ottavo e Schumacher 14mo. In testa, grazie alla vittoria di Barrichello, Raikkonen non recupera i punti necessari e vede sfumare il titolo piloti con la McLaren. Sarà un gran premio ad alta tensione per Schumacher, con diversi contatti nelle retrovie, mentre provava a rimontare: prima Sato, poi con il fratello Ralf. Al termine arriverà l’ottava posizione buona per conquistare il punto mondiale.

    2004: il ciclone stravolge le qualifiche Più della gara, del 2004 si ricorderà il ciclone che costrinse gli organizzatori a spostare le qualifiche alla domenica mattina. Prove e gara nella stessa giornata. Vincerà Schumacher davanti al fratello Ralf e a Jenson Button.

    2005: rimonta leggendaria Partire 17mo e vincere, a Suzuka non è impresa semplice. E’ quanto riuscito nel 2005 a Kimi Raikkonen, emulato da Fernando Alonso, seppur lo spagnolo si fermò sul terzo gradino del podio, dopo il via in 16ma posizione. Tra i due, Giancarlo Fisichella. Gara che verrà ricordata anche per l’incidente di Montoya al primo giro, andato a sbattere nella curva che immette sul rettilineo dei box e i sorpassi di Alonso su Schumacher e Raikkonen su Fisichella all’ultimo giro.

    2006: motore Ferrari in fumo insieme al mondiale E’ lotta ravvicinata tra Alonso e Schumacher per il titolo, e il tedesco comanda la gara davanti allo spagnolo. Una cavalcata con i due distanziati di pochi secondi, fino a quando, giro 37, il motore Ferrari decide di appiedare Schumacher dopo 6 anni: prima rottura dal Gran Premio di Francia del 2000, quella che consegnerà ad Alonso la corona iridata. Dietro allo spagnolo, sul podio, andranno Massa e Fisichella.

    2007: torna il Fuji Il Gran Premio del Giappone si corre al Fuji. Da Suzuka, espressione della Honda, al Fuji, impianto di proprietà della Toyota. Ad accogliere i piloti in gara c’è un acquazzone degno di quello che nel 1977 1976 lasciò polemiche importanti tra Lauda, Hunt e un presunto accordo non rispettato. Nel 2007 la direzione gara impone ai piloti di partire con gomme da bagnato estremo, direttiva non firmata dalla Ferrari che firma la debacle montando le intermedie. La corsa sarà caratterizzata dal brutto incidente di Fernando Alonso con la McLaren e dal tamponamento della Toro Rosso di Vettel ai danni della Red Bull di Webber; tamponamento “indotto” da Hamilton, che aveva rallentato eccessivamente l’andatura dietro alla safety car. La vittoria andrà al pilota della McLaren, davanti a Kovalainen e Raikkonen, autore di una grande rimonta.

    2008: Alonso al bis stagionale Emozioni concentrate in avvio, nel 2008, sempre al Fuji. La partenza dalla pole di Hamilton non è di quelle da ricordare e alla prima staccata è battaglia con Raikkonen e Kovalainen. Hamilton verrà penalizzato per la resistenza al via con un drive through mentre in testa Kubica comanderà la gara fino al pit-stop, quando Alonso si involerà verso il successo finale. Sul terzo gradino del podio, Raikkonen.

    2009: nuovamente Suzuka In prima fila, accanto a Vettel, c’è Jarno Trulli con la Toyota, mentre l’altro portacolori del team giapponese è protagonista di un brutto incidente che lo estrometterà dalla gara. In partenza Hamilton, terzo, scavalca Trulli e insegue il leader Vettel, che vincerà resistendo anche agli attacchi portati dopo la safety car, entrata dopo l‘incidente di Alguersuari alla curva 130R.

    2010: qualifiche di nuovo alla domenica Si ripete quanto avvenuto nel 2004: le qualifiche vengono disputate al mattino della gara, a causa di un forte acquazzone che rese impraticabile il circuito al sabato. Dalla pole parte Vettel davanti a Webber, Hamilton e Kubica, con il polacco che al via si colloca all’inseguimento di Vettel. Purtroppo per il pilota della Renault, la posteriore destra si sfila dopo il pit-stop e sarà costretto al ritiro. Vittoria per Vettel davanti a Webber e Alonso.

    2011: Button vince nella sua seconda patria Non riesce a capitalizzare la pole position del sabato, Sebastian Vettel. Al via mantiene la testa, mentre Hamilton sopravanza Button. Sarà quest’ultimo però ad agguantare la prima posizione e mantenerla fino alla fine, davanti a Fernando Alonso, abile a scavalcare Vettel grazie al gioco dei pit-stop. I primi tre concluderanno racchiusi in 2 secondi.

    2012: Vettel Grand Chelem, Koba a podio

    Non c’è solo il ritiro alla prima curva di Alonso nell’edizione 2012. Lo spagnolo vola via a causa della posteriore sinistra tagliata nel contatto con la Lotus di Raikkonen e saluta il mondiale. Dopo la safety car Vettel è senza avversari, così l’attenzione è rivolta al podio, con Kobayashi davanti a Button e Massa. Il brasiliano riesce a scavalcare entrambi dopo il primo pit-stop, mentre il giapponese della Sauber raccoglie uno storico terzo posto in casa. Bel duello tra Hamilton e Perez: il messicano nelle prime fasi di gara attacca e supera l’inglese, cui strapperà il sedile in McLaren per il 2013; al secondo tentativo, però, Hamilton chiude la traiettoria e Perez termina la gara nella via di fuga. Suzuka 2012 è anche il week end dell’annuncio di Michael Schumacher: il tedesco si ritira definitivamente dalla Formula 1.

    2013: Vettel infrange i sogni di Grosjean

    A Suzuka, la pole al sabato va a Mark Webber davanti a Sebastian Vettel, ma entrambi verranno fulminati in partenza da Romain Grosjean, qualificatosi quarto e abile a scattare meglio di tutti. Lewis Hamilton, terzo in griglia, è sfortunato e tocca con la sua posteriore destra l’ala di Vettel, con la conseguente foratura della gomma, il rientro ai box e un successivo ritiro all’ottavo giro. Si rivive quanto accaduto 12 mesi prima con Alonso e Raikkonen. La gara si sviluppa con la Lotus di Grosjean davanti a Webber e Vettel; per provare a cambiare l’esito, Webber cambia strategia e va sulle tre soste, che gli consentiranno di attaccare il francese nelle battute finali, mentre Vettel, su due pit, vincerà la corsa. Penalizzato nuovamente Mark. Dietro al terzetto di testa, Alonso chiude quarto, in una gara che l’ha visto battagliare con Massa e Hulkenberg nelle battute iniziali.

    Nel 2014 è stato Lewis Hamilton, al suo trentesimo successo nel mondiale, a tagliare per primo il traguardo preceduto nell’ordine di arrivo il proprio compagno di squadra, Nico Rosberg, e Sebastian Vettel su Red Bull Racing-Renault. La gara però verrà purtroppo ricordata negli annali per il tragico incidente di Jules Bianchi della Marussia. Il pilota uscì di pista andando a sbattere contro un mezzo di servizio intento a spostare la Sauber di Adrian Sutil rimasta ferma vicino alle barriere. L’impatto su tremendo e a seguito di tale episodio la corsa venne sospesa. il francese, entrò subito in coma e morì dopo più di 9 mesi, il 17 luglio 2015 a Nizza. Dopo 21 anni la morte tornò a bussare alle porte della Formula 1 portandosi via uno dei piloti più promettenti del Circus.

    Nel 2015 fu ancora Lewis Hamilton su Mercedes ad imporsi. Il pilota britannico, dopo un’ottima partenza nella quale infilò il poleman Rosberg, riuscì a tenere un grande ritmo per tutta la gara vincendo meritatamente con oltre 18” di vantaggio sul primo inseguitore. Rosberg, dopo alcuni problemi nei primi giri, riuscì a chiudere al secondo posto davanti alla Ferrari di Vettel. Negli ultimi giri il tedesco della Rossa di Maranello provò l’affondo ma fu vano. Per Hamilton fu il 41° successo ed eguagliò Ayrton Senna nella speciale classifica di tutti i tempi.

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