GP Giappone F1 2016: le pagelle da 10 a 0!

Formula 1 2016: pagelle dal Gran Premio del Giappone a Suzuka. Scopri i migliori ed i peggiori della gara che visto trionfare Rosberg e la Mercedes!

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nelle pagelle del Gran Premio del Giappone 2016 di F1. Nella nostra speciale classifica da 10 a 0 dei migliori e dei peggiori sul difficilissimo circuito di Suzuka, mettiamo al primo posto proprio… la pista di Suzuka! Dopodiché, diremo benissimo anche di Nico Rosberg e Max Verstappen. Alti e bassi per la Ferrari. Male Hamilton, malissimo la Honda.

    Voto 10: Suzuka

    Suzuka è una pista vera. Trasuda storia. Ogni curva può raccontare grandi duelli, sfide disperate ed anche tragedie. In pratica, può raccontare quello che rende mitico lo sport a motore. Anche questa edizione non delude le aspettative. E lascia tanti insegnamenti a quelli con meno memoria. Ne devo ricordare uno? Ad esempio, quello sui doppiati: fanno parte del gioco e vanno sfruttati a proprio vantaggio senza stare a lamentarsi troppo se fanno perdere tempo.

    Voto 9: Rosberg

    Nico Rosberg mette a segno il primo set ball ipotetico denotando una naturale propensione a respirare l’aria di alta classifica. Niente braccino per lui. Neppure quando conta. Non più eterno incompiuto. Poi, il vecchio lupo della pista, ci stende con lo sguardo e ci ricorda che strada ce n’è ancora tanta. Ha ragione. Ma non del tutto. Quello che è accaduto a Suzuka potrebbe essere decisivo.

    Voto 8: Verstappen

    Questo Verstappen è un campione del mondo bello e finito. Gli basterà avere la macchina giusta. Anzi, probabilmente, gli basterà pure qualcosa di un po’ meno. Il resto ce lo metterà lui. Resta solo da chiarire il Grande Disegno che lo vede sempre uscire impunito da manovre compiute al limite del regolamento. Anziché aiutarlo, il presunto favoritismo dei giudici rischia di farlo diventare antipatico. Come tutti i vincenti, del resto… no?

    Voto 7: Vettel

    Nei primi giri fa effetto il peperoncino che gli hanno messo nel sedere. Guida una Ferrari ma compie manovre che riescono solo a lui. Non al suo compagno di squadra, né tantomeno a quell’Hamilton che resta intruppato nel traffico con una Mercedes dal potenziale stellare. Sarebbe una corsa da 11 e lode se non fosse complice del pasticcio tattico che lo fa piombare addirittura fuori dal podio.

    Voto 6: Red Bull

    E’ poco comprensibile che su una pista di telaio come Suzuka non siano riusciti ad andare più forte delle acciaccate Ferrari. E’ assolutamente inconcepibile che Ricciardo abbia lamentato problemi di potenza senza che siano riusciti a risolverli pur avendo un intero weekend a disposizione. Al netto di ciò, c’era uno dei loro sul secondo gradino del podio. Eh già. Ancora là.

    Voto 5: Ferrari

    Pasticcio tattico da approfondire per pochi istanti. Vettel sostiene che aveva senso rischiare per provare ad invertire l’esito già scontato della gara. Un conto è rischiare, un conto è suicidarsi. Se la Ferrari voleva rischiare, poteva tentare di anticipare il pit stop su Verstappen quando gli era a tiro. Ce l’avrebbe fatta a stare davanti. E, per quel che abbiamo visto, le gomme avrebbero retto fino alla fine. I dati erano in loro possesso per fare il ragionamento giusto. Altro che senno di poi. Tuttavia, non siamo a toccare il fondo: in Giappone le Rosse sono andate oggettivamente più forti delle Red Bull. C’è ancora vita!

    Voto 4: Mercedes

    Ma come? Questi dominano da tre anni di fila, in Giappone vincono il Gran Premio senza neppure usare la mappatura più spinta del proprio motore e si beccano un 4? Meriterebbero un 10, sono d’accordo. Ma di 10 ne hanno collezionati già troppi. Diciamo che a volte ha senso andare un po’ controcorrente, giusto per rimarcare lo stile. Perché si può vincere in tanti modi. Quando lo si fa dando la certezza di essere letteralmente di una categoria superiore e ci si permette di andare volutamente più piano appena per illudere chi arriva secondo e rendere lo spettacolo più avvincente, si sprofonda nella tristezza cosmica. Se questo vantaggio nasce da scelte regolamentari scritte facendo pressioni sulla FIA e disponendo di budget e risorse ineguagliabili da chiunque, allora siamo fuori strada. Tutti nettamente, clamorosamente, fuori.

    Voto 3: Hamilton

    L’Hamilton dei primi giri mi ricordava quello che perse il titolo mondiale all’ultima gara nel 2007 e che rischio di perderlo anche nel 2008. Perso. Sperso nei suoi fantasmi. Incapace di avere una reazione. Grazie alla superiorità del mezzo, però, una volta passata la bagarre, è venuto fuori. Senza nessun merito. Non è neppure riuscito ad avere la meglio su Verstappen attaccandolo senza verve appena ad un giro dalla fine.

    Voto 2: Honda

    Davanti ai giapponesi, Alonso stavolta l’ha presa sul ridere indossando per l’intera giornata un copricapo da samurai ubriaco fan di sé stesso. E’ un modo più elegante per dire che il senso del ridicolo regna ancora in McLaren-Honda.

    Voto 1: DRS

    DRS croce e delizia. Il dibattito tra puristi che lo detestano e amanti dello spettacolo che lo amano per come ha reso più belle le gare si sono ritrovati a Suzuka. Ed hanno capito che su una pista vera, sulla quale non è facile superare, si sono viste le migliori manovre dell’anno proprio nei tratti in cui non era possibile attivarlo. Meditate gente.

    Voto 0: Driver of the Day

    A parte il fatto che è una menata che interessa solo a Jean Todt. O forse nemmeno a lui. Max Verstappen eletto pilota del giorno anche stavolta. Ha senso commentare la cosa? Forse se l’è meritato. Forse, nasce il sospetto, abbia una claque tutta sua. L’intera faccenda ha del ridicolo. Almeno tanto quanto mettersi a fare pagelle.