GP India F1 2012: le Pagelle di Paolo Zermiani

Formula 1: pagelle dal Gran Premio d'India 2012

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    Le Pagelle del Gran Premio d’India di Formula 1 2012 non possono non celebrare la mezza impresa firmata da Fernando Alonso. Il pilota Ferrari manda in estati persino il proprio ingegnere di pista che, in preda al gasamento da rimonta impossibile, si prostra ai suoi piedi e gli lancia un incitamento d’altri tempi in mondovisione:”Sei un lottatore straordinario con un talento immenso”. Talento che non manca neppure a Sebastian Vettel. Vince e convince. Controlla la gara massimizzando l’enorme potenziale della sua Red Bull. Se pensate che sia una passeggiata, rispondete a questa domanda: come mai Webber, con la stessa macchina, non ha combinato nulla neanche stavolta?

    Vettel: lancia da spezzare

    Vedere Vettel che vince l’ennesimo Gran Premio di Formula 1 a mani basse, tenendosi qualche decimo al giro nel taschino e dando l’illusione di controllare la gara senza (quasi) mai spingere sul serio, porta ad esaltare le solite doti di Adrian Newey ed a pensare che il bi-campione del mondo in carica si sia limitato a fare il compitino. Eppure stavolta voglio spezzare una lancia a favore di Seb. Nel momento decisivo della stagione, ha tirato fuori il meglio del suo repertorio ed ha scritto già mezzo nome nell’albo d’oro della stagione 2012. Un pilota normale avrebbe avuto un destino simile a quello di Webber. Per dirla tutta: anche quando il Kers dell’australiano funzionava, il suo ritmo era di 2-3 decimi inferiore. Quindi: Voto 10.

    Alonso: lottatore straordinario

    “Sei un lottatore straordinario con un talento immenso”, così si sfoga Andrea Stella. L’ingegnere di pista di Alonso, l’uomo che meglio lo conosce, riesce ancora a stupirsi. Quello che vediamo fare a Fernando nel Gran Premio d’India è davvero fuori dall’ordinario. Straordinario. Appunto. Epico. Voto 10 e lode. Detto ciò, potrei sbagliarmi, ma ho avuto l’impressione che il sorpasso su Button sia avvenuto con le bandiere gialle sventolanti…

    Webber: bandiera bianca

    Il problema al Kers aiuta Webber a trovare una buona scusa. La verità è che la Red Bull è su un altro pianeta da quattro gare consecutive e lui ha racimolato 35 punti in totale contro i 100 del suo compagno di squadra. Gira 2-3 decimi più lento di Vettel ogni giro. Lo stesso Vettel che, a dirla tutta, non sembra neanche spingere come un forsennato. Ammessa l’inferiorità, sarebbe meglio accettare la sconfitta. E, ad esempio, evitare in partenza di infastidire il campione di casa. Non hai il suo passo. Fattene una ragione. Voto 5.

    Hamilton: corrente alternata

    Il manico c’è. Sempre. Ad un certo punto, una volta montate le gomme dure, sembra persino essersi messo in testa l’idea meravigliosa di rimontare su Webber, Alonso e arrivare ad infastidire Vettel. Non è abbastanza costante. Si lamenta della partenza sostenendo di aver seguito la procedura alla perfezione ma essersi trovato a perdere comunque 2 posizioni rispetto alla griglia di partenza. Voto 7,5. Non riesce a sverniciare Webber nel finale per mancanza di velocità di punta.

    Button: gli piace duro

    Con il compound morbido portato in pista dalla Pirelli proprio non si trova a suo agio. E’ quando monta la mescola dura che riesce a fare le cose migliori. Ma era già ampiamente fuori dai giochi. Se avesse provato a resistere qualcosa di più e non avesse perso un po’ di tempo dietro a Grosjean dopo il pit stop, forse lo avremmo trovato in scia ad Hamilton. Magari in zona podio. Classici discorsi da perdenti. Voto 6. Di stima.

    Raikkonen-Massa: vecchi amici

    Massa e Raikkonen, gara alla pari. In tutti i sensi. Il brasiliano ha una scusante importante che ci impedisce stavolta di paragonarlo ad Alonso. Deve fare i conti con problemi di consumo eccessivo di carburante. Quindi: porta a casa il miglior risultato utile possibile. Kimi potremmo criticarlo per non aver attaccato Felipe ma qui dobbiamo fare i conti con il setup della sua Lotus che, nonostante il DRS aperto, non ha la velocità della Ferrari. Viaggia quasi sempre a meno di un secondo di distacco dall’ex compagno di squadra aspettando una sua sbavatura che, però, non arriva. Voto 7 ad entrambi.

    Senza voto: Schumacher

    A cinque giri dalla fine, dopo aver guidato tutta la gara doppiato e in ultima posizione, Schumacher si ritira. Esce dalla porta sul retro senza soffermarsi neanche a parlare con i suoi meccanici. Non ha nulla da dire. A questa immagine basta aggiungere in sottofondo una musica dalle connotazioni catartiche per sintetizzare il difficile triennio vissuto dall’Imperatore. I titoli di coda possono scorrere. Una volta ci insegnava che “non è finita fino a quando non è finita”. Stavolta, invece, è senza parole. E’ finita davvero. Lacrimuccia. Senza Voto.