GP India F1 2012, Pirelli: gomme dure contro il caldo indiano

Formula 1: Pirelli presenta il Gran Premio d'India dal punto di vista degli pneumatici

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    GP India F1 2012, Pirelli:  gomme dure contro il caldo indiano

    La Pirelli porterà in India la mescole più dura della sua gamma di pneumatici per la Formula 1 2012. A fianco alle P Zero Silver hard, ci saranno le P Zero Yellow soft. Anche lo scorso anno, in occasione della gara inaugurale sul circuito di Nuova Delhi, fu fatta una scelta dello stesso tipo sebbene la gomma dura del 2011 fosse ancora più estrema dell’attuale. In sostanza, quindi, si può dire che, grazie all’esperienza di 12 mesi fa, la casa milanese si è spinta verso una soluzione decisamente meno conservativa e che darà non pochi grattacapi ai team, soprattutto nella gestione della gomma più morbida.

    Pirelli: dalle supersoft alle dure

    Due settimane fa in Corea è scesa in campo l’accoppiata soft-supersoft. Ora, per il Gran Premio d’India, Pirelli ribalta lo scenario accoppiando alle duttili gomme a banda gialla, quelle più dure della sua gamma: le silver. La scelta è praticamente obbligata: sono attese temperature oltre i 30 gradi centigradi e la pista ha un layout con curve veloci che scaricano sugli pneumatici una forte energia laterale così come dislivelli e staccate che obbligano a considerevoli pressioni verticali. Ad aumentare l’usura delle gomme, infine, ci penserà la patina di sporco che si è depositata sull’asfalto. Il Buddh Circuit non è molto utilizzato nel corso dell’anno e ci vorrà un po’ di tempo prima che la pista sia sufficientemente gommata.

    Hembery: “Cerchiamo equilibrio tra prestazioni e durata”

    Paul Hembery parla di equilibrio da ricercare tra prestazioni e durata nello spiegare la scelta fatta sulle mescole di pneumatici:“Il layout del circuito è uno dei più difficili per le nostre gomme – ha ammesso il direttore di Pirelli Motorsport - questa combinazione hard e soft è stata usata precedentemente a Barcellona, ​​in Gran Bretagna e in Giappone e non la vedremo più per tutto il resto della stagione. Il Buddh Circuit è stato specificamente progettato per favorire i sorpassi, e questo è anche uno degli obiettivi alla base del design dei nostri pneumatici, per cui possiamo aspettarci una gara serrata in un momento cruciale del Campionato”. Secondo le stime della Pirelli, tra soft e dure dovrebbe esserci una differenza di circa 1 secondo al giro. Altro elemento da tenere in considerazione in vista delle strategie di gara è la lunghezza della pit lane. Sono ben 600 i metri da percorrere a bassa velocità.

    Karthikeyan: re per un giorno

    Per un giorno, sarà lui tra i più attesi. Narain Karthikeyan è l’idolo di casa. “Il layout presenta un grande mix di caratteristiche ed è sfidante per le gomme, in quanto vi sono pochissime curve non impegnative, fatte salve la curva 1 e, forse, l’ultima – ha spiegato il pilota della HRT commentando il circuito – Se si è impazienti con l’acceleratore, l’uscita in prima marcia dalla curva 3 può stressare le gomme posteriori. Alle curve 5-6 si sterza e si accelera simultaneamente, arrivando ai limiti della pista. Ci sono un paio di cambi di direzione in quinta marcia, con le curve a esse 8-9 e 13-14 affrontate a oltre 200 km orari. Infine c’è la lunghissima curva 10, in cui si sterza per oltre sei secondi mentre la velocità minima in curva è di poco inferiore ai 200 km orari e sottopone l’anteriore sinistro degli pneumatici a un’enorme energia”. Secondo Karthikeyan, sarà fondamentale capire quale sia la performance delle gomme morbide con il pieno di benzina, condizione che i piloti dovranno affrontare all’inizio del Gran Premio.