GP India F1 2013, il Processo al Gran Premio: focus su Vettel [FOTO]

Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato al processo al Gran Premio d'India 2013

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    Appassionati di Formula 1, benvenuti nello spazio dedicato al processo al Gran Premio d’India 2013. Stavolta la scena è interamente monopolizzata – in via del tutto eccezionale – da Sebastian Vettel. Il tedesco ha conquistato sul Buddh International Circuit il quarto titolo mondiale consecutivo. L’interrogativo al quale tenteremo invano di rispondere è: quanto dei meriti di questi grandissimi trionfi è veramente del pilota e quanto della stratosferica Red Bull progettata da Adrian Newey? In altri termini: Vettel è un pilota normale fortunatamente catapultato in una realtà stellare oppure è l’uomo giusto al posto giusto come è già successo in passato a suoi grandi predecessori che rispondono ai nomi di Schumacher, Prost o Senna?

    IL CASO: Vettel ci fa… o c’è?

    ACCUSA: VETTEL E’ SOPRAVVALUTATO . Ecco gli appellativi che più comunemente vengono utilizzati dai detrattori di Sebastian Vettel: pallone gonfiato! Sbruffone, irrispettoso, antipatico. Viziato. Fortunato. Fortunatissimo a trovarsi catapultato in una realtà che sarebbe stra-vincente anche senza di lui! Sfacciatamente baciato dalla buona sorte nei singoli episodi di una carriera che è diventata stellare a volte per delle piccolissime coincidenze come l’incidente del GP del Brasile del 2012 che lascia miracolosamente in pista la sua macchina o l’imponderabile intrigo tattico del 2010 di Abu Dhabi. Per costoro i fatti hanno una direzione univoca e incontestabile: la Red Bull è da ormai 4 anni la monoposto più veloce della Formula 1. Nonostante ciò, Vettel ha rischiato in ben due occasioni di vedersi soffiare via il titolo da un Fernando Alonso che guidava una Ferrari clamorosamente inferiore. Era lo spagnolo che meritava i 4 titoli! Già un anno fa. A nulla, infine, vale il brillante confronto con il compagno di squadra. Webber non è Schumacher. Inoltre, l’australiano è da anni ormai la vittima sacrificale degli esperimenti di Newey, delle tattiche azzardate del muretto e, aspetto non secondario, vive una situazione di inferiorità psicologica come quella che c’è in una famiglia che ha al suo interno un figlio adottivo ed uno naturale.

    DIFESA: VETTEL E’ UN FENOMENO VERO. Premessa doverosa. Se persino Fernando Alonso cambia atteggiamento ed inizia a considerare Vettel come un grandissimo avversario… qualcosa vorrà dire. Chi conosce da vicino l’orgoglioso spagnolo, sa quanto gli costi doverlo ammettere. Dire semplicemente che è la Red Bull a vincere anche per conto di Sebastian Vettel è una teoria che non regge. Nulla avviene per caso in Formula 1. Un team di altissimo livello come quello di Milton Keynes non avrebbe investito tutto sul pilota tedesco se non fosse fermamente convinto delle sue capacità. La macchina è superba, ok. Ma la Toro Rosso con la quale ha vinto il GP d’Italia a Monza nel 2008 cos’era? Fissarsi, inoltre, su qualche episodio oggettivamente fortunato per spiegare il successo di un’intera annata, non ha senso. E’ nel complesso che va vista la storia. Se Vettel ha avuto fortuna nei momenti decisivi, non vuole dire che sia stato altrettanto fortunato in altre fasi delle sue trionfali stagioni. Ad esempio, senza i ritiri per cause tecniche che hanno afflitto molto più la Red Bull della Ferrari, Alonso non sarebbe mai arrivato a contendergli il titolo all’ultima gara. I record che ha accumulato Vettel, il mondo con il quale è diventato campione del mondo rasentano la perfezione e non possono non essere determinati da grandissime qualità. Certo: con quella Red Bull avrebbe vinto qualcosa di grosso anche un pilota meno forte. Ma, parlando per logica, questo non significa che chiunque guidi una Red Bull non sia un campione. Tutti i piloti più vincenti della storia della F1 hanno raccattato allori e record avendo tra le mani delle macchine stellari. E va bene così. I migliori possono, devono, scegliere il meglio.