GP India F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani

Top e flop del Gran Premio d'India 2013

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    F1 Gran Premio India 2013, la gara

    AP/LaPresse

    Quasi un po’ dispiace che vada via dal calendario il prossimo anno. Il Gran Premio d’India 2013 ha regalato una corsa tutta da interpretare, tra strategie rischiate, insolite, a volte premianti altre rivelatesi un fallimento. Addio ai 5 chilometri e rotti fatti di curvoni veloci, addio alla pista di Sebastian Vettel, che ha posto il sigillo alla sua maniera su gara e titolo. Difficile dire chi abbia sfigurato in India, con un’indiziata chiara dopo il sabato delle qualifiche. Non deludono in tanti: Grosjean, Rosberg, Massa e Perez sono i migliori al Buddh Circuit, mentre Alonso stampa un sorpasso che se fosse valso anche solo la quinta piazza sarebbe da osannare. Purtroppo lo fa su Gutierrez e per le posizioni meno nobili, dopo uno start che ha azzoppato il cavallino.

    Vettel, 10 e lode

    AP/LaPresse

    I soloni della tattica profetizzavano al sabato: “se si ferma al sesto giro è spacciato“. Bene, s’è fermato al secondo, spiazzando tutti e sfruttando un fattore determinante: con la Red Bull veloce sul dritto, rientrare nel pacchetto di mischia ha significato anche poter sfruttare la scia sul rettilineo e sbarazzarsi facilmente di tante macchine. La corsa era su Webber, poi. L’australiano al solito si porta dietro la nuvola dell’impiegato di fantozziana memoria ed è costretto a parcheggiare la RB9. Non aveva comunque il margine necessario per star davanti a Vettel, tuttavia, la seconda piazza era alla sua portata. Lode a Vettel perché al sabato va controcorrente e si prende la pole con le gomme morbide, mentre tanti guardavano a un via di domenica cauto per andare lunghi. La velocità della macchina e il pit immediato hanno dato ragione al team.

    Rosberg, 9

    F1 Gran Premio India 2013, la gara

    Prima fila sabato, partenza non perfetta, poi si fa sorprendere da Massa. La domenica di Rosberg si costruisce sulla consistenza di una Mercedes che torna sul podio e, soprattutto, guardando un Hamilton per tutto il week end tenuto alle sue spalle.

    Grosjean, 10

    F1 Gran Premio India 2013, la gara

    La Lotus (voto 4 per come gestisce le qualifiche del francese e la strategia in gara di Raikkonen) gli complica la vita al sabato, relegandolo in 17ma posizione. Tutti si aspetterebbero una partenza con le medie, ma Romain aveva velocità, costanza e gentilezza sulle Pirelli morbide già al venerdì e completa 14 giri con il pieno di benzina: record. Poi tutta una tirata fino all’arrivo con le medie, restando competitivo e stampando giri veloci nel finale per mantenere a distanza di sicurezza un Massa vivace. La lotta con Raikkonen gli ha fornito un assaggio di cosa vuol dire scontrarsi al vertice senza sconti: bene ha fatto Kimi a spiegargli un po’ come funziona. Da tempo ormai salutiamo con piacere le sue prestazioni. Sta esprimendo il gran potenziale che ha sempre avuto, anche quando andava a sbattere al primo giro nel 2012. Emergente.

    Massa, 8

    Bravo, bravo, bravo. Felipe costruisce una gara da protagonista nelle prime battute, quando scavalca le Mercedes alla curva tre e si mette alle spalle di Vettel per poi guidare la gara. Purtroppo per lui, dopo la sosta al nono giro non riesce a sbarazzarsi delle macchine che ha davanti e perde ritmo e tempo. La quarta posizione è comunque un risultato che conferma quanto la Ferrari potesse essere da podio a Noida.

    Per lui come per Alonso vale, però, un’osservazione: la F138 è imbarazzante per il sottosterzo che esprime nel veloce. I cameracar dei ferraristi davano l’idea che ogni curva fosse come il Loewe di Montecarlo, tanto era l’angolo volante in più rispetto alla Red Bull.

    Alonso, s.v.

    Dare un voto allo spagnolo? Impossibile. Parte bene e supera Hulkenberg ma già alla prima curva c’è il contatto con Webber e la gara è rovinata. A voler fare della moviola, Mark allarga traiettoria ma Fernando in accelerazione è costretto a controllare il posteriore in sovrasterzo e a sua volta collide sulla linea della Red Bull: un’accelerazione pulita probabilmente gli avrebbe dato più margine di manovra, restando all’interno.

    Problemi al volante per l’intera gara, da segnalare il bel sorpasso su Gutierrez e niente più.

    Perez, 7

    Dopo il Gp d’India possiamo finalmente tornare a raccontare una gara più che dignitosa per il messicano. La McLaren si trova subito a proprio agio dal venerdì e in gara si mette a studiare diligentemente il passo da tenere per non usurare le gomme. Missione riuscita, con la ciliegina sulla torta: il sorpasso a Hamilton.

    Hamilton, 6

    Gran partenza per Gino. E’ un lampo in una gara altrimenti anonima, all’ombra di Rosberg e con l’”onta” del sorpasso al primo giro di Massa. Anche Perez gli gioca lo scherzetto e l’inglese chiude al sesto posto. Sottotono.

    Raikkonen, 6 e 1/2

    Al sabato in Lotus rovinano le qualifiche a Grosjean, domenica la gara a Raikkonen. Tenerlo fuori con le medie per oltre 50 giri è un azzardo che non doveva giocarsi. Doveva copiare la strategia a due soste degli altri e avrebbe concluso con ogni probabilità tra i primi cinque. Fa bene a lottare con Grosjean senza lasciare spazio, è il Kimi che dovrà presentarsi all’appello sin da gennaio a Maranello: un guerriero.

    Di Resta e Sutil, 6 e 1/2

    Entrano nei punti con la solita gara di consistenza. Sutil dopo Grosjean è il recordman della domenica quanto a giri completati con gomme medie. Ottava e nona posizione sono un piccolo cadeaux per la gara di casa. Il ritiro di Hulkenberg li aiuta un po’.