Lewis Hamilton: scuse in mondovisione

Lewis Hamilton si scusa in mondovisione per le bugie dette in Australia e per il comportamento antisportivo

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    E’ di Nico Rosberg il miglior tempo nella terza e ultima sessione di prove libere del Gran Premio di Malesia dove si mettono in mostra anche Ferrari, Red Bull e Toyota. Nel paddock, però, fanno ancora più rumore gli echi della bugia detta da Lewis Hamilton ai commissari di Melbourne. Per il pilota McLaren, oltre alle aspre critiche della stampa inglese, arrivano minacce di ulteriori sanzioni da parte della FIA.

    PROVE LIBERE 3. In una sessione che ha riproposto il tema dell’equilibrio dei valori in campo, chiude al comando i 60 minuti di prove Nico Rosberg con una Williams costantemente in palla sul giro secco. I primi otto sono racchiusi in poco più di 3 decimi e, dietro al tedesco, troviamo nell’ordine Webber, Massa, Trulli, Glock, Vettel, Raikkonen e Nakajima. Williams, Ferrari, Red Bull e Toyota sono apparse le vetture più in forma. Non vanno, però, sottovalutate le Brawn GP (nona e decima con Barrichello e Button) e le BMW Sauber. Sul conto della squadra che comanda la classifica dell campionato vanno registrati alcuni problemi di messa a punto non emersi in Australia e qualche scricchiolio nell’affidabilità. Barrichello, già penalizzato di 5 posizioni in griglia per sostituzione anticipata del cambio, proprio negli ultimi minuti di libere ha fatto vedere qualche non tranquillizzante fumata bianca dal proprio retrotreno.

    GP Malesia F1 2009, prove libere 3: risultati e classifica dei tempi

    1. Rosberg Williams-Toyota (B) 1:35.940 19

    2. Webber Red Bull-Renault (B) 1:36.048 + 0.108 13

    3. Massa Ferrari (B) 1:36.089 + 0.149 13

    4. Trulli Toyota (B) 1:36.132 + 0.192 21

    5. Glock Toyota (B) 1:36.189 + 0.249 22

    6. Vettel Red Bull-Renault (B) 1:36.194 + 0.254 14

    7. Raikkonen Ferrari (B) 1:36.322 + 0.382 14

    8. Nakajima Williams-Toyota (B) 1:36.325 + 0.385 18

    9. Barrichello Brawn-Mercedes (B) 1:36.519 + 0.579 19

    10. Button Brawn-Mercedes (B) 1:36.541 + 0.601 17

    11. Kubica BMW-Sauber (B) 1:36.563 + 0.623 18

    12. Hamilton McLaren-Mercedes (B) 1:36.657 + 0.717 15

    13. Kovalainen McLaren-Mercedes (B) 1:36.742 + 0.802 13

    14. Alonso Renault (B) 1:37.004 + 1.064 16

    15. Heidfeld BMW-Sauber (B) 1:37.026 + 1.086 18

    16. Piquet Renault (B) 1:37.032 + 1.092 18

    17. Sutil Force India-Mercedes (B) 1:37.118 + 1.178 18

    18. Buemi Toro Rosso-Ferrari (B) 1:37.282 + 1.342 17

    19. Bourdais Toro Rosso-Ferrari (B) 1:37.322 + 1.382 16

    20. Fisichella Force India-Mercedes (B) 1:37.398 + 1.458 19

    HAMILTON BUGIARDO. Non si placa la polemica attorno al pilota della McLaren. In Inghilterra i giornali, non potendo parlare dei suoi risultati in pista, lo stanno infamando senza soluzione di continuità per l’atteggiamento antisportivo del quale si è reso protagonista nel post-gara di Melbourne. Personalmente concordo con quelli che ritengono il campione del mondo vittima della sua mancanza di personalità (doveva imporsi e fare di testa sua anziché dare retta al proprio direttore sportivo) fatto sta che la Federazione non si accontenta e minaccia ulteriori sanzioni per il golden boy di Ron Dennis. Dal canto suo Hamilton si difende così:“Quando siamo stati convocati dai commissari di gara, mentre li aspettavamo, sono stato istruito dal mio team manager ad omettere l?informazione, e questo e’ quanto ho fatto. Chiedo scuse sincere ai commissari. Sono molto dispiaciuto della situazione, sia per il mio team, sia per David, che e’ sempre stato un grande uomo.”

    ALONSO POLEMICO. Mentre la Renault viene a sapere che dal 2010 non avrà più neanche lo sponsor Mutua Madrilena, sulla vicenda della bugia di Hamilton interviene Fernando Alonso che, ancora sotto antibiotici per l’otite beccata qualche giorno fa, spara a zero contro l’odiata McLaren:“Non è la prima volta che mentono, prima o poi dovevano sanzionarl. Mi ricordo il 2007, in Ungheria: in quell’occasione persi il Mondiale”. Sulla stessa linea Bernie Ecclestone che tende a colpevolizzare l’intero team:“Hanno preso un capro espiatorio. Ryan era solo un impiegato, non poteva decidere da solo certe cose”.