GP Malesia F1 2012, l’angolo dei rimpianti con Button, Vettel e Schumacher

Formula 1: Gran Premio di Malesia di F1 deludente per Button, Vettel e Schumacher

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    jenson button malesia f1 2012

    La giusta dimensione dell’impresa di Fernando Alonso nel Gran Premio di Malesia di F1 2012 la danno i risultati portati a casa dagli altri. L’unico che, pur non entusiasmando, riesce a limitare i danni è Lewis Hamilton. Dal campione del mondo 2008 ci saremmo attesi ben altro furore agonistico ma non è di lui che vogliamo parlare in questo articolo. Ci sono tre campioni del mondo, fenomeni del bagnato, che lasciano il circuito di Sepang a mani vuote o quasi: Jenson Button, Sebastian Vettel e Michael Schumacher citati nella fattispecie in rigoroso ordine di… occasione sprecata malamente!

    Jenson Button: “E’ stato un mio errore”

    Non ci sono più certezze. Se c’è un pilota dal quale non ti aspetti l’errore – semmai l’impresa – in condizioni di pista strampalate questo è Jenson Button! Il campione del mondo 2009, invece, esce di scena con un errore degno di un Maldonado qualunque. La notizia è ancor più clamorosa se si pensa che in quel momento Button era al comando della classifica mondiale e stava guidando la monoposto nettamente più forte della griglia di partenza. “Faticavo a tenere le gomme in temperatura… è stata colpa mia”, ha ammesso senza mezzi termini. “Ho fatto fatica a rallentare la macchina, ho perso il retrotreno e quando ho provato a riprendere la vettura era troppo tardi - ha aggiunto ricostruendo l’episodio del tamponamento ai danni di Kathikeyan che lo ha estromesso dalla top ten - è stato un pomeriggio storto dove ogni cosa che poteva andare male, così è andata”, ha concluso.

    Sebastian Vettel: “Radio rotta nei momenti cruciali”

    Il modo in cui Karthikeyan - sempre lui – porta Sebastian Vettel alla foratura che lo estromette dalla zona punti scagiona completamente il pilota tedesco che, fino a quel punto, era riuscito a risalire fino al quarto posto. Nella lista delle cose non andate per il meglio, il campione della Red Bull ci mette la mancanza delle comunicazioni dal box:“Abbiamo perso la funzionalità della radio che in condizioni del genere è fondamentale. Nel finale non ho sentito cosa mi stesse dicendo il team. Volevo comunque arrivare alla bandiera a scacchi anche se c’erano dei problemi sulla monoposto”. Su Karthikeyan, a fine gara penalizzato di 20”, ha aggiunto:“Purtroppo ci sono piloti che non guardano quello che sta succedendo attorno a loro”. Fatta la tara sulle sfortune che gli sono piovute addosso, anche da lui ci si attendeva decisamente qualcosa di più. Lo stesso dicasi per il compagno Mark Webber che dichiara a fine gara:“Non mi sentivo a mio agio con la vettura soprattutto quando abbiamo montato le gomme intermedie. Solo quando la pista è diventata più asciutta ho potuto girare meglio”. Con un quarto posto finale, l’australiano ha sicuramente limitato i danni.

    Michael Schumacher: “Un punto è troppo poco”

    Poteva essere la giornata di Michael Schumacher. Purtroppo finisce nel vortice della sfortuna al primo giro quando Grosjean lo tocca e lo manda in testacoda. A differenza di Rosberg, riesce comunque a tenere a galla la Mercedes:“E’ un peccato ottenere solo un punto. Sono stato toccato alla partenza e sono finito in testacoda, lì si è decisa la mia gara. All’inizio ho cercato solo di restare in pista poiché non c’era visibilità. Alla ripartenza avevo un buon ritmo ma non mi è stato possibile guadagnare altre posizioni”. Per Nico Rosberg, invece, si è ripetuto il copione già visto a Melbourne con un inesorabile e lento scivolamento all’indietro causa degrado delle gomme:“Ho avuto problemi con le gomme intermedie ed ho dovuto fare una sosta in più. Dobbiamo migliorare in gara e dobbiamo farlo al più presto”.