GP Malesia F1 2013: furia Webber contro Vettel! La Red Bull con chi sta?

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    Sebastian Vettel vince il GP di Malesia 2013 di F1 davanti a Mark Webber. Buon per la Red Bull che fa doppietta, direte voi. Non tanto, siamo costretti ad aggiungere noi. Il post gara è ad altissima tensione. Adrian Newey – in silenzio stampa momentaneo con i giornalisti – si scusa con la famiglia dell’australiano prima ancora che le macchine arrivino nel parco chiuso. Intervistata a caldo, la signora Webber dichiara:“E meglio che non parli, sono disgustata. Abbiamo visto oggi chi è il vero uomo che corre per la squadra e chi no”. Un imbarazzato Christian Horner, aggiunge:“Quando due compagni di squadra corrono vicini è molto stressante anche per il muretto. Si sono dati filo da torcere. La mossa di Vettel è stata un grande rischio ma i piloti hanno deciso di lottare. E’ stata una loro scelta”. Ma cosa è successo veramente?

    Red Bull: post gara bollente!

    Al termine del GP di Malesia, tutti attendono i due piloti della Red Bull ai microfoni della conferenza stampa per conoscere la loro versione dei fatti ma qualcosa di meglio va in scena alcuni minuti prima. Nel retro-podio si incontrano, si guardano. Webber fulmina con lo sguardo il timido tentativo di Vettel di spiegarsi. Il tedesco prova a smorzare ma l’australiano trattiene a stento l’ira e gli fa capire che, quantomeno, non è quello il momento migliore. Poco dopo Alonso commenterà con sarcasmo l’accaduto (leggi qui). Abbiamo tutti gli elementi per credere che il tre volte campione del mondo abbia infranto un accordo stipulato con Webber e con il team. Vi era una dichiarazione di non belligeranza da mettere sul piatto dopo il terzo pit stop: in caso di bel risultato in arrivo, le posizioni si sarebbero congelate. Così l’australiano, in testa alla gara, ha accettato l’ordine di correre con passo regolare e conservativo. Non ha fatto altrettanto il compagno di box che lo ha sorpassato “a tradimento” per dimostrare poi di averne un po’ di più. Il bello della storia arriva adesso. Siamo di fronte ad uno sgarro subito dai lattinari da parte del loro pupillo, il loro campione assoluto e – almeno fino ad ora – indiscusso. La domanda più interessante, quella alla quale solo la storia darà una risposta vera, è la seguente: quanto e come questo fattaccio sposta gli equilibri interni al team? Sarà perdonato tutto a Vettel? Oppure potrebbe nascere una crepa destinata in futuro, chissà, a fare ben altri danni?

    Vettel: “Chiariremo la situazione internamente”

    Webber ignora Vettel anche sul podio. Il tedesco cerca di stare lontano dal fattaccio e commenta così la sua gara:“E’ stata una corsa difficile. La strategia era di tenere le gomme morbide alla fine ed aver conservato un set nuovo ci ha dato la giusta spinta. All’inizio Mark andava più forte di me anche perché io sono rimasto bloccato nel traffico dopo il pit stop. Se c’è qualcosa da dire tra me e lui, comunque, sarà fatto internamente. Posso solo dire di aver sbagliato e chiedere scusa”, ha chiuso così la porta ad altre pubbliche discussioni. “Dal punto di vista del campionato – ha aggiunto – questa vittoria è importante perché porta punti pesanti. E’ difficile, però, adesso pensare al titolo. La chiave di tutto sono le gomme e noi oggi siamo riusciti a gestirle meglio di quanto non pensassimo”.

    Webber: “Superato mentre ero a velocità di crociera”

    Mark Webber parla come uno che è stato pugnalato alle spalle. L’esperienza insegna che non si deve mai credere alle parole di uno sconfitto. A volte la delusione per aver perso porta a parlare persino a sproposito. Tuttavia, oggi non sembra che l’australiano esageri:“Ho fatto un’ottima prima parte di gara. Alla fine abbiamo fatto la strategia giusta. Io stavo controllando la corsa, tutto sembrava a posto e il team mi ha detto che la gara doveva finire con me che gestivo le gomme e portavo la macchina alla fine. Sono stato sorpreso quando Vettel mi ha superato perché io andavo a velocità di crociera - ha sottolineato – Io penso di essermi comportato bene sia come guida che come rispetto delle indicazioni del team”.

    Mercedes dà una lezione alla Red Bull

    La Mercedes perde il duello in pista con la Red Bull ma dà una lezione importante. A chi mi chiede: cosa avrebbe dovuto fare veramente Vettel? Come si sarebbe dovuta comportare la scuderia austriaca? Rispondo così: vedi Hamilton e Rosberg! Nonostante la frustrazione per l’ordine di scuderia che lo ha tenuto dietro al compagno di squadra, il tedesco a fine gara era piuttosto rilassato:“E’ frustrante ma capisco il team. Queste sono le regole. La prossima volta potrebbe capitare a me di essere davanti e di vedere Lewis che resta dietro di me anche se ne ha di più”. Fair play totale anche da parte di Hamilton:“Al mio posto dovrebbe esserci Nico perché aveva un ottimo passo. Purtroppo non ho potuto spingere al massimo perché dovevo fare i conti con problemi di carburante. Nico forse avrebbe meritato di stare al mio posto ma le corse vanno così”. Obbligatorio da parte dell’anglocaraibico fare un accenno al pit stop nel quale si è presentato sulla piazzola con i meccanici della McLaren:“Ho sbagliato. Devo chiedere scusa. Ho guidato per la McLaren molti anni. Non so come sia potuto accadere”.