GP Malesia F1 2013, le pagelle di Paolo Zermiani [FOTO]

Momento di dare i voti ai protagonisti del Gran premio di Malesia 2013

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    GP Malesia F1 2013   La gara

    La pista ha dato i suoi verdetti, adesso è il momento della critica. Dopo il Gran Premio di Malesia 2013 sembra non ci sia nessuno davvero contento. Red Bull tesa per il caso Vettel, Mercedes alle prese con la gestione degli equilibri di squadra, Ferrari che porta a casa la minestra scaldata di pochi punti con Massa, Lotus ridimensionata dopo l’exploit australiano.

    Insomma, distribuire i voti sarà un gioco da equilibristi, nel quale saper pesare tutti gli eventi che hanno condizionato la gara di Sepang. Proviamoci.

    Vettel, 9. In una gara regolare, senza istruzioni specifiche dai box, avrebbe meritato il 10 pieno per come strappa la pole in qualifica e per il sorpasso da applausi su Webber. Infilarsi a pochi centimetri dal muretto è idea da grandissimo e poche storie sugli ordini di scuderia. La manovra in sé svela il lato più bello del pilota, un rischio assurdo che da tempo non se ne vedevano. Poi c’è l’altra faccenda, quella del team che dà delle disposizioni e tu te ne freghi facendo forza sulla tua posizione interna. La disobbedienza è da 3 in pagella, ma non può penalizzare troppo una rincorsa e la battaglia con Webber. Anarchico.

    Webber, 9. Ha l’intelligenza e visione tattica di restare in pista più a lungo con le gomme intermedie quando Vettel e Massa precipitosamente rientrano e vanno sulle slick. Mette giri veloci quando servono, resiste a Vettel battagliando in pista fino alla mascalzonata del tedesco. E’ furioso (e ne ha ben ragione) nel dopo gara, sapendo distinguere le colpe del compagno di squadra dal team. Risponde con i fatti alle accuse di Marko, per il quale fa due gare buon l’anno. Maturo.

    Rosberg, 7. Vorrebbe attaccare Gino Hamilton nel finale, approfittando del passo migliore e una gestione più cauta della corsa. Ross Brawn lo frena come fosse un Barrichello qualunque e lui non la prende affatto bene, legandosela al dito. Avvisa che passerà alla cassa per riscuotere il favore fatto. Creditore.

    Hamilton, 7. Porta la Mercedes a podio nella gara più ostica con le gomme, dimostrando che il team tedesco ha compiuto veri passi avanti rispetto allo scorso anno. Non perde voti per il controllo acqua e olio chiesto al box McLaren, roba di chi raccoglie i punti col proprio benzinaio e ci resta affezionato anche se cambia macchina. Nel complesso è una prima risposta ai detrattori e quanti erano dubbiosi sulla convenienza del salto da Woking a Stoccarda (noi inclusi). L’aiuto del box lo tiene davanti a Rosberg. Agevolato.

    Alonso, n.g.. Non giudicabile è l’alternativa al 4 a lui e la Ferrari. Se si fosse fermato subito avrebbe proseguito la gara, vero, ma partendo dal fondo e con un handicap di 25 secondi secco. Azzardare di continuare con l’ala in quelle condizioni è stata una scelta quantomai ottimistica, perché su un circuito con le velocità di Sepang e il carico aerodinamico che si genera nelle frenate, quell’ala anteriore non avrebbe mai retto fino al 4 giro. Villeneuve andava su tre ruote e senza alettone, ma la monoposto di Forghieri non era la F138. La scelta ieri era tra il rischio e la tranquillità di costruire una gara di rimonta, sperando in un arrivo a punti. Hanno scelto la prima soluzione, sbagliando. Presuntuosi.

    Massa, 6. Fa il compitino senza dare nell’occhio. Macchina ancora a punti, ma le aspettative erano ben altre. Vale lo stesso discorso anche per Raikkonen. Opaco.

    Force India, 3. Sutil e Di Resta avevano il ritmo gara di chi era in testa e la rimonta era alla loro portata per andare a impensierire le Mercedes. Poi arriva il box, con il cambio gomme e il sistema del dado sul mozzo che fa le bizze, costringendo al ritiro entrambe le macchine. Inaffidabili.

    Button, 7. Erano le condizioni nelle quali solitamente si è sempre esaltato il britannico e il Gran Premio di Malesia poteva portare punti interessanti alla McLaren. Per sua sfortuna un errore nel cambio gomme lo parcheggia in pitlane con l’anteriore destra traballante. Sabotato.

    FOTOGALLERY GRAN PREMIO DI MALESIA 2013 – SEPANG